Il ritorno del capitano
E' stata forse l'unica nota positiva della triste sconfitta di Coppa Italia di Lega Pro contro il Latina (piccola parentesi: va bene far giocare le seconde linee e provare nuove soluzioni, ma perché esporsi a brutte figure come quella di ieri in tutto ciò che non è campionato?): parliamo del reintegro di Simone Puleo. Un reintegro atteso per mesi, non solo dal capitano di mille battaglie, ma anche dai tanti tifosi che lo amano e gli vogliono bene e che non hanno mai realmente compreso i motivi, dettati dall'alto, del suo allontanamento. "Tutto è bene quel che finisce bene" si dice in questi casi, e così dopo un rischio di nuovo caso data la mancata convocazione per Foggia, quando tutto ormai sembrava fatto, per subentrati motivi burocratici, ieri a Latina Simone era regolarmente in campo, al suo posto, al braccio la meritata fascia di capitano. Un rientro necessario, visti i tanti gol che la difesa continuava a subire: uno della sua esperienza non potrà che dare un prezioso contributo.
Sì perché Puleo è una vera bandiera di questo Avellino, l'unico sopravvissuto a tanti avvicendamenti societari e tecnici: sono passati presidenti, giocatori, direttori sportivi, allenatori, fallimenti, retrocessioni, promozioni, ma lui è sempre lì, un vero pilastro, innamorato di questi colori. Ha tentato qualche esperienza al Sud, a Cosenza, a Monza, vicino casa, ma la sua vera casa è Avellino. Ormai vive qui da circa dieci anni, è cresciuto ed è diventato un calciatore maturo ad Avellino, e resterà per sempre nella storia del club.
Eventuali motivi che hanno portato al temporaneo allontanamento non ci interessano, solo per tutto quanto ha fatto per questo club si merita un "grazie", ed è per questo che siamo felici di dirgli "Bentornato capitano!".


