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Catellani: "Zaniolo fantastico, al Chievo lungimiranti"

19.01.2019 14:20 di Sebastian Donzella   articolo letto 7058 volte
© foto di Federico Gaetano

Andrea Catellani, ex calciatore e attuale responsabile delle squadre nazionali del settore giovanile del ChievoVerona, è intervenuto ai microfoni de La Giovane Italia su RMC Sport, analizzando l'addio forzato al calcio giocato a causa di un problema al cuore riscontrato nell'estate del 2017: "Il cambiamento c'è stato, passare dal campo alla scrivania nell'arco di poco tempo è stato un grande salto ma il bilancio è sicuramente positivo. Ho la fortuna di lavorare in una società eccezionale che ci ha messo a disposizione delle strutture fantastiche, con un centro giovanile di proprietà tra i migliori d'Italia. Dire addio alla carriera di calciatore è stato un momento molto significativo che, nel bene o nel male, mi ha segnato tanto. Devi avere la forza di guardare oltre e penso di avercela avuta. Ho avuto delle certezze grazie alle scelte fatte nella mia vita precedente: sicuramente lo studio, sicuramente i valori, sicuramente l'aver messo tante cose davanti a quella che era la mia carriera da calciatore, sempre però dando tutto quello che avevo alla mia professione di allora. Nel momento in cui il pallone si sgonfia ho avuto una serie di cose che mi hanno permesso di aver la forza di guardare oltre e di vedere il prossimo appuntamento non semplicemente come la partita della domenica ma come qualcosa di diverso. A distanza di un anno e mezzo sono davvero soddisfatto di quello che sto facendo e di come sono riuscito a cambiare la mia vita. Ho avuto la fortuna di aver avuto vicino persone che volevano bene ad Andrea e non al calciatore".

Sulle linee guida che segue al ChievoVerona: "Mi piacerebbe trasferire le mie certezze ai miei ragazzi, sto cercando di dar loro una cultura sportiva. Anche in vista di un salto dal settore giovanile al calcio dei grandi, che resta lo step più delicato nella carriera di un calciatore, i ragazzi devono avere un'educazione a 360 gradi che vada oltre al campo. Credo tanto nei valori, nei rapporti e nell'armonia in una squadra. Per cultura sportiva intendo il prendersi cura di sé stessi, del proprio corpo, organizzarsi la giornata d'allenamento a partire dagli impegni scolastici. Tante piccole cose che devono venire prima dei contenuti prettamente calcistici e tecnici. Ho scelto ChievoVerona perché il lungimirante patron Campedelli e il direttore Romairone sposano appieno la linea di creare giocatori che possano essere risorse per la prima squadra. Ci credo, stiamo lavorando tanto e sono fortunato perché la società segue questa politica e i risultati già si vedono".

Sul Catellani talismano della Nazionale: "Il mio ultimo compagno di stanza prima di smettere è stato Nicolò Zaniolo, ho avuto il piacere di condividere con lui sei mesi di ritiri all'Entella. In questi giorni se ne sta parlando tanto, forse anche troppo però è sicuramente un giocatore fantastico. Prima di Chiavari sono stato a Carpi, mio compagno di stanza è stato Kevin Lasagna e anche lui è riuscito ad arrivare in Nazionale. Ancora prima a Sassuolo ho avuto la fortuna di svezzare un giovane Domenico Berardi, siamo stati veramente bene insieme. Vedendo tutti e tre così giovani convocati in Nazionale ho pensato di avergli portato fortuna, spero nel mio piccolo di avergli trasmesso qualcosa".


La Giovane Italia, con Dario Ronzulli e Paolo Ghisoni


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