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La Giovane Italia
Calcio femminile

Dalla palla di Batman ai Mondiali, Gama: "Per me il calcio è vita"

13.05.2019 17:04 di Tommaso Maschio   articolo letto 5165 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Sara Gama, difensore e capitano dell’Italia femminile, ai microfoni della FIGC ha parlato del suo rapporto con il calcio, del suo cammino fino alla maglia azzurra e delle aspettative per il prossimo Mondiale dove l’Italia tornerà a partecipare a 20 anni esatti dall’ultima volta: “Essere una calciatrice è istinto. Ho iniziato a giocare a calcio praticamente da sempre, il primo ricordo è una palla leggera di Batman che portavo ovunque con me. Poi giocavo con gli amici per strada nel quartiere dove abitavo finché uno di questi a sette anni mi disse di andare a giocare con la sua squadra. E da allora è iniziato il mio cammino”.

Quali sono le persone che l’hanno aiutata di più?
“Sono tante, la prima è stato mio nonno che mi scorazzava in giro per allenamenti e partite. Poi penso al primo allenatore, alla gente che mi dava un passaggio quando sono andata a giocare più lontano da casa. Sono davvero tante e non sto qui a citarle tutte. Cito mio nonno solo perché è stato il primo”.

Che cos’è il calcio per lei?
“Il calcio per me è vita, qualcosa che mi ha caratterizzato in tutti questi anni, ha intriso tutti i miei giorni ed è anche qualcosa a cui sono arrivata in maniera istintiva perché in casa mia nessuno era appassionato di questo sport. Probabilmente era scritto nelle stelle che dovessi fare questo percorso”.

Quali sono i momenti più importanti della sua carriera?
“Di momenti significativi ce ne sono tanti, l’ultimo per gioia oltre che la qualificazione ai Mondiali con la Nazionale è stato il primo scudetto con la Juventus perché è stato appunto il primo, storico per uno dei club più importanti in Italia. Ha avuto un sapore speciale riuscire a coronare quel sogno”.

Cosa significa la maglia azzurra?
“La maglia azzurra è un grande onore e una responsabilità sopratutto oggi che siamo il faro di un movimento in grande crescita. Quando indossiamo la maglia azzurra, oltre a essere orgogliose e perseguire al massimo gli obiettivi, siamo consapevoli anche di questo aspetto che ci rende ancora più fiere e motivate a fare bene. Portogallo? Mi ricordo la serenità e la determinazione che si respirava prima della gara negli spogliatoi, poi siamo state brave a chiudere la gara subito e tutto si è consumato in fretta. L’attesa è il ricordo più bello di quella serata”.

Cosa rappresenta il Mondiale?
“Il Mondiale per me è un sogno che si avvera, un obiettivo che ci siamo poste e che abbiamo raggiunto con fatica. È motivo d’orgoglio riportare l’Italia dopo 20 anni alla massima rassegna mondiale. Andiamo lì con entusiasmo e voglia di arrivare e giocarlo”.


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