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Mokulu: "Tesser mi ha lanciato, Novellino mi ha messo da parte. Che emozione allenarsi con Ronaldo"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano
mercoledì 6 maggio 2020, 16:35Focus
di redazione TuttoAvellino
per Tuttoavellino.it

Mokulu: "Tesser mi ha lanciato, Novellino mi ha messo da parte. Che emozione allenarsi con Ronaldo"

Benjamin Mokulu è stato intervistato da PrimaTivvù e ha ricordato l'esperienza con l'Avellino e l'emozione di essersi allenato con Cristiano Ronaldo: "Ho giocato sei anni da professionista in Belgio e il calcio è molto diverso dall'Italia, come lo è quello francese dove ho giocato col Bastia. Non ho giocato tanto, ho ricevuto l'offerta dell'Avellino che allora era sesto in classifica e puntava alla Serie A. Ci ho messo un po' ad adattarmi, ho imparato anche l'italiano in fretta, perché nessuno parlava l'inglese. Abbiamo fatto di tutto per andare in A, per una traversa abbiamo mancato la finale playoff. C'era tanta delusione a fine partita, avevamo lavorato duro tutto l'anno per arrivare a quel punto. Castaldo ha rosicato per quella traversa, ma in generale tutti noi eravamo consapevoli di avere avuto in pugno quella partita. Era destino che non dovesse andare come volevamo noi. Ricordo i tanti tifosi a Bologna, ma anche nella gara di andata, la Curva Sud pienissima, che mi ha applaudito e mi ha caricato quella sera. Un'atmosfera da rivivere. Quell'anno avevamo calciatori importanti, facevamo paura a tutte le avversarie. 

Tesser mi ha fatto conoscere nel calcio italiano. Giocavo spesso con Trotta in attacco, era veramente bello. E' stato un onore aver giocato con Tavano, che ha alle spalle una carriera stupenda, e Castaldo, che era l'attaccante più forte della Serie B. All'inizio abbiamo sofferto la sua assenza, averlo avuto in campo avrebbe fatto la differenza, con la sua esperienza. Giocavamo comunque abbastanza bene e abbiamo conquistato diversi punti anche senza di lui, che poi quando è tornato ha fatto la differenza. Con Marcolin non so cosa sia mancato, perché è un allenatore molto bravo, si vedeva che aveva giocato a calcio. Praticava un altro tipo di calcio, più palla a terra e triangolazioni, invece eravamo abituati più a un calcio fisico. 

Con Toscano non capivo perché non riuscivamo a vincere, cosa non andasse. Sono stati sei mesi difficili. Anche quella stagione c'erano buoni attaccanti come Verde e Ardemagni, avremmo potuto fare meglio, ma con Toscano non so cosa sia successo. Quando è arrivato Novellino è cambiato tutto, sono dovuto andare via. Ha il suo modo di giocare e non entravo nel suo, mi sono sentito messo da parte. Quando ho ricevuto l'offerta del Frosinone sono andato via, ma io ad Avellino mi trovavo bene. 

Quando sono andato alla Juventus Under 23 mi sono allenato con i top player, anche se giocavo in Serie C. Le strutture sono da Champions League, le divise sono uguali a quelle della prima squadra. Tre, quattro volte a settimana alcuni calciatori dell'Under 23 si allenano con i grandi. Mi sono allenato con Cristiano Ronaldo, un'esperienza che non dimenticherò mai. Eppure da ragazzino mi piaceva Ronaldo, ma il fenomeno brasiliano. Sono due calciatori che non si possono paragonare, Cristiano è fortissimo, Ronaldo ha segnato la sua epoca. Il Ravenna? E' stato Jidayi a telefonarmi e a farmi accettare l'offerta.

Mi fa piacere l'affetto dei tifosi dell'Avellino, io ho sempre dato il massimo e li ringrazierò sempre. Non dimenticherò mai l'Avellino, è la prima squadra con cui ho giocato in Italia. L'immagine che porto nel cuore è l'applauso dello stadio quando sono venuto a giocare ad Avellino con la Cremonese, non me lo aspettavo. Se dovessi segnare contro l'Avellino non esulterei mai e poi mai".