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Venezia, Antonelli: "Per Stroppa prese decisioni non istintive"
Oggi alle 13:18Primo Piano
di Flavio Zane
per Tuttoveneziasport.it

Venezia, Antonelli: "Per Stroppa prese decisioni non istintive"

Intervenuto in conferenza stampa, ha parlato il direttore sportivo del Venezia, Filippo Antonelli. Di seguito l'apertura del dirigente del club arancioneroverde e le successive riposte alle domande poste dai giornalisti.

"Bisogna parlare di questo momento dopo cinque giornate, un momento di difficoltà di cui voglio parlare con grande senso di responsabilità e lucidità. Credo sia giusto in questo momento dare una direzione, come ho sempre fatto, perché ho sempre ragionato in questa maniera. Ho sempre pensato di dare una direzione da quando siamo partiti e sono diventato dirigente di questa società quando eravamo nei piani bassi della Serie B. Ora, che siamo in Serie A, dobbiamo difendere questa categoria con grandissima forza e senso di responsabilità.

La classifica dice oggi zero punti dopo cinque giornate: è un dato oggettivo. Non è la partenza che desideravamo. Sicuramente ci aspettavamo delle difficoltà, ma i risultati che abbiamo ottenuto sono andati oltre le aspettative. Quindi, le difficoltà sono state maggiori rispetto a quelle che ci aspettavamo. Nessuno è soddisfatto: non lo è la società, non lo è la presidente Francesca Bodie, non lo sono io e non lo è il mister, non lo sono i calciatori e sicuramente non lo siete voi e non lo sono i nostri tifosi. Quindi, dobbiamo cominciare a trasformare il nostro lavoro in risultati. Però, è proprio nei momenti di difficoltà che bisogna mostrare solidità in un club e la lucidità e la responsabilità di chi lo guida. Per questo motivo, in questi giorni non ci sono state decisioni istintive, bensì dei ragionamenti e dei confronti, analizzando tutti gli scenari che ci hanno portato alla conferma di Giovanni Stroppa.

Per il ruolo che ricopro, per la responsabilità che sento nei confronti del club e per il rispetto dei nostri tifosi, dopo cinque sconfitte sarebbe stato sbagliato non fermarsi ad analizzare tutti gli scenari e a capire qual è la decisione migliore da prendere. In questi giorni vi assicuro che siamo stati più all'interno che all'esterno, con un confronto continuo con la proprietà e non abbiamo provato a trovare il colpevole, ma abbiamo cercato di capire che cosa fare meglio. Tutti quanti, con la proprietà e con il mister, abbiamo analizzato cosa potevamo fare meglio e qualcosa di buono l'abbiamo iniziato a vedere con la partita contro la Lazio, miglioramenti incoraggianti. Per questo abbiamo deciso di prenderci il tempo necessario, informando anche Stroppa che c'erano dei ragionamenti in corso, in massima trasparenza con lui, prima di arrivare alla comunicazione ufficiale di martedì sera.

Non dovevamo dare una risposta veloce all'esterno, bensì la risposta più giusta per il Venezia. Dovete sapere che comunque Giovanni Stroppa non è stato messo da parte, ma regolarmente ha allenato la squadra lunedì e martedì. Anche dalla squadra sono arrivati dei segnali incoraggianti e le parole del capitano e dei giocatori più esperti o legati a questo progetto hanno fatto capire che sono con l'allenatore, che credono nel progetto e nei valori della rosa. Adesso però le parole devono lasciare spazio ai fatti e la fiducia deve essere trasformata in senso di responsabilità.

Qui torno alla partita contro la Lazio, perché abbiamo dimostrato, nelle prime quattro giornate, due buone prestazioni e sinceramente dei passi indietro contro Frosinone e Fiorentina. La partita con la Lazio ha dimostrato qualcosa di diverso: una solidità difensiva migliore e il fatto che gli abbiamo messo in difficoltà una squadra forte e ben allenata. Tuttavia, questo non basta e non ci deve bastare. Io non voglio che una prestazione migliore sia un modo per giustificare i non risultati; non lo voglio assolutamente. Non siamo alla ricerca di buone prestazioni, ma di punti fondamentali per i nostri obiettivi. Quindi, mi aspetto che la partita con la Lazio sia una base e un punto di partenza già dalla prossima giornata.

