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Taglialatela: "Lombardi mi aiutò a crescere, lui come Zoff e Scirea. Ravanelli meritava fiducia"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
lunedì 18 maggio 2020, 18:12Focus
di redazione TuttoAvellino
per Tuttoavellino.it

Taglialatela: "Lombardi mi aiutò a crescere, lui come Zoff e Scirea. Ravanelli meritava fiducia"

L'ex portiere Giuseppe Taglialatela ha parlato ai microfoni di PrimaTivvù: "Nel campionato 1989-1990 partimmo con una squadra importante, con un attacco fantastico, che ti chiedi come mai non abbiamo vinto il campionato. Avevamo Baiano, Ravanelli, Cinello, Sorbello, poi Ravanelli fece il capocannoniere alla Casertana. Trovai un ambiente fantastico, dove si fa calcio. Grazie all'Avellino approdai con Baiano nell'Under 21 guidata da Brighenti. Il campionato non fu eccezionale, con Nedo Sonetti all'inizio, che venne sostituito dal grande Adriano Lombardi, che ricordo con affetto. Persona squisita, un condottiero. Aveva l'animo del leader, un uomo unico. Quella fu la prima esperienza importante, quando il Napoli mi rivolle feci di tutto per non partire, Moggi non la prese bene. C'era Brini, il preparatore Battista, si era creato un bel feeling con i tifosi. Io ho ancora delle immagini di quell'annata, ogni tanto me le riguardo. 

Per le aspettative che avevamo nel 1989-1990 fu un mezzo fallimento. Pierpaolo Marino fece una bella squadra, forse ci furono dei problemi di assemblaggio dei giocatori che avevamo. Ravanelli fu un po' contestato, era grosso, non carburò subito e andò a Caserta e poi ha fatto un'ottima carriera. Ci voleva un po' di pazienza con Ravanelli. Ma Avellino è una piazza esigente

Adriano Lombardi aveva dentro l'appartenenza ai colori biancoverdi e ci trasmetteva la voglia di andare in campo per vincere la partita. Il lupo veniva prima di tutto, quando l'Avellino perdeva era un dramma per lui. Ho imparato tanto da lui, nel prosieguo della carriera, a essere leader, a comandare ma con educazione. Mi ha fatto crescere tanto, io lo metto alla pari di Zoff, Maldini e Scirea. Quando lo vedevo mi incuteva timore, ma quel timore rispettoso. 

Nel 2005-2006 tornai, l'esperienza non fu bellissima, non avevamo alle spalle una società solida. Prima magari improvvisando riuscivi a venirne fuori, ora se non hai una società seria che vuole investire, hai problemi. Finì male, c'era una squadra buona, ma anche dei problemi che portarono alla retrocessione. 

Mi chiamò Pavarese per dare una mano alla squadra, per far crescere alcuni giovani e questo mi è stato riconosciuto da tutti. Avemmo un po' di problemi, cercammo di fare il meglio, purtroppo perdemmo lo spareggio con l'Albinoleffe. Venni con grande entusiasmo, poi il progetto iniziale svanì, andò via Pavarese e quando si cambia in corsa le cose non sempre vanno bene. Mi successe anche al Napoli. Con Oddo e Colomba ci fu un buon rapporto, ma il cambiare subito allenatore non fu la soluzione migliore, perché Oddo conosceva bene l'ambiente".