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Il VAR merita un voto nelle pagelle… L’attacco ai tifosi di Icardi e DeLa? Siamo in Italia…

06.02.2019 09:57 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    articolo letto 8145 volte

Lo sapevo… Il VAR è diventato il nostro nuovo (e unico) motivo di discussione al bar. Con gli arbitri “schiavi” del “giudice VAR”, non ha più senso disquisire sugli errori commessi dai direttori di gara. Ora tutti puntiamo il dito sull’aiutante tecnologico. “Perché non è stato chiamato in causa?”, questa è la frase più ricorrente davanti ad un presunto torto arbitrale. La dicitura “il VAR interviene solo in caso di errore chiaro ed evidente” mi manda su tutte le furie… Chi decide se l’errore è “chiaro ed evidente”? Non l’arbitro, quindi? Quindi lo decide il VAR e qui si aprono mille discussioni… Ormai siamo al paradosso: se l’arbitro va a consultare il VAR tante volte, sembra un semplice soldato che chiede il permesso al suo comandante, se lo consulta poco, allora è un ribelle alla Rambo… Serve un intervento radicale a livello di regolamento del VAR. Che si arrivi, presto, alle “chiamate” da parte delle panchine. Un paio a partite, senza discussioni. Poi, se ci saranno (e ci saranno sicuramente) altri errori, torneremo a martellare l’operato degli arbitri. Io ne sono convinto: meglio un errore umano (comprensibile e, appunto, “umano”) che prendersela con un’entità tecnologica gestita da umani… Un consiglio a chi fa le pagelle: considerata l’incidenza che il VAR ha sul risultato finale di una partita, andrebbe inserito come “voce degna di voto”. Un voto all’arbitro e uno al VAR… Riflettiamoci!!!
Riflettiamo anche su questa fantastica realtà che è l’Atalanta. Sempre più convinto che Gasperini sia un genio. Non lo vedo in un top club perché è già in un top club. Dategli un gruppo di ragazzi ambiziosi e volenterosi, con qualche saggio a dargli una mano nella gestione del gruppo, ed ecco che Gasperini confezionerà, sempre un capolavoro. L’Atalanta di quest’anno è una meraviglia. Può arrivare fino in fondo in Coppa Italia e, ne sono certo, lotterà per un posto in Champions League fino alla fine. Sto esagerando? No, sto assistendo ad uno spettacolo e spero possa continuare il più a lungo possibile…
Se Gasperini si coccola la sua gente (i tifosi della Dea sono caldissimi ed esaltatissimi), c’è chi ha deciso di manifestare il proprio disappunto nei confronti dei propri supporters. Icardi ha usato, come sempre, il mondo social per manifestare il suo pensiero al popolo nerazzurro: Se non la ami quando perde, non amarla quando vince…”, le sue parole. De Laurentiis, patron del Napoli, è stato ancor più diretto: “Vedere poco meno di 20mila spettatori per Napoli-Sampdoria, non è stato bello. E questo significa essere tifosi? San Siro, per una partita meno importante di Champions, ha incassato 5,3 milioni di euro, quanto noi in tre partite”. Insomma, i protagonisti del calcio alzano la voce. Vogliono che i tifosi siano presenti e che siano sempre pronti a sostenere la squadra, soprattutto quando le cose vanno male. Questo accade in Premier League, non in Serie A. Da noi, se sbagli tanti gol o se arrivi sempre secondo, sei oggetto di critiche e/o indifferenza. E’ una componente fondamentale del nostro calcio, credo che lo sappiano bene anche Icardi e De Laurentiis, no? Personalmente sarebbe strano vedere stadi sempre pieni con gente che applaude anche quando la squadra perde 0-1 e il tuo bomber, alla ricerca di un contratto faraonico, sbaglia due gol… Ma non mi stupisco più di nulla. Magari, tra qualche anno, avremo arbitri robotici di nome VAR e tifosi invitati ad applaudire a comando…


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