Voglio fare un passaggio da Stroppa e le prestazioni, alla proprietà, la dirigenza e l'unità di pensiero. In questi giorni ho letto e ascoltato interpretazioni secondo il quale ci sono dei dubbi da parte della proprietà e del presidente sul mio lavoro e che ci sono divisioni all'interno del club. Lo dico con grande serenità: non è così. Il rapporto con la proprietà è forte, c'è fiducia e siamo in costante e quotidiano contatto. Abbiamo un unità di pensiero su quella che deve essere la direzione del Venezia. In questi giorni abbiamo analizzato tutti gli scenari e abbiamo fatto delle valutazioni e quello che è stato deciso è stato fatto insieme. Perché il confronto non vuol dire che siamo divisi, anzi, il confronto è giustamente un'assunzione di responsabilità delle decisioni. Quindi, mi sento di ribadire che la riconferma di Giovanni Stroppa è stata presa in piena condivisione con la proprietà. C'è un unico criterio davanti a tutti, che è bene del Venezia FC. 

Ritornano a quella che deve essere una società forte e ambiziosa, passo a quello che l'argomento del mercato. Abbiamo fatto un mercato importante e ambizioso, con un obiettivo preciso: rafforzare la rosa e renderla competitiva per quelli che sono i nostri obiettivi. Abbiamo cercato di costruire un mix di giovani, giocatori di Serie A e giocatori che hanno un profilo internazionale. Come sempre, abbiamo patrimonializzato e cercato di creare, nella speranza che diventeranno un futuro valore per il Venezia. Tutto questo è stato possibile grazie agli investimenti di una proprietà forte e ambiziosa e che ha dimostrato concretamente di mettere il Venezia nelle condizioni di competere per il proprio obiettivo. Però, voglio chiarire anche questo: aver fatto un mercato importante e ambizioso per quelli che sono i nostri obiettivi non vuol dire che adesso dobbiamo vincere o dominare tutte le partite di Serie A, dove ci sono altrettante rose competitive.

Sappiamo che abbiamo una proprietà ambiziosa e che abbiamo fatto un mercato importante per i nostri obiettivi, ma poi la Serie A ci sta insegnando che dobbiamo avere grandissimo rispetto per le altre squadre. Ogni cosa non ti viene regalata, ma la dobbiamo conquistare giorno dopo giorno. Quindi, per me il valore di una squadra non si deve dichiarare, ma si deve dimostrare. Prima di fare questo, non ci dobbiamo dimenticare di quello che è il nostro percorso.

Non è mio uso rifugiarmi nel passato, ma dobbiamo sapere cosa siamo stati per capire cosa vogliamo essere e dove vogliamo arrivare. Negli ultimi anni, il Venezia sotto la mia dirigenza ha conquistato due promozioni e, purtroppo, una retrocessione combattuta fino alla fine del campionato. Abbiamo vissuto momenti difficili e momenti straordinari, con un valore che ci ha sempre contraddistinto: la volontà di costruire un club solido, equilibrato, anche dal punto di vista economico, e una cultura calcistica. Quest'ultima, così come la professionalità e una società strutturata per restare ad alti livelli sono i tre pilastri che oggi compongono il Venezia.

Abbiamo cercato di crescere senza perdere il contatto con la realtà; abbiamo lavorato ogni giorno con una cultura fondata sull'impegno, sulla competenza e la consapevolezza che nel calcio nulla è regalato. Lo abbiamo fatto quando siamo retrocessi e anche nei momenti più belli come la fantastica promozione della scorsa stagione, continuando a investire sulla squadra e sulle strutture per far crescere ulteriormente il club. L'equilibrio non significa mancanza di ambizione, ma costruirla su fondamenta solide. Questo è il Venezia che abbiamo cercato di costruire e quello che dobbiamo continuare a essere.

