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Lotito-Tare, che soddisfazione! Conte-Sarri, che pressione…

Lotito-Tare, che soddisfazione! Conte-Sarri, che pressione…TUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 19 febbraio 2020 06:00L'Angolo di Calcio2000
di Fabrizio Ponciroli

Il calcio è un gioco meraviglioso. Non c’è nulla di scontato. Puoi avere i giocatori migliori, gli stipendi più alti, il numero più elevato di tifosi, una società perfetta alle spalle, il tecnico più bravo ma, in campo, si è sempre 11 contro 11 e si parte sempre da 0 a 0. La Lazio è la dimostrazione che il gioco del calcio è magico. Vedere l’Olimpico vestito di biancazzurro è una gioia per gli occhi. Pensiamo a Lotito e Tare. Il patron, per anni, è stato odiato da buona parte del popolo della Lazio. Innumerevoli le volte che è stato invitato a lasciare la conduzione del club. Tare, nonostante colpi eccezionali da direttore sportivo, è stato criticato senza pietà, tanto da sentirsi minacciato. Oggi, a distanza di tempo, il duo Lotito-Tare è un binomio solido (lo è sempre stato) e, soprattutto, vincente. La loro creatura, forgiata tra le perplessità dei saccenti del calcio, è una meravigliosa squadra che regala emozioni. Tutti si sentono coinvolti, tutti fanno parte della “grande famiglia” Lazio. Chiaramente Simone Inzaghi ha un peso specifico notevole in questa spettacolare crescita del gruppo. Non ha mai lasciato indietro nessuno e, a differenza di altri allenatori, molto più pubblicizzati (e pagati) di lui, non si fa problemi a mettere in campo i campioni, a prescindere dalle loro caratteristiche tecniche e dal tanto chiacchierato “equilibro tattico”. Con Simone Inzaghi giocano i più forti, sempre e comunque, ma ogni membro della rosa ha sempre una chance di rendersi utile. Anche Ancelotti ha sempre sposato questa soluzione, infatti ha un palmares da leggenda…
Non me ne vogliano Conte e Sarri (il primo lo adoro, il secondo lo rispetto) ma Simone Inzaghi sta offuscando la loro luce e le loro convinzioni tattiche. Conte è alle prese con il “caso Eriksen”. Giocatore atipico, per nulla “inquadrabile” in un 3-5-2 di stampo contiano. E allora? E’ un giocatore di qualità assoluta, deve giocare… Il danese, quando è in campo, sa accendere i compagni. Ha tiro e assist nel sangue, perché non gioca titolare nelle partite che contano? Possibile che sia tanto complicato trovargli un posto tra gli 11 di partenza? Si rischia di perdere l’equilibrio? Vero, ma anche con l’equilibrio preservato, l’Inter non ha brillato nelle partite che contano contro Lazio, Borussia Dortmund e Barcellona. Eriksen deve giocare per il bene dell’Inter e di Conte… Ma Conte è disposto a sacrificare il suo credo calcistico per un giocatore solo? Non credo…
E passiamo, infine, a Sarri… Nel post match della sfida vinta, non incantando, con il Brescia, il tecnico bianconero ha risposto così ad una domanda di un collega: “Sto cercando di adattarmi a queste caratteristiche, in altre squadre non avrei dato a Dybala e agli altri giocatori la libertà offensiva che hanno avuto oggi. Questi sono giocatori individualisti fortissimi che esprimono il meglio in questo modo. Se intendi vedere un’organizzazione collettiva come in altre mie squadre qui non la vedrai mai”. Fatemi capire… Sarri è stato preso per “cambiare il gioco della Juventus”. A metà febbraio, lo stesso Sarri ammette che un’organizzazione di gioco collettiva non è possibile e che deve dare libertà a certi giocatori perché sono individualisti. Tradotto: non può intervenire sul DNA della Vecchia Signora. Sono preoccupato e allarmato. Di fatto, questa Juventus è nelle mani dei suoi campioni, esattamente come durante l’era Allegri. Una scelta che mi lascia perplesso… Mi aspettavo molto di più da un tecnico con il patentino da rivoluzionario che maneggia l’arte del bel gioco. Ad oggi mi pare più un gestore…

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