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La Serie A riparte, le reazioni. Lotito: "La vittoria di tutti", ma Tommasi: "Non è finita qui"

La Serie A riparte, le reazioni. Lotito: "La vittoria di tutti", ma Tommasi: "Non è finita qui"TUTTOmercatoWEB.com
venerdì 29 maggio 2020 00:34Serie A
di Simone Lorini

Istituzionali e non, i commenti alla notizia del giorno, la ripresa della Serie A sin dal prossimo 20 giugno, non sono mancati davvero. E se qualcuno, come Cairo e Scaroni, storce il naso sulle modalità in cui avverrà la ripartenza del calcio in Italia, la stragrande maggioranza delle reazioni plaude alla scelta del ministro dello sport Spadafora, a partire dal presidente federale Gabriele Gravina: "La ripartenza del calcio rappresenta un messaggio di speranza per tutto il Paese. Sono felice e soddisfatto, è un successo che condivido con il Ministro per lo Sport Spadafora e con tutte le componenti federali. Il nostro è un progetto di grande responsabilità perché investe tutto il mondo professionistico di Serie A, B, C e, auspicabilmente, anche la Serie A femminile".

"Ringrazio il Ministro Spadafora e il suo staff. Abbiamo affrontato con coerenza, determinazione e spirito di servizio un periodo straordinario, complesso e pieno di ostacoli e pressioni, lavorando sempre con un solo pensiero: il bene del calcio e la difesa del suo futuro, che per la Serie A deve significare tornare a essere il campionato più bello del mondo. Solo con questo spirito riusciremo a ripagare la passione e l’entusiasmo dei milioni di tifosi che seguono il nostro sport", le parole del presidente della Lega Serie A Paolo Dal Pino.

Sulla stessa lunghezza d'onda Mauro Balata, presidente della Lega Serie B: "Abbiamo sempre apprezzato l'attività portata avanti dal Governo in queste settimane, impegnato per la ripartenza del calcio e noi abbiamo contribuito perché ciò avvenisse. Un ringraziamento va anche alla Federazione e alla volontà espressa da sempre dal presidente Gravina. Ricominciare è davvero una gran cosa"

"Finalmente si riparte. Siamo tutti contenti perché abbiamo tutti, addetti ai lavori e non, voglia di vedere rotolare una palla su un campo di calcio". Marcello Nicchi, presidente dell'AIA, commenta così, ad Italpress, l'atteso annuncio della ripartenza del campionato di serie A per il 20 giugno. "La ripartenza è incoraggiante: se oggi possiamo ripartire è perché ci sono segnali positivi per quanto riguarda la pandemia".

Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia commenta così ad Italpress la decisione annunciata dal ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora: "La decisione presa dal Governo di permettere la ripartenza dei campionati professionistici di calcio dal 20 giugno è uno sbocco positivo dopo quanto accaduto negli ultimi tre mesi. La questione sanitaria ci ha condizionato, ma mi sembra che le componenti della Federcalcio siano oggi arrivate a condividere questa scelta di ripartire. Ora dobbiamo fare le riforme necessarie".

"Abbiamo accolto molto bene questa notizia, siamo tutti contenti perché c'era la volontà e la voglia di ripartire", con queste parole il presidente dell'Assoallenatori, Renzo Ulivieri, parla della notizia della ripresa del campionato di Serie A fissata per il 20 giugno. Prima dovrebbe esserci spazio per la Coppa Italia con semifinali di ritorno (il 13/6) e finale (il 17), quindi subito dopo le partite di campionato, un tour de force per giocatori e club. "O si fa così o è difficile far rientrare tutti gli impegni nel calendario. Sappiamo che è qualcosa di anomalo, che i tempi sono ravvicinati e che cambia la preparazione, ma sono esperienze nuove dovute a quello che è successo. Bisogna aspettare e vedere come andrà sapendo che siamo in un'emergenza".

Non ancora totalmente soddisfatto invece Damiano Tommasi, che rappresenta l'AssoCalciatori: "Avere una data certa è di sicuro un passo avanti, ma restano criticità e speriamo di risolverle. Nel pieno dell'epidemia, avevo parlato di uno Zoncolan da scalare: abbiamo superato dei tornanti, ma non siamo ancora in discesa". Gli fa eco il vice Calcagno: "Per quanto riguarda gli orari delle partite abbiamo fatto un’esplicita richiesta: non possiamo utilizzare lo slot del pomeriggio, giocando ogni 3 giorni e dopo un lungo periodo di inattività".

LA SERIE A

Passando alle voci di Serie A, il primo a esprimersi è stato il patron del Torino Urbano Cairo: "Noi siamo in pista per giocare, oggi ero a Torino, ho incontrato la squadra, il tecnico Longo, il direttore sportivo Vagnati, e ho dato la carica, con messaggi belli positivi per ripartire bene. Ho senso di responsabilità. Non penso soltanto a quello che è mio interesse ma a un discorso più generale e alla salute dei calciatori e delle persone. Questo il motivo per cui ero dubbioso. Oggi si decide di ripartire e io sono evidentemente in campo per fare le cose al meglio".

Anche il presidente della Lazio, Claudio Lotito, si è espresso con toni entusiastici circa la scelta del Governo: "Non è la vittoria di Lotito ma quella di tutto il calcio italiano. Sono sicuro che con questa ripartenza il nostro calcio saprà mantenere quell'elevato standard di qualità che gli è riconosciuto in tutto il mondo. Quello italiano è uno dei campionati più importanti".

Polemico invece Enrico Preziosi, n° 1 del Genoa, che pone l'accento sul problema della quarantena di squadra: "In caso di stop non credo possa essere considerato un giocatore di legno e uno di sangue. Bisogna regolamentare l’eventuale stop. Non è vero che litighiamo sempre, ognuno ha una posizione diversa anche a seconda della classifica che occupa. È un fatto naturale. Io dico solamente che noi siamo una Lega con diverse sfaccettature. Mettere tutti insieme non è facile. Io sono sempre stato per giocare, in caso di stop però non trovo il senso di far giocare 10 squadre e altre 10 no”.

Anche il presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani, intervenuto ai microfoni di Zona Cesarini, ha parlato della ripresa: "Speravo nella ripartenza. Non per il nostro stato d'animo, visto che è un momento complicatissimo e non c'è tanta voglia di giocare peraltro senza pubblico, una cosa che fa venire meno l'essenza del calcio. Ma ci rendiamo conto che la nostra industria deve ripartire".

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