Ho sempre detto una cosa, ovvero che per me la Serie A non è una semplice categoria, ma uno stile di vita. Significa la ricerca quotidiana dell'eccellenza, di alzare costantemente il livello del lavoro, delle strutture, dell'organizzazione, della squadra e delle persone. Significa essere ambiziosi senza perdere il contatto con la realtà. Cinque partite non possono cancellare il lavoro, gli investimenti e il percorso costruito. Devono invece ricordarci una cosa: in Serie A niente è regalato. Bisogna conquistarsi ogni punto: questo è esattamente quello che dobbiamo fare, con il nostro DNA battagliero, con passione ed equilibrio, quando vinciamo e, soprattutto, quando perdiamo. Questo è quello che voglio vedere dai calciatori, dai dirigenti, dal mister e dal suo staff, perché, come ho sempre detto, questa società porta un nome che è un patrimonio per questa città, che è quello di Unione. Proprio l'unione è quella che si deve vedere nei momenti di difficoltà.

In questi giorni, voglio essere sincero, esclusi i nostri fantastici tifosi, che ho incontrato per strada, nei club e vicini al Penzo, ho fatto più fatica a percepire questo senso di unione da parte di una parte della stampa. Invece, dai tifosi ho ricevuto tantissimo, facendomi sentire il loro calore, la loro fiducia e soprattutto la volontà di uscire insieme da questo periodo. Per me questo ha un valore enorme e c'è un immagine con cui posso spiegare bene questo momento. Fino a poche settimane fa eravamo tutti sulla stessa barca, quella della promozione e dell'entusiasmo, dell'ambizione e del mercato. Oggi è arrivata la prima vera e propria mareggiata e ho avuto qualche volte la sensazione che qualcuno abbia già iniziato a guardare alle scialuppe, come se questa barca stesse affondando. Il Venezia non sta affondando; il Venezia è un club solido, con una proprietà forte, una dirigenza unita, una squadra in cui crediamo e, soprattuto, sa dove vuole andare.

La critica fa parte del calcio ed è legittima, ma un conto è analizzare e criticare parlando di cose oggettive, mentre un altro è far credere che ci siano delle divisioni all'interno della società o cose che non vanno oltre il calcio. Questo, per me, non fa tanto male a me stesso, ma fa male al Venezia. Per me siamo tutti liberi di avere opinioni differenti, però penso che poi, di fatto, tutti quanti vogliono vedere reagire il Venezia e conquistare punti.

Anche quando siamo retrocessi, ho detto una frase che poi è un pò diventata parte della nostra identità, ovvero che abbiamo perso la categoria, ma non la rotta, la stessa ci ha riportati in Serie A. Oggi siamo in una difficoltà diversa, che possiamo chiamare mareggiata. Lo dicono i risultati e non ho nessun problema a riconoscerlo. Però, avere una turbolenza o una mareggiata non significa assolutamente non avere una direzione. Da queso punto viene fuori un pò la mia responsabilità e io so esattamente dove dobbiamo andare. So esattamente cosa abbiamo costruito, che cosa vogliamo diventare. Credo nel progetto tecnico e nella squadra che abbiamo costruito, così come nell'allenatore e il suo staff, nella dirigenza del Venezia e soprattutto nel percorso che deve fare e, quindi, la sua direzione.

Da oggi in poi la responsabilità non sarà raccontare quello che abbiamo fatto, ma dimostrare quello che dobbiamo fare. La responsabilità non deve essere paura, ma coraggio, lucidità, continuando a lavorare per quella che è la nostra direzione, che è mantenere la categoria. Sono stato un pò lungo, ma ci tenevo a mostrarvi tutti gli appunti di questi ultimi mesi".

Ha parlato di mareggiata: quali sono le motivazioni che hanno portato il Venezia a subirla? Quali sono le indicazioni che chieder o che ha già concordato con Stroppa?

"Come ho detto all'inizio, ci aspettavamo delle difficoltà, ma queste sono state superiori alle aspettative in termini di risultati. Chiaramente, zero punti in cinque partite ha fatto in modo che arrivasse una mareggiata. Detto questo, penso che Stroppa debba ripartire ddalla partita con la Lazio, quando ha dimostrato più solidità. Mi aspetto da lui, da tutto lo staff e dai calciatori di andare avanti con la sua identità, ma con in più di dimostrare solidità difensiva, quella che in parte si è vista con la Lazio".

TVS - La riflessione che c'è stata è anche relativa a una nuova guida tecnica o solo interna? Come ha reagito il mister alla notizia di questa riflessione?

