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Benvenuti in Italia - Top 50 di chi arriva. 10-6: da Balo a Sanchez

12.09.2019 17:15 di Ivan Cardia  Twitter:    articolo letto 11527 volte
© foto di Imago/Image Sport

10. Mario Balotelli - Dall'Olympique Marsiglia al Brescia - Fine contratto -
Il bad boy per eccellenza del calcio italiano torna a casa. Più grande, quasi trentenne, chiamato a prendersi sulle spalle un Brescia che ha qualcosa in più rispetto alla concorrenza, ma dovrà comunque sudare per salvarsi. Anche perché quel qualcosa in più è soprattutto SuperMario, il giocatore meno costante visto in Italia da Cassano in poi. In carriera ha fatto un po' di tutto, il bello e il cattivo tempo, spesso a distanza di pochissimo: ora è dove tutti si aspettano tanto da lui, ma sono anche pronti a dargli fiducia incondizionata. E ha anche un obiettivo scolpito: Euro2020.

9. Enrikh Mkhitaryan - Dall'Arsenal alla Roma - Prestito -
Sorniona, la Roma ha piazzato la zampata finale. Il fantasista armeno è arrivato in giallorosso l'ultimo giorno di mercato, e si propone subito come un titolare per Fonseca, con cui condivide (ma non negli stessi periodi) un passato allo Shakhtar Donetsk. Dall'Ucraina, il classe '89 si è spostato al Borussia Dortmund, la squadra in cui ha trovato la consacrazone internazionale. Poi la Premier League: al Manchester United è andata malino, coi Gunners meglio. Dove può giocare? Ovunque sulla trequarti, ha tecnica e velocità per occupare uno qualsiasi dei tre posti alle spalle di Dzeko.

8. Aaron Ramsey - Dall'Arsenal alla Juventus - Fine contratto -
Maledetti infortuni. E in bianconero l'hanno già scoperto: il centrocampista gallese, sin dai suoi esordi con l'Arsenal (2008) si è imposto come uno dei giocatori più interessanti del panorama britannico. Schierato da regista, da interno o anche da trequartista, ha una buona affinità col gol (64 in 369 gare con la squadra londinese) e una ancora più spiccata tendenza al fermarsi. Nelle ultime stagioni all'Emirates, comunque, è sempre andato oltre le 30 presenze stagionali: va gestito, semplicemente. A Torino è arrivato a parametro zero, intuizione del ds Paratici che si è mosso prima di tutti.

7. Adrien Rabiot - Dal PSG alla Juventus - Fine contratto -
Qui l'intuizione era forse più semplice. Non tanto per il valore assoluto del giocatore (la carriera di Ramsey premia il gallese), ma perché il giovane centrocampista francese, da tre estati a questa parte, è stato sistematicamente accostato a un club italiano. La Juventus soprattutto, ma anche Napoli, Milan e Roma. Alla fine ha scelto il bianconero, dopo una separazione a dir poco burrascosa con il Paris Saint-Germain: l'anno scorso, soprattutto per le vicende contrattuali, ha visto il campo solo da lontano. E il dato caratteriale resta una variabile da tenere sotto controllo: ha detto no a Deschamps per il mondiale 2018, perché il ct francese lo aveva inserito "soltanto" tra le riserve. Interno di centrocampo, mancino di piede, dovrebbe contendere al connazionale Matuidi lo slot alla sinistra di Pjanic nella mediana a tre della Vecchia Signora. E potrebbe esordire dal primo minuto sabato al Franchi contro la Fiorentina.

6. Alexis Sanchez - Dal Manchester United all'Inter - Prestito -
Operazione Champions. El Niño Maravilla è stato decisamente poco meraviglioso, nell'ultima stagione e mezza al Manchester United. Acquistato dall'Arsenal nel clamore mediatico, col pesantissimo 7 sulla schiena, non è riuscito a ripetere i numeri delle sue precedenti esperienze. In Italia lo ricordiamo devastante palla al piede con la maglia dell'Udinese, ma anche al Barcellona e all'Arsenal ha sempre giocato e segnato. Il suo record personale? I 24 gol in Premier League con i Gunners nella stagione 2016/2017. In nerazzurro si giocherà con Lautaro il ruolo di spalla di Lukaku: i due hanno diviso il turbolento spogliatoio di Manchester nell'ultima annata. La speranza dell'Inter è che le cose vadano in maniera diversa.


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