Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / avellino / Focus
Zullo: "Avellino mi ha dato tanto, vorrei restare. La punizione a Gubbio? La calciai male..."TUTTOmercatoWEB
© foto di Andrea Rosito
lunedì 11 maggio 2020, 17:19Focus
di redazione TuttoAvellino
per Tuttoavellino.it

Zullo: "Avellino mi ha dato tanto, vorrei restare. La punizione a Gubbio? La calciai male..."

Walter Zullo ha parlato ai microfoni di OttoChannel. Il difensore dell'Avellino ha parlato del presente in Irpinia e si augura che il futuro possa essere ancora a tinte biancoverde: "Ho vissuto il lockdown a casa mia, ad Apice, con la mia famiglia. Ho un po' di spazio a disposizione per allenarmi, seguendo le regole. Facciamo in modo che la Fase-2 ci dia delle risposte positive. 

E' stato un anno particolare, siamo partiti con mille difficoltà. Il 3 agosto eravamo in pochissimi, siamo stati in balia delle onde, per i passaggi di proprietà. Ho avuto la fortuna di vivere in un gruppo di ragazzi eccezionali, con un'unità di intenti, e siamo riusciti a superare i momenti difficili. Siamo riusciti a far avvicinare i tifosi alla squadra, quando non sono venuti allo stadio abbiamo sentito la loro mancanza. Parliamo di una tifoseria di categoria superiore, per noi è una fortuna, un punto di riferimento giocare davanti a tifosi del genere

Il mio obiettivo era tornare ai livelli abituali, quando sono arrivato ad Avellino, grazie al dottor Esposito, al preparatore La Porta e a mister Bucaro, ho seguito un protocollo di recupero importante fino a maggio. Poi ad agosto è partita questa nuova avventura, grazie al direttore Di Somma e alla vecchia proprietà. E' stato un passo importante, il campionato era molto competitivo, noi abbiamo risposto bene e so di poter dare ancora tanto. Ho alternato buone prove ad altre un po' sottotono, ma il calo era fisiologico. Il mio auspicio è di riprendere dove abbiamo terminato, con la maglia dell'Avellino. Non dipende solo da me. Ora pensiamo alla salute, poi spero di poter intraprendere un discorso per la permanenza in biancoverde. Mi permetterebbe di sentirmi un giocatore importante e di poter dare ancora tanto alla causa. 

Tutti i ragazzi più giovani sono migliorati tantissimo. Con Parisi ho legato tanto, mi farebbe piacere che possa avere una carriera ad alti livelli, i presupposti ci sono tutti. Io gli ho sempre detto che non deve farsi prendere dalle pressioni, gli ho consigliato di non cambiare carattere, di essere sfacciato in senso buono, di rimanere se stesso. Ma lo stesso dico per Illanes e Micovschi, anche tutti gli altri hanno dato un grosso contributo. Farlo ad Avellino, in questo contesto, ha un valore maggiore.

Con Ignoffo ho giocato assieme, quando ho esordito, lui è uscito dal campo e io sono entrato. Ignoffo ha un'identità di gioco precisa, era un piacere allenarsi durante la settimana. Abbiamo pagato la nostra inesperienza, perché lui ci allenava nel migliore dei modi assieme a Cinelli. Lo scotto delle situazioni extra-campo ha pesato tantissimo. Capuano al suo arrivo ci ha recuperato dal punto di vista mentale, perché fisicamente stavamo bene. Forse abbiamo toppato un paio di partite con Ignoffo, quindi era più un problema mentale. Ci ha fatto assorbire la sua grinta, il suo carattere. Sarebbe stato bello vedere dove saremmo arrivati quest'anno. In ogni caso bisogna dare merito a tutti noi per quello che abbiamo fatto. 

Il 5 maggio 2013? Fa sempre piacere ricordare quel campionato. Ero arrivato ad Avellino per dare respiro a Izzo, Giosa e Fabbro, che disputarono un gran campionato. Il direttore De Vito mi chiamò, io non esitai ad accettare l'offerta, anche perché eravamo primi in classifica. Mi sono fatto trovare pronto e a Gubbio fui chiamato in causa per giocare titolare. Lì ci giocammo una bella fetta del campionato, poi fortuna e bravura da parte mia ho segnato il 2-2, calciando una punizione piuttosto male. Ricordo l'affetto della gente, i 7000 allo stadio al ritorno da Catanzaro, il viaggio verso Avellino, il giro in pullman per la città. Sono grato a questa città, è una piazza che respira calcio vero, sono passati calciatori fortissimi e spero di poter far parte ancora di questa società. 

Sto leggendo tutti gli scenari possibili sul calcio che verrà. Sappiamo tutti che siamo in una situazione precaria, essendo professionista abbiamo qualche tutela in più rispetto ai dilettanti, ma il periodo storico non è dei migliori. Siamo sul filo del rasoio, riuscire ad avere qualche rassicurazione dal sistema calcio è un auspicio. Ci permetterebbe di essere più tutelati, sento parlare di tagli degli stipendi in Serie C, ma di cosa parliamo? Togliere lo stipendio a uno che ha famiglia, che non sa come andare avanti. Bisogna fare delle differenze con le categorie superiori. Riforma? Penso che sia improbabile una Serie B a 40 squadre. Si dovrebbe dare credibilità al sistema calcio".