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Nocerino: "Ho parlato di Paquetá con Kakà: centrocampista goleador"

04.03.2019 20:57 di Luca Bargellini  Twitter:    articolo letto 7601 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Intervenuto al telefono con 'L'Inferno del Lunedì' a Milan TV, l'ex centrocampista rossonero Antonio Nocerino ha analizzato il momento rossonero: "A prescindere dai gol, l'importante è essere utili alla squadra. Gli attaccanti purtroppo vengono giudicati solo in base ai gol, ma Piatek si muove tanto, fa salire la squadra e gioca di sponda. Per i difensori è fondamentale perché riesci a respirare buttandogli su un pallone e alzi un po' il baricentro. In Italia specialmente, poi se uno non segna diventa subito un bidone ma serve analizzare anche tutte le prestazioni globali. Piatek non si può discutere".

A Piatek serve una seconda punta? "Non lo so, sicuramente serve trovare gente che sappia buttarsi dentro e sia capace di fare gol. Quando Ibra, Robinho e Cassano avevano la palla, io mi buttavo dentro comunque, se poi arrivava la palla sui piedi bene. I centrocampisti del Milan invece fanno pochi gol, quindi consiglierei alle due mezz'ali di provarci di più e sfruttare gli spazi che apre Piatek. Il polacco può essere veramente la fortuna in zona gol dei centrocampisti".

Il futuro di Paquetá: "Ne ho parlato anche Kakà e mi Ricky mi disse splendide cose. Dal suo arrivo al Milan non si è mai fermato ma ha ampi margini di miglioramento. Credo che in futuro segnerà qualche gol in più, perché sia di piede che di testa ha qualità, tecnica, tiro e fisico. Vedo un futuro da centrocampista da 6-7 gol a stagione".

Il blocco difensivo: "Quando sono venuto a trovare Gattuso l'anno scorso a Milanello, trovai una squadra incredibilmente organizzata. Ora il Milan difende bene perché ha capito e abbracciato la mentalità di Rino, ha messo in condizione i suoi ragazzi di saper soffrire. Anche quelli che hanno qualità superiore che si sacrificano comunque. La solidità di squadra mancava negli ultimi anni, il vero difetto degli ultimi Milan, ora invece c'è e si vede, tutti si aiutano. Ogni salvataggio anche esultano e si danno la mano, solo Rino poteva dare questa mentalità di gruppo".


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