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...con Ignazio La Russa

...con Ignazio La RussaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico Gaetano
venerdì 20 marzo 2020 00:00A tu per tu
di Alessio Alaimo
“Covid-19: dal Governo volontà ma sul calcio fatta confusione.UEFA, giusto il rinvio di Euro2020.No a playoff e playout,finisca il campionato.Inter,vinci l’Europa League. Ripresa degli allenamenti...”

“Emergenza Coronavirus? Il calcio fa parte della vita sociale, giustamente di questa emergenza ne risente anche il settore. È un danno non tanto per i calciatori che possono anche sopportare una mancanza di premi partita ma per gli appassionati, i tifosi, perché il calcio in un momento come questo, che bisogna stare a casa, sarebbe stato di grande aiuto. Ma non si poteva certo pretendere di continuare a far giocare”. Così a TuttoMercatoWeb l’onorevole Ignazio La Russa del Gruppo Fratelli d’Italia, vicepresidente del Senato e noto tifoso interista.

Onorevole, prima il decreto che sosteneva che si potesse giocare a porte chiuse, poi le dichiarazioni del Ministro dello Sport: meglio non giocare. Come è stata gestita la vicenda - sul piano sportivo - dal Governo?
“Premessa: non è il momento di fare polemiche. Oggi parliamo, ci confrontiamo. Ma credo che in questo caso il Governo si sia mosso male. Da un lato hanno presentato il Decreto nel quale hanno detto che si poteva giocare a porte chiuse e poi il Ministro dello Sport, dopo poche ore, con le sue dichiarazioni ha messo il cerino in mano alla Lega dicendo che sarebbe stato opportuno non giocare. È un classico di questo Governo, che comunque ci sta mettendo buona volontà. Noi, dal canto nostro, cerchiamo di collaborare. Oggi non è tempo di polemiche, bisogna stare uniti per far passare in fretta questo momento. Poi ne parleremo...”.

Intanto la UEFA ha rinviato l’Europeo di un anno.
“Giusta mossa. L’Europeo non è ancora cominciato, il campionato si. Rimandare la competizione europea è un danno economico ma non sportivo come lo sarebbe stato invece la cancellazione del campionato”.

Ipotesi Playoff e Playout in Serie A: scenario che le piacerebbe se non si riuscisse a riprendere il campionato in tempo?
“Sarebbe meglio finire il campionato, anche se avvantaggia chI sta davanti. E oggi purtroppo non è l’Inter”.

Sempre al lavoro, sempre in giro. Adesso deve stare a casa anche Lei, a causa dell’emergenza Coronavirus. Come è cambiata la sua vita?
“Innanzitutto credo che della mia presenza fissa in casa sia contenta la mia cagnolina, sua mia moglie e mio figlio ho qualche dubbio (sorride, ndr). Scherzi a parte, per me somiglia un po’ ad un periodo di vacanza... anche se magari in vacanza vado in altri posti. Leggo libri, scrivo qualcosa, guardo la tv. Ma a breve magari dovrò tornare in Senato”.

Immagino che la voglia di rivedere l’Inter sia molta...
“Si, mi manca. Intanto ho rivisto qualche partita vecchia. Come detto, se fosse stato possibile giocare, il campionato in tv avrebbe aiutato milioni di italiani a trascorrere meglio il tempo”.

Scudetto: crede ancora nei nerazzurri?
“Credo in quello degli altri.... Questo Scudetto possono perderlo solo Juve e Lazio. Per l’Inter ci sono altri obiettivi. Anche se nel calcio mai dire mai. Faccio un esempio...”.

Prego.
“Campionato 1964/65 l’Inter era indietro di sette punti in campionato e giocava per vincere la Champions. Herrera disse che il campionato serviva per allenarsi. Inserì Bedin al posto di Tagnin e cambiò la squadra. Alla fine vincemmo campionato e Champions. Oggi l’Inter può pensare di vincere l’Europa League. Il campionato al momento non le compete”.

Protocollo d’intesa tra i club: ripresa degli allenamenti il 4 aprile. Data ragionevole?
“Il problema non è la data ma le condizioni in cui si svolgono gli allenamenti. Oggi i calciatori si allenano in casa, nulla vieterebbe di farli allenare in unica struttura. Il termine del 4 aprile è migliore rispetto ad una data più vicina. Certo, c’è il trasferimento dalle abitazioni ma al di là di questo che farebbero con la loro macchina, se per caso le situazioni non dovessero cambiare e le società credessero opportuno far allenare i calciatori sotto gli occhi dell’allenatore, si potrebbero rispettare le distanze e utilizzare tutte le precauzioni. Ci sono cose più gravi: a Milano i tram sono pieni di persone perché hanno dimezzato le corse... e questo andrebbe assolutamente evitato. L’isolamento riguarda il sessanta percento delle persone, gli altri vanno a lavorare e questo potrebbe avvenire anche per consentire l’allenamento ai calciatori con le dovute misure di sicurezza”.

Isolamento in casa fino al 3 aprile, niente assembramenti. E dopo il 3 aprile?
“Credo che si andrà avanti così almeno fino al 18 aprile. C’è la Pasquetta... che fa mandiamo le persone in massa? Non esiste vaccino, l’unico modo per prevenire questo virus è la segregazione. Dimentichiamoci di fare la Pasquetta come gli altri anni, questo è bene che si cominci a dire già adesso”.

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