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Matteo Rover ritrova mister Vecchi: sembra l'Inter, ma è il Sudtirol

Matteo Rover ritrova mister Vecchi: sembra l'Inter, ma è il SudtirolTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico Gaetano
giovedì 18 luglio 2019 08:45La Giovane Italia
di La Giovane Italia
La Giovane Italia vi porta alla scoperta dei nuovi talenti del calcio italiano, raccontandovi ogni giorno, alle 8:45, le storie dei giovani di casa nostra e dei club che scommettono su di loro

Sarà un Sudtirol a tinte nerazzurre quello che tenterà di ripetere, e possibilmente migliorare, le ottime cose fatte vedere nell’ultimo campionato di Serie C, nel quale il club altoatesino è stato capace di avanzare fino al secondo turno dei playoff del Girone B. Dopo aver affidato la panchina a Stefano Vecchi, che nel settore giovanile dell’Inter ha vinto praticamente tutti i trofei disponibili lanciando al tempo stesso molti ragazzi nel calcio che conta, i bolzanini hanno da poco annunciato l’arrivo di un giocatore diventato grande proprio sotto la guida del tecnico bergamasco, ricomponendo un binomio che fa ben sperare i tifosi biancorossi.

Promozione storica - Matteo Rover è già al lavoro nel ritiro di preparazione per la stagione 2019-20, quella che nei piani del ragazzo nativo di Motta di Livenza dovrà essere l’annata della definitiva consacrazione nel calcio professionistico. Arrivato all’Inter a sedici anni, dopo una importante trafila nella Liventina, l’esterno classe ’99 si è imposto come uno degli uomini chiave della plurititolata Primavera di mister Vecchi, chiudendo il suo percorso nelle giovanili nerazzurre con il gol messo a segno nella finale scudetto del 2018, vinta ai danni della Fiorentina. Il preludio perfetto per il salto nel calcio professionistico, che si è però rivelato complicato soprattutto nella prima parte della passata stagione. Il prestito al Vicenza è stato ben al di sotto delle aspettative, con tre sole apparizioni prima della svolta arrivata nel mercato di gennaio. Nella finestra dei trasferimenti invernali, Matteo si è infatti accasato al Pordenone, dove con le sue 13 presenze ha contribuito alla realizzazione di un risultato storico: la prima promozione in Serie B dei ramarri, accompagnata dalla conquista della Supercoppa di categoria. Un rendimento che lo ha portato a vestire la maglia del Sudtirol, club al quale l’Inter lo ha ceduto a titolo temporaneo per una stagione.

Ancora insieme - Rover è un esterno duttile, capace di destreggiarsi sia come attaccante che come centrocampista offensivo indipendentemente dal modulo adottato dalla sua squadra. Ad Appiano Gentile ha avuto modo di osservare da vicino Antonio Candreva, il suo modello per l’interpretazione del ruolo di esterno di destra a tutto campo. Profilo ancora migliorabile dal punto di vista tecnico, mentre la facilità di calcio e la prestanza fisica gli permettono di rappresentare un’arma preziosa sia quando si tratta di prendere il fondo per andare al cross che quando riesce a liberarsi per concludere in porta. Rover è in grado di fare la voce grossa nei duelli individuali grazie a una invidiabile velocità sui 20/30 metri, una progressione che unita all’ottimo spunto col pallone tra i piedi e a una falcata da quattrocentista lo rende un profilo ideale per esibirsi nelle sue tipiche scorribande sulla corsia di destra. Tanto nei trascorsi in nerazzurro quanto nella sua prima stagione da professionista, Matteo ha dimostrato di possedere la rara qualità di saper incidere entrando a partita in corso: non è da escludere che mister Vecchi lo utilizzi proprio come grimaldello per alzare il volume a gara iniziata, una strategia già vista in passato quando il nuovo tecnico del Sudtirol sedeva sulla panchina della Primavera interista. E proprio Vecchi lo ha voluto fortemente con sé nella sua nuova avventura, sapendo di poter contare su un profilo molto valido tanto dal punto di vista calcistico quanto da quello umano, grazie a un carattere generoso e all’attitudine naturale al lavoro. Affinarsi tecnicamente e incanalare nella maniera giusta l’istinto selvaggio col quale si muove in campo rappresenteranno due passaggi cruciali per lo sviluppo della carriera del ragazzo, che nel Sudtirol troverà l’ambiente e la guida tecnica ideali per completarsi e alzare ulteriormente l’asticella del suo percorso calcistico. Magari sognando di fare la storia, per il secondo anno consecutivo, regalando qualcosa di mai visto prima ai suoi nuovi tifosi.

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