Rowe e Ahanor, l'incastro dell'Atalanta: ore decisive sul mercato
L'Atalanta vive ore decisive su due fronti paralleli. Sul campo, stasera si assegna il pass per un'altra stagione europea nella sfida all'Hapoel Tel Aviv, e lì va tutta la priorità. Fuori dal rettangolo di gioco, invece, potrebbe comporsi un puzzle di mercato al quale manca soltanto l'ultimo tassello, il più complicato: quello che porta a Jonathan Rowe.
IL DOPPIO BINARIO - Il nodo è che il Bologna, prima di privarsi dell'esterno inglese, ha bisogno di individuare un erede all'altezza, e le lancette corrono verso la chiusura fissata alle 20 di lunedì 1° settembre. Nel mezzo si inserisce Honest Ahanor, per il quale il Chelsea sta facendo sul serio: la questione con i rossoblù non è unicamente economica, visto che l'ultima proposta bergamasca si è fermata a 35 milioni più bonus, ma un incasso importante dalla cessione del difensore arrivato dal Genoa la scorsa estate potrebbe contribuire a far vacillare la resistenza emiliana.
ROWE NON FORZA - Al centro di tutto c'è l'attaccante nato a Londra e cresciuto nei pressi di Wembley. Gli emissari della Unique Sports Group, agenzia che ne cura gli interessi, si sono trasferiti a Bologna per provare a sbloccare la situazione. Il giocatore ha manifestato il desiderio di cambiare aria e con la Dea esisterebbe già una bozza d'intesa, ma senza alcuno strappo: ha rimesso ogni decisione nelle mani del club, senza mettersi di traverso, mentre i suoi procuratori lavorano a una soluzione che accontenti tutte le parti. È il quadro che emerge dopo il secondo rilancio nerazzurro respinto da Casteldebole.
LA LINEA DI DI VAIO - Dall'Emilia continua a filtrare la volontà di trattenerlo, in scia a quanto dichiarato dal direttore sportivo Marco Di Vaio prima dell'esordio con la Lazio: «Rowe è un giocatore importante per noi, che ha fatto vedere le sue qualità nella seconda parte della stagione scorsa». Parole che però non chiudono ogni spiraglio: la priorità dichiarata resta consegnare all'allenatore una rosa competitiva, e per farlo serve prima un sostituto.
LA CACCIA AL SUCCESSORE - I rossoblù sono tornati a sondare Ruben Vargas, svizzero classe 1998 del Siviglia reduce da 24 presenze, 3 reti e 6 assist nell'ultima Liga, che però ha già un discorso avviato con l'Olympiacos. Sotto osservazione anche la posizione di Noa Lang, possibile partente dal Napoli. Incastri da chiudere in pochissimo tempo, e con quale esborso? Il dubbio resta, perché rinunciare all'inglese dopo gli addii di Castro, Lucumí e Freuler stride con l'obiettivo dichiarato: Domenico Tedesco, che deve avviare il nuovo corso in un campionato mai frequentato prima, non avrebbe certo bisogno di un altro depauperamento.
IL PIANO DEL CHELSEA - Sull'altro tavolo, l'operazione con i Blues potrebbe attestarsi attorno ai 40 milioni – come ricostruisce La Gazzetta dello Sport –. L'idea dei londinesi è quella di acquistare il classe 2008 per poi girarlo in prestito a un altro club di Premier League, consentendogli di ambientarsi in un calcio differente senza il peso di Stamford Bridge e dell'ennesima campagna acquisti faraonica firmata Todd Boehly. Un tema che si era già affacciato con Honest Ahanor ai box per problemi muscolari.
RAPPORTI CONSOLIDATI - Fra i due club i rapporti sono ottimi, come dimostra la stretta di mano di poche settimane fa per l'affare Palestra, e l'intenzione inglese è quella di completare il passaggio in tempi rapidi. Resta da capire se un altro londinese, quello che oggi veste rossoblù, potrà diventare bergamasco: il piano della dirigenza prevede ancora un paio di innesti prima del gong.
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