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ESCLUSIVA TMW - Grammatica: “Zaniolo novello Lampard. Così arrivò all'Entella”

16.02.2019 13:45 di Tommaso Maschio   articolo letto 13636 volte
© foto di Luca Sanguinetti

"Credo che Zaniolo abbia tutte le caratteristiche per essere una mezzala di valore assoluto, un giocatore devastante. Per fisico, tecnica e visione di gioco ricorda Lampard”. Così Andrea Grammatica ex responsabile del settore giovanile della Virtus Entella e ora direttore sportivo della Primavera della SPAL, parla ai microfoni di Tuttomercatoweb.com di Nicolò Zaniolo che contribuì a portare a Chiavari tre anni fa, da dove poi il centrocampista ha spiccato il volo fino a diventare una delle rivelazioni della stagione con la maglia della Roma.

“L'idea di portarlo a Chiavari è nata da un suggerimento di Luca Coti, il suo agente di allora, che durante la finestra di mercato di gennaio. A Firenze giocava poco anche perché quella squadra era davvero molto forte, ma ebbi la fortuna di vederlo in un paio di spezzoni di partita e ne rimasi impressionato per le sue doti fisiche e tecniche. - esordisce Grammatica tornando indietro con la memoria - Aveva forza fisica, ma anche qualità non indifferenti e in lui avevo visto le caratteristiche di un possibile top player. All'epoca non aveva un ruolo preciso, ne ricopriva diversi e questa assenza di un'identità tattica precisa per me rappresentava un vantaggio perché voleva dire che si poteva costruire un giocatore praticamente da zero per sfruttare al meglio le sue caratteristiche. Mi ricordo soprattutto che le prime volte faticavo a capire se fosse destro o sinistro naturale da come gli venisse normale calciare coi due piedi indifferentemente. L'intuito mi fece pensare a un calciatore che nel giro di pochi anni sarebbe potuto approdare in prima squadra come tanti altri che avevo portato nel settore giovanile dell'Entella e che erano cresciuti fino a esordire coi grandi e generando in seguito importanti plusvalenze per la società. Pur sapendo che l'anno successivo sarei andato alla Reggiana ho impostato la trattativa per portarlo a Chiavari una volta che la Fiorentina l'avesse svincolato ed è stato bravo Manuel Montali a concludere l'operazione e portarlo a Chiavari. Anche la famiglia è stata importante perché, essendo ligure, ha identificato l'Entella come il posto giusto per far crescere Nicolò. Questa vicenda insegna a chi vuole fare lo scout o il responsabile delle giovanili che può sempre celarsi un campione in fieri anche fra coloro che giocano meno nei settori giovanili e che serve tenere sempre gli occhi aperti”.

Castorina ha detto di averci messo 5 minuti a decidere su questo scarto della Fiorentina
“Ha convinto tutti subito e Castorina fu bravo a trovargli una collocazione adatta alle sue caratteristiche come quella di mezzala, che per me resta il ruolo perfetto per le sue caratteristiche”.

A Chiavari Zaniolo ha anche iniziato un processo di maturazione mentale che lo ha portato ai livelli attuali
“Ricordo in particolare una partita, contro lo Spezia, in cui nonostante le pressioni del giocare contro la squadra della sua città si caricò i compagni sulle spalle. Grandi meriti vanno anche alla Roma per averci creduto, avergli dato fiducia e averlo aiutato a migliorare. Nicolò è poi consapevole di avere ancora dei difetti e lavora sempre per limarli e migliorarli e la società giallorossa lo sta aiutando molto in questo percorso”.

Finora ha ricoperto vari ruoli: mezzala, trequartista, esterno offensivo, ala. Qual è il vero ruolo di Zaniolo
“Io lo vedo come mezzala, ha in testa dei principi come la verticalità che uniti al suo fisico, alla velocità di esecuzione e alle qualità tecniche possono essere sfruttare al meglio in quel ruolo per farne diventare un top player assoluto. Ma per questo serve che venga utilizzato con continuità in quel ruolo. Per fisico, tecnica, visione di gioco e colpo di testa, anche se di quest'ultimo fondamentale ancora ha fatto vedere poco, ricorda Lampard e credo che possa diventare un giocatore devastante in mezzo al campo più che da trequartista o attaccante”.

Si aspettava un impatto così importante con la Serie A e l'Europa (il più giovane italiano a segnare una doppietta in Champions League)?
“No, in così poco tempo no. Mi ha sorpreso anche perché sappiamo che la piazza di Roma non è una piazza facile, ci sono grandi pressioni. Per questo pensavo ci volesse un po' più di tempo affinché Zaniolo mostrasse le sue qualità”.

Quanti margini di miglioramento ha ancora?
“Essendo molto giovane tanto, ma credo che adesso sia più importante proteggerlo perché tutti parlano di lui, è al centro di tanti interessi e bisogna tenerlo concentrato sul campo, gli vanno evitate distrazioni per far continuare la sua crescita. Attorno a lui devono esserci persone di cui potersi fidare e che gli vogliano bene. Credo che il fatto che il padre (Igor Zaniolo ex attaccante di Messina, Spezia e Genoa tra le altre NdR) sia stato calciatore possa essere un aiuto perché conosce bene le dinamiche di questo mondo e può guidarlo nel migliore dei modi”.

Va dato atto e merito al ct Roberto Mancini di essere fra i primi a credere in lui convocandolo in Nazionale quando ancora non era esploso. Un bel segnale anche per il calcio italiano in generale
“Mancini diede un segnale importante nonostante le critiche che attirò su di sé per quella scelta. Essendo stato un grande giocatore ha intuito le qualità di Zaniolo nonostante avesse collezionato 0 minuti in Serie A e avesse giocato solo in Europa in quel momento. Ci ha visto giusto visto che poi la Roma, e Di Francesco, ha iniziato a puntare su di lui sempre di più e ha avuto il merito di schierarlo da titolare in gare importantissime come a Madrid contro il Real in Champions League”.


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