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Zichella: "In C situazione dura. E senza matematica non si può premiare nessuno"

ESCLUSIVA TMW - Zichella: "In C situazione dura. E senza matematica non si può premiare nessuno"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Uff. Stampa Teramo
lunedì 01 giugno 2020 13:34Serie C
di Claudia Marrone

Tutto è pronto per la ripartenza del calcio italiano, anche se per la Serie C ci sono ancora delle incognite, che saranno sciolte entro una settimana, subito dopo la riunione del Consiglio Federale che delibererà in merito al futuro. Ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com, per commentare quelli che potrebbero essere i futuri scenari, è intervenuto chi la C la conosce bene, l'ex tecnico di Feralpisalò e Teramo Giovanni Zichella.

Serie A e B determinate a tornare in campo, con un piano B, la media punti ponderata, già deciso in caso di problemi: giusto così?
"La speranza è che sia in A che in B si inizi e si possa concludere con la classifica ottenuta sul rettangolo verde. Sicuramente sarà un campionato diverso da prima, dove verrà azzerato il fattore campo, causa spalti vuoti, e alcune squadre ne potrebbero trarre vantaggio, ma l'importante è concludere: per il piano B non ho una vera opinione, penso solo in positivo e mi piacerebbe solo vedere giocare".

In C il discorso è più complesso: ogni decisione è rimandata al Consiglio Federale, ma si va verso la disputa dei soli spareggi.
"In C non sarà facile trovare la soluzione, qualsiasi decisione si prenda qualcuno rimarrà scontento. La soluzione migliore sarebbe anche in questo caso tornare a giocare, ma se si dovessero disputare i soli spareggi, ci dovrebbe essere una condizione ben chiara: dare l’opportunità a tutti di partecipare".

Le prime tre classificate dei gironi andrebbero dirette in B. La matematica però non premia nessuno: dovrebbero fare i playoff?
"Come uomo di campo, mi viene subito in mente che negli anni passati ci sono stati casi di squadre al primo posto con un buon margine di punti sulla seconda, poi azzerato nel rush finale per mille motivi, perché fino a quando non c'è la matematica certezza nessun verdetto è scontato. La logica mi dice che bisognerebbe avere il risultato dal campo facendo tutte le partite, ma se non si può che decidano in fretta cosa fare, soprattutto per evitare che si passi la prossima stagione in tribunale e no negli stadi".

Discorso applicabile anche alle retrocessioni...
"Esatto. Se la classifica condanna matematicamente in base alle partire mancanti bene, ma come possiamo dire a una squadra di retrocedere se giocando ha ancora la possibilità di salvarsi?".

In C sembrano però esserci squadre a rischio: si faranno i ripescaggi?
"In questo periodo ho parlato con alcuni direttori con la prospettiva di allenare nella prossima stagione. La telefonata inizia sempre allo stesso modo, con i Ds che spiegano che il prossimo anno sarà una stagione di transizione qualora ci si riesca a iscrivere. Quindi, in previsione, ci saranno alcune società che non si iscriveranno, e se vorranno raggiungere i numeri saranno costretti ad attingere dalla categoria più bassa".

Accennava a colloqui con dei direttori: cosa c'è quindi nel suo futuro?
"Dopo anni che alleni, riesci a capire più di tanti altri altri le tue qualità. Mi piacerebbe lavorare per una società che punti tutto sui giovani, mi ritengo un allenatore-istruttore capace di migliorare il singolo per elevare il livello tecnico di tutta la squadra, mantenendo però sempre l’obiettivo principale settimanale di vincere le singole partite: sento ancora molto l'influenza dei miei 19 anni nel settore giovanile del Torino, dove l’obiettivo primario era solo costruire calciatori per la prima squadra. Quest’anno tra televisione o dal vivo ho visto tantissime partite, ho commentato per Sportitalia le gare della Primavera, ho visto tanti giovani già subito pronti per il calcio degli adulti. Penso che conoscere i giovani più bravi del panorama calcistico italiano sia un bagaglio culturale di un allenatore".

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