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...con Michel Morganella

...con Michel Morganella TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
domenica 19 aprile 2020 00:00A tu per tu
di Alessio Alaimo
“Mi manca il campo, non sarà un problema rinunciare alle vacanze. Livorno, aspettative erano diverse. Palermo, che ricordi con Dybala e Troianiello! Quando ho fatto saltare i denti a Ujkani...”

“Mi manca il campo, ma cerco di fare il possibile per tenermi in forma. E ne approfitto per stare più tempo con i miei figli. Per il bene di tutti bisogna rispettare le regole”. Così a TuttoMercatoWeb Michel Morganella, difensore del Livorno, racconta la sua lontananza dal campo per via dell’emergenza Coronavirus.

Come si allena?
“Come detto, mi manca tantissimo il campo. A casa non posso correre come se fossi fuori. Faccio il possibile, squat, affondi, esercizi per le braccia. Ma non ho un giardino di trecento metri, quindi cerco di far e il possibile. Poi la società ci ha dato un programma da svolgere in videoconferenza, ma è facoltativo”

I problemi fisici, per lei, sono alle spalle da un po’.
“Sto bene. È passato tutto. Ho ripreso, e ho ancora tanta voglia di giocare”

A Livorno poteva andare meglio...
“Ho firmato con grande convinzione e tanta voglia. Purtroppo le cose non sono andate come speravo. Le aspettative, sicuramente, erano diverse”.

Il campionato riprenderà?
“Da giocatore mi manca il campo, gli allenamenti, la competizione. Vorrei si riprendesse. Ma la salute viene prima di tutto. Meglio prima risolvere la situazione e non rischiare nulla. Poi tutti abbiamo voglia di finire il campionato, non sarà un problema saltare le vacanze per giocare”.

Se si dovesse riprendere, quanto tempo vi servirà per allenarvi prima di tornare a giocare?
“Un mese di allenamento e ce la facciamo. Ma saranno i preparatori e le società a decidere. Se chiameranno per tornare a giocare saremo pronti e disponibili. Il mio pensiero personale è che prima bisogna vincere contro il Coronavirus e poi scendere in campo”.

Il Coronavirus lo ha contratto anche il suo ex compagno di squadra Dybala.
“Si, ma tutto sommato stava bene. Ogni tanto ci sentiamo, insieme abbiamo passato diversi momenti. Probabilmente tanti di noi siamo stati positivi e non lo sappiamo. Essere preoccupati è normale. Per quanto riguarda Paulo, ho visto che poi sui social ha comunicato le sue condizioni di salute. E si è ripreso”.

Lei oggi i social li usa molto meno rispetto a prima. Soprattutto a Instagram.
“Su Instagram ho solo gli amici stretti. Prima stavo tanto sui social, facevo delle cose che magari facevano anche ridere. Però con tre bambini a casa sto meno al cellulare”.

Palermo la tappa più bella della sua carriera?
“Si, senza alcun dubbio. A Palermo ho vissuto tanti anni da giovane e poi da più anziano. Ho un bel ricordo anche di Novara dove il gruppo era fantastico, anche se ricordo di aver fatto male a Ujkani”.

In che senso?
“Partita contro il Bologna, palla in profondità, Samir esce, cade e mi schiaccia: gli sono saltati i denti. Ma gli ho fatto un favore, adesso è più bello (sorride, ndr)”.

A Palermo è stato importante in campo ma anche fuori, per il gruppo.
“Facevamo i barbecue con tutti i sudamericani, ero l’unico europeo nel loro gruppo. Vado d’accordo con tutti, per me non ci sono nazionalità. E poi quando c’era Troianiello, che ricordi: un personaggio molto positivo per il gruppo. Quando facevamo le cene di squadra Gennaro si metteva in piedi iniziava a ballare e si strappava la maglietta. E parlava sempre in napoletano. Poi Miccoli, fortissimo, con la palla faceva ciò che voleva. In campo era decisivo. E nello spogliatoio gli piaceva scherzare ed era sempre disponibile con tutti”.

Per rimanere in Italia ha detto no a club stranieri.
“Ho avuto due possibilità, in Brasile e Colombia. Queste decisioni però vanno prese con la famiglia. Magari in futuro la piccola sarà cresciuta e chissà, mai dire mai...”.

Che effetto le fa vedere il Palermo in Serie D?
“Quando è successo ho provato una tristezza infinita. Palermo non meritava questo. Ho seguito qualche partita, ogni tanto sento Accardi oppure il magazziniere. A Palermo sono stato da Dio. E se arrivasse una chiamata tornerei anche domani, al di là della categoria”.

Dove si vede il prossimo anno?
“Sicuramente in campo. L’Italia mi piace, se avessi la possibilità di continuare in Italia sarebbe bello. Il mio figlio più grande è nato a Palermo, gli altri due in Svizzera. Parlano italiano. L’Italia è un gran bel paese, ma non escluderei l’estero”.

La sua giornata tipo ai tempi dell’isolamento?
“Al mattino mi alzo e faccio sport. Poi gioco con i bambini. E la sera o guardo la tv oppure gioco alla Play”.

Fifa?
“No, niente calcio. Call of Duty. Poi quando tutto sarà finito vorrei ritrovare le sensazioni che mi mancano: andare al mare, fare una passeggiata con i bambini, tante cose che eravamo abituati a fare tutti i giorni”.

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