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Serie B

Venezia-Salernitana, l'ex Garofalo: "Ricordi indelebili con i granata"

18.10.2019 15:27 di Luca Esposito  Twitter:    articolo letto 1334 volte
Fonte: TuttoSalernitana.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Doppio ex della sfida in programma domani, Agostino Garofalo è intervenuto telefonicamente durante la trasmissione "TuttoGranata" in onda ogni giovedì su RadioMpa. L'ex terzino granata, attualmente tesserato per la Turris in serie B, ha dichiarato quanto segue elogiando il tecnico Giampiero Ventura e il pubblico della Salernitana:

Venezia-Salernitana fa pensare ai playout di giugno. Fu giusta la salvezza della Salernitana?

“Accetto sempre il verdetto del campo. I playout sono stati disputati assurdamente, ma la Salernitana ha meritato di più del Venezia nell’arco delle due partite. I rigori sono una lotteria, bravo Micai a compiere una grande parata. Dagli undici metri può succedere sempre di tutto, ma quelle gare non dovevano essere giocate a distanza di un mese. Ci avevano detto che eravamo salvi, il Venezia e i granata hanno subito un torto”.

Le piace la Salernitana di quest'anno?

“Ventura non lo scopro certamente io, è un allenatore che ha guidato piazze importanti in A per anni meritando la Nazionale. Il suo calcio è spettacolare, la Salernitana ha una squadra competitiva e Fabiani sa benissimo come muoversi nel mercato perché conosce perfettamente la categoria. Sono felice che abbiano trovato la dimensione giusta e auguro ai granata di essere protagonisti. A me piace molto Di Tacchio, per la B è un calciatore importante che abbina fisicità, colpo di testa e tempi di gioco: lo stimo ed è un valore aggiunto così come Jallow, ragazzo rapido che può mettere in difficoltà qualunque difesa. Un tifo come il vostro merita la serie A, siete spettacolari!”.

Quanto è stata importante la Salernitana per la sua carriera?

“Ricordi indelebili di Salerno. Nel settore giovanile sono cresciuto come uomo, a quell’età sei come una spugna e assimili tutto quello che ti porta a diventare una persona vera. La passione diventa lavoro e automaticamente cambi giorno dopo giorno. Non dimenticherò mai il debutto all’Arechi, roba da brividi”.

Che partita dobbiamo aspettarci?

“Il Venezia è una squadra rognosa che fa del ritmo il suo punto di forza, ci sono giocatori in attacco come Aramu e Bocalon che stanno facendo benissimo. Se gli lasci spazio ti castigano, ma la Salernitana ha tutte le carte in regola per fare una buona gara anche al Penzo. Mi fiderei ciecamente dell'operato della società e della nuova Salernitana, l'ambiente può incidere molto. Quando c’è unità d’intenti nascono annate importanti. Hanno messo a posto tante cose e tutti possono fare la differenza, dal presidente al magazziniere. Ventura è un grande acquisto e la sua mano si vede già adesso, è un allenatore maniacale negli schemi e sa come proporre le sue idee in partita. Per un calciatore è il massimo lavorare in settimana e vedere in campo il frutto di quanto provano quotidianamente”.

Cosa manca a Salerno per stare stabilmente in serie A?

“Tra la Lega Pro e la B non c’è dislivello, tra B e A si e la differenza è tanta. Per fare il salto devi essere pronto, se ti salvi il primo anno puoi stabilizzarti e toglierti tante soddisfazioni. La ricetta? L’ottimismo! Non bisogna abbattersi nei momenti difficili, la piazza deve stare vicino ai calciatori soprattutto quando i risultati non arrivano. Con quella tifoseria si possono raggiungere risultati importanti. Il campionato è talmente livellato che sono i dettagli a fare la differenza. Ventura è il top e saprà come tenere tutti sul filo del rasoio, l'Arechi è il dodicesimo uomo”.

Come mai un calciatore con il suo curriculum ha deciso di ripartire dai dilettanti?

“E’ stata una scelta dettata dalla volontà di avvicinarmi a casa. Questi continui infortuni hanno inciso sul mercato, sebbene ci siano stati approcci con club di B e Lega Pro. Ho girato tutt’Italia e volevo stabilizzarmi nella mia regione, devo ringraziare la Turris che mi ha permesso di allenarmi per tenermi in forma. Il presidente è una persona squisita e stupenda, la squadra è di qualità e a 35 anni mi sono fatto contagiare dal loro entusiasmo e dalla grande ambizione della piazza. Voglio ritrovare quanto prima il ritmo partita per dare una mano alla Turris sognando il ritorno tra i professionisti”.


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