Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / avellino / News
Calcagno: "Pochi soldi ai club più piccoli, non va bene. I calciatori vivono con il loro lavoro"TUTTOmercatoWEB
giovedì 7 maggio 2020, 12:51News
di redazione TuttoAvellino
per Tuttoavellino.it

Calcagno: "Pochi soldi ai club più piccoli, non va bene. I calciatori vivono con il loro lavoro"

Intervistato da Milano Finanza, il vice-presidente dell'Aic, Umberto Calcagno ha parlato della ripresa del calcio, soprattutto per ciò che concerne i club più "piccoli": "Il calcio italiano è quello che tra i principali Paesi europei distribuisce meno ai più piccoli. Sia in termini di quanto la Serie A retrocede alle divisioni inferiori: in Italia siamo sul 10% dei proventi, mentre in altri campionati si va dal 15 al 17%. E sia per quel che concerne la forbice tra quanto incassano i top club e le società piccole in Serie A. Bisogna tamponare l’emergenza. Si parla sempre del calcio come un mondo dorato, in realtà il 50% dei calciatori professionisti guadagna meno di 50 mila euro lordi all’anno e questa percentuale si allarga al 70% se si considera il totale dei tesserati, visto che il 70% dei professionisti lavora in club di LegaPro. Ma non è finita qui. Oltre a quelli che ho citato ci sono poi 4mila accordi economici depositati per la Serie D oltre a Serie A e B femminile. De jure queste persone non sono professionisti ma de facto lo sono, vivono di calcio. Taglio stipendi? Abbiamo società minori che vogliono che i propri dipendenti si taglino almeno due mensilità su quattro. Quando per chi guadagna 2.500 euro al mese non percepire una mensilità è un sacrificio già non di poco. Come associazione sicuramente daremo vita a un fondo solidaristico insieme con la Figc e spero che possano aderire altre componenti del calcio come le leghe di serie A e serie B".