"La riflessione è in rapporto anche al sondare e fare valutazioni su altre possibilità. Però, come detto prima, ci siamo concentrati più sull'interno e su come potevamo fare meglio. Chiaramente, Giovanni è stato amareggiato: non tanto per questa riflessione, ma per i risultati ottenuti in queste cinque giornate"

E' contento del mercato alla luce dei risultati? Avrebbe cambiato qualcosa e c'è un rammarico per qualche arrivo che poteva concretizzarsi ma non c'è stato? Quanto invece sta incidendo la sfortuna per i tanti infortuni, soprattutto nella retroguardia?

"Sì, sono contento del mercato. Invece, per dirti soddisfatto devo aspettare la fine dell'anno. Però, sono contento di quello che abbiamo fatto e dei ragazzi che sono arrivato. Per quanto riguarda gli infortuni, fanno parte del percorso di una squadra di calcio e non siamo gli unici ad averne avuti. Anche due anni fa era successo, sebbene più avanti, verso dicembre. Speriamo che questo momento sia limitato e che questa pausa possa dare la possibilità di recuperare più giocatori possibili. D'altro canto, è anche vero che abbiamo avuto la possibilità di vedere più giocatori in queste giornate e, secondo me, anche il mister ha potuto fare una valutazione migliore dei ragazzi".

La fiducia data a Stroppa è una fiducia "a tempo"? Qual è la sua posizione su questo concetto?

"Da parte nostra si è parlato di una partita con la Lazio con dei miglioramenti e che questo è quello che ci aspettiamo dalla prossima partita, al di là del fatto che dobbiamo fare punti. Il miglioramento deve continuare a esserci e penso che le valutazioni verranno fatte in base a esso. Non è una questione di fiducia "a tempo". Vogliamo vedere altri miglioramenti e li vuole vedere chiaramente anche il mister, che è la cosa più importante".

Oltre alla superiorità tecnica e qualitativa dei giocatori, l'anno scorso ha impressionato la compattezza del gruppo: secondo te, con tanti cambiamenti avvenuti, questa compattezza c'è ancora? Il "siparietto" tra Adams e Yeboah che ha preceduto il calcio di rigore battuto contro la Lazio non è stato molto edificante, dando la sensazione che non si sapesse chi dovesse batterlo:

"Voglio chiarire questa cosa. Prima ho parlato di cultura calcistica e le parole di Juan Jesus a fine partita è quello che vedo tutti i giorni in allenamento. Un giocatore di quella caratura che viene qua e si rende conto che c'è un gruppo valido e che lavora ha contribuito alle valutazioni che ci sono state su Giovanni. E' stato valutato se c'è un gruppo che sta con l'allenatore e questo l'abbiamo visto. Per quanto riguarda quello che è successo, per me non c'è stato un siparietto, ma è successo che Adams ha detto che l'avrebbe tirato lui e, se ricordate, anche l'anno scorso c'era Busio che poi dava la palla agli altri, come a Yeboah. Questa volta è successo che c'era solo Adams e non ho visto Yeboah fare particolari siparietti. Adams lo voleva tirare, ma poi ha scelto il mister. Se poi Yeboah avesse fatto gol, oggi non staremmo qui a parlare sicuramente di questo. Comunque, vedendo diverse immagini, Adams ha detto che voleva tirare lui e poi Sohm avvicinarsi a Yeboah per dirgli di non preoccuparsi. Poi, la cosa più bella che ho visto è che, dopo il rigore sbagliato da Yeboah, Adams è andato da lui, resosi conto di questa cosa. Io, pur essendo d'accordo sul fatto che si devono cementare come hanno fatto l'anno scorso, ma comunque abbiamo cambiato tanto e non vedo atteggiamenti sbagliati da parte di questi ragazzi".

Determinate gerarchie non dovrebbero essere decise prima della partita?

"Sì, è compito dell'allenatore".

TVS - In alcune circostanze, il tecnico ha parlato di diversi giocatori arrivati non in condizioni ottimali. E' una cosa che fa un pò pensare considerando che una buona parte dei giocatori sono arrivati presto, facendo anche il ritiro, con alcuni di questi che non hanno trovato moltissimo minutaggio in campo, come uno degli acquisti più importanti come Rrhamani: qual è la sua opinione su queste parole del tecnico?

