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La Giovane Italia
Editoriale

Fabbri dalla rabbia di Totti agli errori dello Stadium. A fine gara, bravo Gattuso, perché i sottintesi e le mezze parole (come quelle di Reina) sono solo un danno

Nato a Firenze il 5 maggio del 1985, è caporedattore di Tuttomercatoweb.com. Già firma de Il Messaggero e de La Nazione, è stato conduttore di Radio Sportiva ed è ora voce di RMC Sport.
07.04.2019 08:35 di Marco Conterio  Twitter:    articolo letto 53431 volte

La fastidiosa costante è dover ribadire a chi crede e pensa che tutto sia indirizzato, regolato e sistemato, che qui non troverà terreno fertile e pure suggerire che il mondo è pieno di altre passioni. Un'altra è dover constatare che la Var è ancora piena di pecche, come per esempio il rapporto di forza tra arbitro e avar (l'arbitro al var). La terza è cercare di capire il perché della decisione dell'arbitro Fabbri. Che con la tecnologia non sembra molto avvezzo, urge sottolinearlo ai tifosi smemorati da bar social: è quello che fece sbottare Francesco Totti, a dicembre dopo la gara contro l'Inter della sua Roma. Contatto D'Ambrosio-Zaniolo netto, Rocchi non riceve indicazioni da Fabbri allo schermo. "Così si indirizzano le partite ma anche i campionati", disse il Pupone, che in parte può aver anche ragione anche se è interessante leggere quelle che sono le 'classifiche dei favori (errori a favore) arbitrali stagionali'. In testa chi c'è? La Roma. La Juventus, con ieri, ha un saldo positivo tra i 2 e i 3, nè favorito nè sfavorito c'è il Napoli, con un banale -1 le due milanesi al netto di quello di ieri.

Capisco la decisione di Fabbri, seppur credo abbia nettamente sbagliato: ha ritenuto congruo il movimento del braccio di Alex Sandro, le immagini a caldo non hanno aiutato profondamente e non traggano d'inganno i fermo immagine dove la palla impatta sul gomito. Il brasiliano, a detta e pensiero dell'arbitro, è in caduta e col braccio non commette fallo. Siamo in una terra oscura ma la realtà è che pure rivedere il fallo non gli ha fatto cambiare idea. E' stato coraggioso ma nel caso specifico l'errore c'è stato. Quello come una gestione sbagliata della gara, dei momenti di nervosismo, dei cartellini. E' andato nel pallone dopo quell'episodio e non è riuscito a riportare la sfida in carreggiata, mancando pure la gestione degli eccessi tra Musacchio, Romagnoli e soprattutto Mandzukic.

Nel post partita, poi, tanto di cappello alla lucidità che stavolta ha messo sul tavolo Gennaro Gattuso. "Sono un tesserato, non posso parlare e poi non fa parte del mio stile. Lo ripeto per l'ottava volta, la VAR è qualcosa di incredibile, mi piace tantissimo. Serve usarlo, avere il coraggio di fermare per tutto il tempo che ci vuole il gioco. Non so su che base hanno deciso di non dare il rigore ma non ne voglio parlare. Non cerco alibi. Oggi potevamo essere più bravi, abbiamo fatto due errori che ci sono costati cari. Ho fatto il calciatore, ero uno che tante volte le ingiustizie me le volevo sbrigare da solo. Dobbiamo essere più bravi a farci rispettare, a crescere. Non è corretto parlare di furti. Ci abbiamo messo del nostro e noi potevamo essere più fortunati". Pepe Reina, invece, ha deciso di sottintendere. "Quando esci da questo stadio esci sconfitto da tutti i livelli, quando ci sono delle decisioni 50 e 50, poche volte vieni premiato", , è il suo testuale in zona mista. Mette ancora sul tavolo la sudditanza? Sottintende, giustappunto, favoritismi e occhi di riguardo? Le parole non dette sono, da sempre, solo un danno. Come e più degli errori. Si abbia il coraggio delle proprie opinioni, se le accuse son fondate, nei confronti di chiunque s'intende. Altrimenti meglio tacere.


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