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Pagliuca: "Partenio campo caldissimo, Capuano da ammirare. Spero che la Scandone torni grande"TUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 15 maggio 2020, 14:57Focus
di redazione TuttoAvellino
per Tuttoavellino.it

Pagliuca: "Partenio campo caldissimo, Capuano da ammirare. Spero che la Scandone torni grande"

Lunga intervista di Gianluca Pagliuca, ex portiere di Sampdoria, Inter, Bologna e Nazionale, tra le altre, che a Prima Tivvù ha raccontato i suoi ricordi anche con l'Avellino e parlato del calcio di oggi.

"Ho affrontato l'Avellino con la Sampdoria nell'87-88, vincemmo 2-1, io ero in panchina, anche al ritorno perchè avevo 20 anni, ho cominciato a giocare verso la fine della stagione e in Coppa Italia, poi vincemmo la coppa e da lì è iniziata la mia carriera. Ho giocato al Partenio in un Avellino-Bologna 2-2 in serie B, mi fece due gol Danilevicius. Campo caldissimo, ho giocato due volte, mi ha dato sempre l'impressione che fosse il dodicesimo uomo in campo e sempre corretto. Da ragazzo seguivo molto la serie A e ricordo l'Avellino del mio amico Juary, ricordo Catteneo e Di Somma in difesa, il mio amico Gil De Ponti, posso solo augurargli che possa tornare almeno in serie B perchè la piazza lo merita. Capuano era con me al corso, ma ci ha giocato anche Franco Colomba che abita vicino casa mia, ci vediamo spesso, ho tanti legami insomma. Capuano è un personaggio colorito, ma sa il fatto suo, ha fatto una grande carriera in Lega Pro, non essendo stato un calciatore ha costruito la sua carriera da solo, una persona così la ammiro. Mi fa morir dal ridere quando vedo su Youtube le sue arrabbiature ma in qualsiasi posto è andato ha fatto bene e lasciato il segno.

Giocare un Mondiale è un'emozione grandissima, quando sei lì a volte non te ne rendi conto perché sei concentrato sul lavoro, te ne accorgi quando smetti e passano gli anni e vedendo i Mondiali in tv, oppure le vecchie partite, un po' di emozioni la provi a rivederti, forse più ora di quando giocavo. Certe sensazioni le provo più adesso che prima. Ronaldo era il mio compagno all'Inter, il più forte di tutti, se non avesse avuto quel problema al ginocchio sarebbe stato ancora più forte. Ma ho avuto altri compagni forti come Vialli, Mancini, Vierchowod, Simeone, Zamorano, Zanetti, Djorkaeff, Baggio, Signori, ho avuto una carriera lunga, intensa, piena di emozioni, sono felice di quello che ho fatto.

Lo scudetto con la Samp? E' stato bello, non dico inaspettato perché ci provavamo da qualche anno ma non arrivava mai l'anno giusto, andavamo bene durante le coppe europee perché erano partite secche infatti abbiamo vinto una coppa delle coppe. Ci ha dato consapevolezza delle nostre forze e abbiamo vinto un campionato strepitoso. Vincevamo con le forti, a volte soffrivamo con le squadre deboli, con la continuità abbiamo vinto il campionato in maniera forte e netta. Quando Ronaldo è arrivato all'Inter aveva 20 anni, io 32, era un bambinone, doveva ancora crescere sotto alcuni punti di vista. E' diventato poi un giocatore straordinario.

Ho avuto allenatore con cui mi sono trovato bene, alcuni benino e altri male. Boskov, Gigi Simoni e Carlo Mazzone sono allenatori con cui mi sono trovato più che bene. Con Guidolin, Hodgson e Eriksson mi sono trovato bene, con altri qualche problemino ma può succedere in 21 anni di carriera. I rigori erano la mia specialità anche se Handanovic mi ha già raggiunto, è un terno al lotto, molto è merito del portiere ma se lo sbagli anche demerito dell'attaccante, perché se un rigore è calciato bene è gol. Il portiere deve essere bravo a intuire, a esplodere bene le gambe e andare verso la palla. Ultimamente i portieri italiani stanno migliorando, Donnarumma sia fisicamente che potenzialmente ha più qualità e sarà il portiere della Nazionale per il prossimo decennio. Ma anche Gollini, Silvestri del Verona, aspettiamo Audero, Meret, penso che in Italia qualche portiere comincia a esserci. Io ho fatto 3 Mondiali, 2 Olimpiadi, non posso lamentarmi pur essendoci tanti portiere bravi, ho visto tre generazioni, forse mi sarei meritato anche il Mondiale con Zoff ma dopo 3 generazioni di Nazionali possono bastare. Buffon ne ha fatte di più ma non mi lamento di niente. Francia 98 è stata un'esperienza fantastica, sono partito per fare il secondo poi Peruzzi si è fatto male e ho giocato titolare tenendo un rendimento molto alto. Abbiamo perso con la Francia ai rigori, ho parato il primo ma poi abbiamo sbagliato, grande delusione ma il calcio è anche questo.

Buffon? Gli faccio i complimenti, una carriera fantastica, pur di restare nell'ambiente accetta anche la panchina, io forse non lo avrei fatto ma è da ammirare, pur di restare vivo come calciatore fa da secondo alla Juve, tanto di cappello, è stato il portiere più forte della storia secondo me. Il calcio di oggi è più tattico, muscolare, più teorico, ci sono tanti preparatori atletici, io preferisco il mio calcio, più umano con un allenatore, un vice, un preparatore atletico e uno dei portieri, oggi ci sono staff enormi. Io oggi lavoro a Bologna come preparatore dei portieri delle giovanili, ho avuto proposte ma sinceramente voglio anche godermi la vita, mi piace lavorare coi ragazzi ma anche avere tempo libero per me e la mia famiglia, di ritiri ne ho fatto tanti in 21 anni di carriera, non ne potrei più.

Riparte la Bundesliga? Se trovano uno positivo lo mettono in quarantena, qui metterebbero in quarantena tutta la squadra. Io avrei fermato tutto, ma il calcio è un business troppo importante, col cuore mi auguro che si possa andare avanti perché amo calcio, basket, tennis, senza sport non so stare. Non sapere cosa fare il weekend è veramente brutto.

A proposito di basket, io sono tifoso della Virtus Bologna, ho seguito anche la Scandone, so che sta rientrando, ha fatto la B, piano piano possono riemergere, spero si possa rivedere presto in A”.