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Serie A

Allegri: "Giovedì sera sapevo già di non essere più l'allenatore della Juve"

19.05.2019 23:46 di Patrick Iannarelli   articolo letto 16302 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Massimiliano Allegri, tecnico della Juventus, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per analizzare il pareggio ottenuto contro l'Atalanta: "Chi verrà al posto mio? Non lo so (ride, ndr). Sicuramente la società farà la scelta migliore per portare avanti la squadra. La Champions è così, siamo arrivati in condizioni non normali al doppio confronto. Dopo la partita di Madrid ho dovuto mettere al riparo il campionato. Il passaggio con l'Atletico era difficilmente ripetibile nel calcio, poi sono stato smentito dal Liverpool. Sulla carta eravamo più battuti che vincenti, dovevo pensare al campionato. Quando le annate iniziano in un certo modo, devi prevedere cosa più succedere. Avevamo un finale di campionato difficile, bisognava pensarci. Lì in quel momento, a livello psicologico, distruggevi il Napoli. La gente parlava dell'Atletico, ma io pensavo al Bologna. I ragazzi sono stati più bravi, poi siamo ricrollati in mezzo. Da gennaio in poi siamo andati a rincorrere i giocatori che non stavano bene".

Quando ti lanciavano in aria prima hai pensato: "ora qualcuno si scansa?"
"Quando alleni una rosa come la Juve devi fare delle scelte. Poi abbiamo fatto 37 formazioni differenti per gestire tanti partite. Dovevo farlo, la squadra ha fatto durare il campionato 30 partite. Non è facile, lo ha fatto diventare facile la squadra. Vincere l'ottavo scudetto non era semplice, lascio un'ottima squadra pronta a rivincere in campionato e pronta a rifare una grande Champions. Ce l'ha nella testa e nelle gambe, tutto l'ambiente è cresciuto dal primo giorno che sono arrivato io".

A chi consegna il premio per il miglior saluto?
"Al presidente, è stata una cosa fantastica. Sono arrivato al Milan e sono stato accolto da Berlusconi, poi ha parlato un'ora e un quarto lui e io non dissi nulla (ride, ndr). Andrea mi ha accompagnata all'uscita, è stato molto bello. Sono stato contento della squadra, con alcuni abbiamo passato tanti anni insieme. Quando arrivi a vincere la soddisfazione è grandissima. Cinque scudetti per il mio ciclo sono tantissimi. Ora non me ne rendo conto, poi mi ricorderò di aver fatto un buon lavoro".

Qual è il primo pensiero di Allegri?
"Io faccio, indipendentemente dalla possibilità, faccio delle valutazioni tecniche sulla squadra. Da lì viene il divertimento, se non sono convinto di quello che ho a disposizione non accetto. Ogni anni mi divertivo a cambiare e spostare i giocatori, se non mi diverto smetto di allenare. Se non trovo qualcosa dentro me e se non sono me stesso non posso fare un buon lavoro, indipendentemente dai risultati".

Quando hai iniziato a pensare alla chiusura del ciclo?
"Io avevo parlato con il presidente dopo l'Ajax, l'idea era di andare avanti. Poi le cose nascono in un modo, come la riunione che abbiamo fatto. Non abbiamo parlato di contratti o giocatori, lì ho capito che per il bene della Juventus era giusto finire. Il Presidente ha preso questa decisione, altrimenti a ottobre eravamo in mezzo a problematiche. Va bene così".

Cosa hai appreso tu da questi cinque anni?
"È molto più semplice di quello che sembra. Andrea Pirlo può confermarlo, Milan e Juve sono due mondi diversi. Ho avuto la fortuna di imparare da entrambe le parti. La Juve era l'opposto di quello che era al Milan, più fortuna di così non la potevo avere".

Parliamo della Roma: pare che Pallotta si sia lanciato appena ha saputo del tuo addio.
"Speriamo non sia cascato a terra e non si sia fatto male. Sono arrivati tanti messaggi, ora abbiamo due giorni di lavoro, poi mi fermerò dopo Genova. Mi fermo un anno solo se sarò obbligato, se non ci sarà la situazione giusta rimarrò fermo. Il Real ha Zidane, ha vinto 3 Champions. Parlare di altre squadre non ha senso. Ora vedremo cosa succede, la vita è piena di imprevisti".

Agnelli ti ha spiegato il perché di questa separazione?
"Non ti sei perso niente, mi è stato comunicato venerdì mattina. Io non mi sono chiesto il perché, quando ci sono queste decisioni bisogna accettarle. Quando giovedì sera sono uscito dalla riunione sapevo di non essere più l'allenatore della Juve, ma non perché me lo avevano detto".

Un consiglio al nuovo allenatore della Juventus?
"Alla Juventus fai presto, fai subito ad immedesimarti in quello che è l'ambiente. Ovunque tu vada devi capire velocemente devo sei. Al Milan, alla Juve, Alla Samp, squadra piccola o grande che sia. C'è Giampaolo? Speriamo di giocare venerdì sera per andare in vacanza prima".


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