"Secondo me, il mister si riferiva ai giocatori della linea difensiva piuttosto che agli altri giocatori. Perché, dalla metà campo in sù, sono state più scelte tecniche che dovute a infortuni. Sulla linea difensiva abbiamo avuto l'infortunio di Franjic, abbiamo capito che Sverko si deve operare, la cessione di Svoboda. Quindi, è stato un pò un rincorrere. L'unico che è arrivato all'inizio proprio della linea difensiva è stato Bella-Kotchap, il quale ha avuto purtroppo un piccolo infortunio durante la partita con il Frosinone. Penso che le parole del mister si riferissero a questo e al fatto che ci sono state molte rotazioni da parte dei difensori".

TVS - Sembra esserci una sorta di discrepanza in questo momento tra i giocatori reduci dalla stagione precedente e i nuovi, pur considerando comprensibilmente almeno in parte la necessità di avere tempo per inserirsi. Qual è la valutazione del rendimento sin qui che stanno avendo i nuovi arrivati e in particolare, oltre a Rrhamani, i giocatori arrivati dal costo di cartellino più elevato come Adams e Bella-Kotchap?

"Sicuramente c'è una conoscenza diversa rispetto a quelle che sono le indicazioni del mister e che agevola i giocatori che c'erano già la scorsa stagione. Però, ad esempio, nell'ultima partita, se si va a vedere e ad analizzare la rosa, chi c'era in campo dell'ultima stagione? La squadra sta cambiando pelle, si deve conoscere e dobbiamo continuare a lavorare. Nell'ultima partita hanno giocato solo Schingtienne, Kike Perez, Yeboah, Hainaut e Stankovic. Ci stiamo evolvendo e stiamo crescendo, riferendomi all'ultima prestazione. Poi, è difficile fare questa valutazione perché, per esempio, nella partita con il Frosinone c'erano quasi tutti i giocatori dell'anno scorso. Il gruppo si sta amalgamando, chiaramente con i giocatori dell'anno scorso che conosco meglio quello che il mister vuole. Comunque, a livello di prestazione, è chiaro che se abbiamo zero punti dobbiamo fare di più. Però, non credo sia giusto dire che uno va bene e l'altro va male. Dobbiamo fare di più e mi aspetto dei miglioramenti sia dai nuovi che dai vecchi".

E' pensabile che, quando hai preso determinati giocatori, hai tenuto conto che avrebbero avuto bisogno di tempo per inserirsi nei meccanismi del gioco della squadra, oltre che tenendo conto delle differenze di lingua e conoscenza del campionato, come ad esempio Halhal: quanto tempo vi siete dati per capire se questi determinati giocatori possano entrare nei meccanismi e dare un contributo concreto? Può farci inoltre un sunto della situazione infortunati?

"Mi auguro e mi aspetto di recuperare più giocatori possibili dagli infortuni. Vorrei avere una rosa a disposizione quanto prima per fare qualsiasi tipo di valutazione. Mi auguro che questa sosta ci faccia recuperare più calciatori possibili. Per quanto riguarda l'inserimento dei giocatori internazionali, Halhal tornava tra l'altro dal Mondiale e aveva avuto un periodi di stop. E' arrivato praticamente senza allenarsi, con appunto dieci giorni di stop dopo il Mondiale e, quando è arrivato, ha giocato. Ci può stare, però anche il suo inserimento è stato condizionato dall'infortunio di qualcun altro. Quindi, ci vuole un adattamento che spero sia più breve possibile perché comunque sono ragazzi che si stanno impegnando per didurre il gap. Comunque, sicuramente l'inserimento di Juan Jesus dietro aiuta questo processo di crescita. Invece, sugli infortunati, spero che possiamo recuperare un pò tutti, tranne Busio e Adorante. Per quest'ultimo serve ancora un pò di tempo anche se il recupero sta andando molto bene".

Già la partita con l'Atalanta rappresenta un match cruciale per fare ulteriori valutazioni sulla guida tecnica considerando che questa lunga e inedita pausa può essere considerato come un mini-ritiro?

"Io mi fermerei ad arrivare all'Atalanta al massimo delle nostre potenzialità, cercando di mostrare una prestazione che porti punti. Questo è quello che dobbiamo pensare in questo momento e non mi sento di dire di andare oltre. Per noi, in questo momento, la sosta è un punto di vantaggio e una possibilità di migliorare i meccanismi e recuperare i giocatori".

