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Pinardi: "Gasperini miglior allenatore italiano per distacco. Atalanta una grande"

TMW RADIO - Pinardi: "Gasperini miglior allenatore italiano per distacco. Atalanta una grande"
© foto di Federico Gaetano
mercoledì 08 luglio 2020 18:28Altre Notizie
di Dimitri Conti

L'ex centrocampista Alex Pinardi, oggi direttore tecnico del settore giovanile della FeralpiSalò, ha così parlato ai microfoni di TMW Radio, intervenendo in diretta nel corso della trasmissione Stadio Aperto, condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: "Ringrazio la società per l'opportunità: per ora si pensa ad un futuro in cui si naviga a vista, vorremmo più certezze per la prossima stagione. Vi dico cosa abbiamo fatto fino ad oggi: confermati tutti i ragazzi fino all'U17, mentre per la Beretti stiamo un po' aspettando, e ci vorrà più pazienza. Anche società come Atalanta, Milan e Inter, più blasonate e in grado di darci una mano, sono bloccate. Purtroppo nessuno garantisce i trasporti, ci sono regole poco chiare e in divenire che ci fermano".

Quanto è difficile lanciare giovani in Serie C?
"Abbastanza. Negli ultimi tre anni la società ha provato a vincere, e quindi non hanno preso troppo in considerazione i giovani, anche qualcuno che magari era più meritevole. Penso che ora ci sarà più valorizzazione delle giovanili, e io sto cercando tanti ragazzi che giocano in oratori o in squadrette della zona su cui non sono arrivate le varie Atalanta e Brescia: queste seconde-terze scelte per noi potrebbero essere tantissima roba, e pensiamo anche alla valorizzazione del territorio".

Pensa che Zeman abbia faticato per la sua schiettezza, lei che ci ha giocato nel Lecce?
"Sì. Sto già vedendo con i miei occhi situazioni border-line: secondo me in Italia abbiamo ancora i migliori talenti, ma poi ci sono tante piccole situazioni che illudono i ragazzi come quelle create da procuratori, genitori e altre figure che gli tolgono un po' il piacere del gioco. La società mi ha chiesto di ridarglielo, quando non vedi mai arrivare nessuno in prima squadra devi farti due domande. Faccio un esempio classico: il procuratore propone lo svincolo da una Beretti per andare all'estero ed essere tesserato. Ma non hanno capito che se esci da qua nella Beretti non ti conosce nessuno, non sei neanche una Primavera. Vogliamo provare a costruire qualcosa insieme? Tante volte mi trovo in situazioni, che so essere per tutti, dove un genitore pensa di risolvere i suoi problemi tramite il figlio. O il procuratore che promette un guadagno immediato. Ma non è così: il castello va costruito dalla base. A forza di illudere ci va di mezzo il ragazzo. Oggi addirittura c'è l'obbligo dei fuori quota, in teoria un percorso già disegnato ma ci vuole pazienza nell'arrivarci e non ce l'hanno. I genitori pensano sia tutto facile, ma il futuro lo si costruisce sul campo".

Lei è cresciuto nel settore giovanile dell'Atalanta. Un campionato che favorisca i giovani è buona soluzione?
"Sì, per i club più blasonati. Ma se mando la Primavera del Brescia a giocare in Serie C, se fa tre punti è tanto. Io ho fatto uno dei più importanti settori giovanili d'Italia ed oggi d'Europa. Cerco di insegnare oggi quello che mi spiegava il povero Favini: guardavano il campo, e c'erano delle piccole regole anche fuori. Cerco di trasmetterli ai miei ragazzi, perché troppe illusioni fanno perdere la strada: ci deve essere diritto di sbagliare, ma nel giusto modo".

Che dire dell'Atalanta?
"Per me ora Gasperini è il miglior allenatore italiano per distacco. Tutti sembrano rendere al 150% delle proprie possibilità: ha creato un ambiente magico, ed è ormai una grande squadra. Considerare l'Atalanta una medio-grande significa metterle un vestito stretto. Se stasera vince si avvicina al secondo posto, ma pure in Champions può succedere veramente di tutto. La sua forza è far cambiare vestito agli altri: loro giocano sempre allo stesso modo. Tanto di cappello per Gasperini: quando è così, significa che i giocatori muoiono in campo per te".

I playoff volontari sono punto di non ritorno da cui ripartire per ripensare la C?
"Per me è stato assurdo. La parola progetto la spendono in tanti ma ci vuole chiarezza e trasparenza, o arriveremo a un punto dal quale sarà difficile tornare in dietro. Una scelta paradossale, per come la vedo: si sfidano squadre con condizione diversa, ma hanno voluto fare così... Spero sia la fine di questo cinema e si torni a fare le cose con chiarezza e serietà. Ma anche per i playout, mi metto nei panni della Giana Erminio che è andata a prendersi l'aereo per poi retrocedere. Hanno speso soldi che incideranno sul bilancio dell'anno prossimo in Serie D".

Liverani è il nuovo che avanza?
"A me piace molto. Vedo un Lecce che ha una sua identità. Avevano preso tanti gol nelle ultime partite, ieri però hanno giocato alla pari con la Lazio. Mi auguro che il Lecce si salvi perché ci sono affezionato".


Alex Pinardi intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini
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