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La Giovane Italia
Sudamerica

Diario da Rio - Mai il Brasile in queste condizioni a una finale, Messi vs dei

07.07.2019 15:26 di Tancredi Palmeri  Twitter:    articolo letto 27141 volte

Cinque anni di silenziosi soprusi, di speranze disattese, di illusioni, e infine di frustrazione, hanno cambiato profondamente il popolo brasiliano. L’immagine di una gente sempre pronta a danzare, sorridere, essere allegra, in verità è stata modificata dalle condizioni di una società diffusamente e profondamente corrotta. Dentro, questa gente, è ancora così, ma non si sente più sufficientemente libera, o forse abbastanza leggera, per poterne godere. Ci sono due cose che rimangono intoccabili per i brasiliani: la samba, possibilmente da ballare ogni sabato; e il carnevale, gli intoccabili 10 giorni all’anno in cui lavare via tutte le pene della vita. C’è anche il calcio: rimane ancora la consuetudine, l’appartenenza al proprio club del Brasileirao, una cosa che possiede ogni cittadino brasiliano, donna o uomo che sia. C’era, anche, la Nazionale brasiliana. La Seleçao, la fidanzata di tutti, quelli che univa, accomunava, ispirava. E che ha tradito, perché ha deposto le armi della lotta la notte del Mineiraço, e da allora non è tornata ad alzare la testa, diventando per i tifosi un mucchio di ricchi viziati che torna dall’Europa nel proprio paese giusto per elemosinare la propria presenza, ma a cui non interessa veramente essere alegria do povo, allegria del popolo. La 46° finale della Copa America, che il Brasile si gioca a Rio de Janeiro, dove ha vinto tutte e 4 le finali di Copa America disputate, e dove ha perso l’unica disputata dei Mondiali, non è soltanto meramente l’occasione per tornare ad alzare un trofeo 12 anni dopo. E’ la possibilità storica della catarsi.
Prima,lLa torcida era devota a prescindere verso la Canarinha. Adesso, la torcida è disillusa da questi 5 anni di cattivi risultati, in verità andati di pari passo con i 5 anni della decadenza morale e politica del Brasile. Per i verdeoro la coppa è in verità l’occasione per riconciliarsi con il proprio popolo. Normalmente, i tifosi appoggiano e la squadra prova a restituire. Adesso, i tifosi aspettano una vittoria come risarcimento dell’abuso. Nessun 7-1 sarà cancellato, ma poi forse si potrà tornare a camminare insieme.
Il ct Tite è consapevole del ruolo storico che devono sostenere, per questo prova a parlare da grande saggio. In fondo è solo una partita. Ma non lo è mai, anche se sembra importare poco ai brasiliani. Ma vedrete quanto gli importerà qualora dovessero perdere…
Forse stavolta il Brasile avrà a favore gli dei in terra. Quelli della Conmebol praticamente, a cui Messi, vincente con l’Argentina 2-1 al Cile nella finale per il Terzo posto, ma espulso per una regolamento di vecchi conti con Gary Medel, ha rivolto accuse apertamente, incredibilmente, senza alcun precedente: dicendo letteralmente quanto la Conmebol sia corrotta e che l’Argentina non dovrebbe mischiarvici.
Tutto è troppo, quel tutto in cui si unisce il Sudamerica. Alla Seleçao però consta soltanto una missione: il Perù deve essere rispettato, ma è soprattutto una missione per tornare nel luogo d’affetto da cui il popolo brasiliano li ha espulsi


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