OPTA ha dato oltre il 70% di possibilità di retrocessione del Venezia: qual è l'annuncio che vogliamo dare principalmente? Quale può essere la carta vincente che può permettere di arrivare alla salvezza?

"Su OPTA, così come qualsiasi altro provider, si analizzano i trend. Chiaro che, se analizzi i trend delle ultime cinque partite, chiaro che possano uscire queste percentuali. Quindi, questa secondo me non è la valutazione giusta da fare. L'ho detto prima, ovvero che abbiamo una società con un ambizione, solida e conosciamo la direzione e dove vogliamo andare. Non ci sono reazioni, ma tutto quello che facciamo avviene con equilibrio e senso di responsabilità. Quindi, il messaggio da dare è unione. Dobbiamo dimostrarla per arrivare, ancora una volta, al risultato. Credo che non ci sia altra strada che quella del lavoro, perché penso che, va bene, abbiamo perso contro il Milan, la Fiorentina e la Lazio, ma che abbiamo una rosa competitiva rispetto a quelle che sono le nostre dirette concorrenti. Ci sono ancora 99 punti a disposizione e sono passate cinque giornate. Quindi, è vero e comprensibile quello che dice, però io devo guardare al futuro in maniera diversa e positiva, cercando di recuperare tutta la rosa, aspettando dall'allenatore, dallo staff e dai giocatori di spostare il focus su una squadra più solida, con la sua identità e con il nostro ambiente che, come sempre, è stato un valore aggiunto in questi ultimi anni. Questo è quello che mi sento di dire".

TVS - Nella scorsa stagione il Venezia ha vinto il campionato con mister Stroppa con la miglior difesa e il miglior attacco, chiudendo davanti al Frosinone che, in un naturale confronto, quest'anno ha cambiato poco a differenza del Venezia che ha invece inserito diciotto nuovi giocatori: cosa vi ha portato a scegliere insieme al tecnico a un cambiamento così consistente della rosa?

"Ci ha portato in questa direzione un pò quella che era stata la stagione di due anni fa, quando poi siamo stati costretti a cambiare tutto a gennaio, in un mercato difficile. Se ricordate bene, abbiamo cambiato gran parte della squadra, ma non siamo riusciti poi a prendere quello che volevamo noi per raggiungere i nostri obiettivi. Quindi, la valutazione parte da lì. Ti aspetti delle difficoltà perché hai cambiato tanto, però hai più tempo davanti per provare a creare qualcosa di solido e che duri nel tempo. Queste sono le volontà, quella di una squadra che non sia ogni anno da smantellare".

TVS - Nelle ultime ore di mercato è stato accostato il nome di Norton-Cuffy al Venezia per una cifra importante: quello per questo giocatore era un extra-budget o era in programma un acquisto di questo tipo?

"Sono quelle opportunità che arrivano alla fine del mercato. Abbiamo fatto una valutazione attenta se poteva essere, ma non c'era solo l'acquisto di Norton-Cuffy ma anche, da parte del Genoa, quello di giocatori del Venezia. Alla fine non ci siamo sentiti di fare questa operazione perché non c'era neanche la piena convizione da parte del giocatore che voleva andare in Premier League. E' stata un opportunità di mercato dell'ultimo che abbiamo sfruttato e valutato, ma poi si è deciso di non farla".

Ci sono novità sulla data della firma della convenzione per il nuovo stadio?

"C'è un continuo parlare di questa cosa con Andrea Rogg e gli altri dirigenti. Appena avremo novità certe, sicuramente ve le comunicheremo. Per il momento non ne ho, però si sta lavorando per fare quanto prima".

Può aggiornarci sugli infortunati?

"Haps ha un infiammazione all'adduttore che si porta avanti da anni. Si tratta di un risentimento che stiamo gestendo, ma non ce la faceva a fare l'ultima partita. Dagasso ha avuto un risentimento al flessore dovuto a un infiammazione del ginocchio che, però, stiamo risolvendo. Mazzocchi ha avuto un problemino prima dell'ultima partita al tendine del polpaccio, ma che si spera di risolvere al più presto. Basic ha la fascita plantare e mi auguro possa tornare alla prossima. Mi auguro di recuperare tutti con un eccezione, a parte Franjic, Sverko e Adorante, che è Busio. Quest'ultimo però, se non è Napoli, potrebbe recuperare per il Genoa".

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