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La Giovane Italia
L'Angolo di Calcio2000

Da Insigne a Icardi, talenti arrabbiati! Parlando con De Sciglio…

24.04.2019 06:00 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    articolo letto 13807 volte

La Juventus ha fatto (nuovamente) festa. Otto Scudetti, otto volte Campione d’Italia. Uno dietro all’altro, senza lasciar spazio ad altri colori. Chi ha goduto per l’eliminazione della Juventus dalla Champions League (mi spiace, non capirò mai il “tifo contro”) ha dovuto sorbirsi l’ennesima festa tricolore a tinte bianconere. L’impressione è che, almeno in Italia, la “tirannia” della Vecchia Signora sia destinata a reggere ancora a lungo. Colpa delle avversarie, troppo spesso impegnate a lamentarsi o a trovare alibi dalla sostanza nebulosa. Per vincere come la Juventus è necessaria una mentalità vincente, esattamente come quella della Juventus. Non c’è altra via. I soldi aiutano ma, come ha dimostrato la Champions League, non sempre portano la felicità e i trofei (chiedere, per conferma, a PSG e Manchester City). La forza dei Gobbi sta nella loro incrollabile voglia di vincere. Per Calcio2000 ho intervistato Mattia De Sciglio. “La Juventus è la Juventus”, mi ha confessato, guardandomi dritto negli occhi. Fiero di farne parte, accettato dal “sistema bianconero” perché ha subito capito che, per potersi ritagliare un posto all’interno del mondo Juventus, devi avere gli occhi della tigre (quelli di Rocky), sempre e comunque… Voglio spendere due parole per Mattia (De Sciglio). Essere italiano, spesso, non aiuta. Ancor di meno se, di professione, fai il terzino. Al giorno d’oggi, vanno di moda gli esterni di difesa che pensano più alla fase offensiva che a quello difensiva. Uno come Mattia, esterno di difesa vecchio stampo, sembra fuori fase, di un’altra era geologica. Sarebbe stato perfetto negli anni ’90, pure agli inizi del Duemila. Oggi, ai più, pare un giocatore “normale”. Bene, sta qui l’errore. Uno come De Sciglio è prezioso. Non farà dribbling ubriacanti, non troverà spesso il fondo, non segnerà tanti gol (ne ha fatto uno solo in carriera, al Crotone) ma Mattia dà sempre il 100%. Per vincere, servono anche difensori come Mattia. Mi ha sorpreso la sua tagliente intelligenza (amante della fotografia e dei viaggi ‘on the road’), mi è piaciuto il suo modo di essere. L’apparenza, spesso, inganna…
Vale lo stesso discorso per Insigne e Icardi, i due grandi “casi” del momento. Partiamo dal ragazzo di Frattamaggiore. Frasi di circostanza a parte, qualcosa si è rotto tra il capitano azzurro e la piazza. Ancelotti fa scudo, come è giusto che sia ma, ve lo assicuro, Raiola, il suo agente, è al lavoro. Le possibilità che, a fine stagione, possa lasciare la sua amata Napoli sono tante. E’ come se avesse bisogno di una nuova esperienza per tornare a respirare. E’ come quando, da giovanissimo, stai per tanti anni con la tua prima, vera, fidanzata. Diventato adulto, brami qualcosa di nuovo. Sai che non amerai più nessuno come il “tuo primo amore” ma, nel profondo del tuo cuore, senti che è doveroso “sperimentare dell’altro”. Forse ho esagerato ma credo di aver reso l’idea. Spero solamente per Insigne decida di “sperimentare dell’altro” lontano dall’Italia. Meglio l’estero, così da essere completamente libero…
E’ meno libero Icardi. Wanda, tratteggiata come una Malena dai poteri subliminali, in realtà vuole solo che Maurito (e la sua prole) sia felice. Sa che a Milano è una regina. Per questo vorrebbe tanto restarci ma, onestamente, la sensazione è che anche Icardi sia destinato a cambiare aria. In questo caso le motivazioni non sono solamente legate al rapporto con la tifoseria (Curva Nord per l’esattezza). C’è dell’altro. C’è un rapporto complicato con Spalletti (sempre più vicino alla riconferma) e quella sana voglia di iniziare a vincere qualche trofeo. L’Inter è vicina a vincere ma, onestamente, sono anni che è vicina a vincere… Icardi vuole vincere ora, subito, adesso. Icardi alla Juventus? Pare strano, pare forzato ma non è impossibile, soprattutto se, davvero, Dybala dovesse fare le valigie. Torino non è lontana da Milano. Wanda resterebbe a casa, ad aspettare, ogni sera, il suo Maurito che torna dagli impegni piemontesi, magari con qualche trofeo da mettere in bella mostra nella bacheca di casa, al momento ancora desolatamente vuota.


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