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Santaniello: "Avellino non si poteva rifiutare. Con Braglia sei sempre sul pezzo. Hai sempre una possibilità"
giovedì 5 novembre 2020, 21:53Copertina
di Marco Costanza
per Tuttoavellino.it

Santaniello: "Avellino non si poteva rifiutare. Con Braglia sei sempre sul pezzo. Hai sempre una possibilità"

Ospite della trasmissione "Un lupo in famiglia" di Prima Tivvù, l'attaccante dell'Avellino, Emanuele Santaniello, ha parlato dei suoi primi mesi in maglia biancoverde, parlando di come nasce la sua passione per il calcio e tanti altri aneddoti. 

Queste le sue parole: "Leggere gli accostamenti all'Avellino in estate era stupendo, figuriamoci una chiamata poi. E' una piazza blasonata è bello far parte di questo gruppo. La trattativa? So che piacevo a Di Somma da tempo, poi ne avrà parlato con mister Braglia e hanno deciso di affondare il colpo e abbiamo trovato subito l'accordo. Era quello che volevo e non ci ho pensato molto. Avevo anche altre proposte ma Avellino non si poteva rifiutare". 
Il mio percorso: "Ho iniziato in Serie D, ero con la Cavese, ho fatto bene i primi anni, poi mi sono ritrovato in C e forse ero abbastanza poco maturo all'epoca. Ho sempre fatto la Serie D e devo dire che mi sentivo che potevo fare quel salto di qualità, visto che in D avevo numeri importanti. Negli ultimi anni a Picerno sono riuscito a dimostrare di poter valere la Lega Pro. All'inizio ero un giocatore acerbo, poi ho dimostrato che con il lavoro si ottengono risultati e sono felice di questo". 
Il ruolo: "Nasco come attaccante. All'inizio per darmi spazio mi facevano anche giocare come esterno di centrocampo, entrambe le fasce, e ora posso essere sia una prima punta che una punta esterna. Ho maturato tanta esperienza, ho fatto un pò tutti i ruoli. Preferisco giocare in un attacco a due e giocare con una seconda punta dietro dinamica. Poi mi adatto a tutto". 
Su Bernardotto: "Ad oggi sono poche le partite giocate, abbiamo fatto due partite insieme, mi sono trovato bene. Abbiamo avuto pochi giorni per conoscerci e posso dire che più partite facciamo e più ci amalgamiamo". 
Un idolo: "Da piccolo ero innamorato di Totti. Guardavo tutte le partite della Roma, era il mio idolo. Poi mi è piaciuto anche Cavani, quando è stato a Napoli, da tifoso, l'ho ammirato come pochi. Forse il più forte attaccante avuto a Napoli negli ultimi anni. In lui rivedo tante cose, è dinamico, corre, è potente". 
Sull'allenatore: "Ho avuto diversi allenatori bravi. Posso dire che Giacomarro mi ha dato tanto a Picerno. Il mister lavorava proprio con gli attaccanti e nella fase offensiva e devo dire che grazie a lui sono migliorato molto. Ora c'è Braglia e devo dire che è un top allenatore. Il suo carattere è la cosa che più ammiro, perchè ci fa stare sempre sull'attenti, non abbassare la guardia, ti spinge a dare sempre il massimo. Poi quando c'è da scherzare è il primo, ma il lavoro è la prima cosa. Crea una sana competizione, non c'è chi ha il posto assicurato, ruota tutti. Sappiamo che se non giochiamo domani, la partita dopo avremo una chance. Quindi siamo sempre sul pezzo perchè premia chi lavora bene e non gli interessa se hai un nome, vede chi si allena bene e bacchetta chi invece fa male". 
La famiglia: "La famiglia è importante. Ti cambia. All'inizio ero un giovanotto, non si pensano a tante cose, quando poi diventi papà, cambi completamente". 
Tre cose che non possono mancare: "La famiglia e il calcio senza dubbio. Come terza cosa direi l'amicizia. Il gruppo, lo spogliatoio, è una cosa fondamentale". 
Sul lockdown: "E' stato durissimo perchè non ci era concesso neanche uscire e non potevamo neanche allenarci per bene. Sono stati due mesi da incubo e spero che non si ripetano, anche se stiamo sentendo, la situazione è sempre critica"- 
Sul campionato: "E' un campionato stranissimo, il covid incide molto. C'è un calendario fittissimo perchè giocare ogni 3 giorni va bene da un lato ma dall'altro è molto complicato. Io penso che in questo momento chi da più continuità può dire la sua fino alla fine". 
Sul Covid: "Mi metto nei panni di chi non è tra i professionisti e capisco molto e gli sono vicino. Quando vai in campo non pensi al Covid. Magari in settimana ti condiziona, non avere contatti con i positivi, pensi alla famiglia e quindi è difficile". 
Futuro: "Mi piacerebbe restare nel mondo del calcio, è un mondo che mi affascina anche sotto altri aspetti, e mi piacerebbe. Certo che ora non ci penso e mi godo la vita da calciatore". 
Carattere: "Sono un ragazzo tranquillo, socievole, solare. Sono uno generoso, che do l'anima anche in campo. Il più simpatico in gruppo? Siamo tutti solari e simpatici ma se devo fare un nome faccio quello di Maniero, è un bel personaggio".