Mario Piga: "Contro il Catanzaro feci ammattire Ranieri. Ad Avellino prima uomini che calciatori"
Intervistato da Radio Punto Nuovo, Mario Piga, ex giocatore dell'Avellino, ha commentato la gara tra Avellino e Catanzaro in programma domenica al Partenio e ha rievocato le vecchie battaglie con la maglia biancoverde.
Queste le sue parole: "Avellino-Catanzaro ha tradizione di categorie superiori. Ricordo quella del 1980, fu una partita importante perchè fu giocata dopo il terremoto e a noi servivano punti perchè avevamo anche la penalizzazione. La ricordo bene perchè in quella partita fui uno dei migliori in campo e feci ammattire Claudio Ranieri che mi marcava. Vincemmo 1-0, la prima vittoria dopo il terremoto. Giocammo a Napoli ricordo perchè il Partenio era impegnato per ospitare gli sfollati del terremoto".
Prima uomini e poi calciatori: "E' fondamentale perchè Avellino ti trascina. Io dico sempre che un calciatore che viene ad Avellino e non si esprime al meglio, non è un buon calciatore, perchè Avellino ti trascina, ti fa sentire importante grazie ai tifosi. Quindi è fondamentale. Il tifoso avellinese vede l'impegno dei calciatori, vede il sacrificio che uno mette anche negli allenamenti".
Sull'Avellino di oggi: "E' partito bene, ha fatto ottime partite e penso possa dire la sua per salire in Serie B. Poi ci sono squadre forti, c'è il Bari, la Ternana, lo stesso Teramo che sta andando bene. Ma vedo una squadra tosta e che può giocarsela con tutti. L'Avellino deve continuare con questi ritmi e se possibile anche migliorare e poi tirare le somme".
Sul Covid: "E' un calcio diverso, non è calcio vero. E' tutto falsato, le società oltre alle vicende tecnico e tattiche devono convivere con la pandemia ed è difficile. Oltre a costi per i vari tamponi o i casi di positività che poi possono tenerti fuori tanti giocatori. Insomma è un momento difficile che deve passare presto".
Tornare ad Avellino: "Ci torno sempre volentieri, ora purtroppo non è possibile, facciamo passare un pò questa malattia, ma quando potrò sarò li con voi. Mi sento un avellinese, mi sento un lupo, dopo tanti anni giocati in Irpinia. Ogni volta che gioca l'Avellino e vince per me è una grande felicità e ho trasmesso questo legame alla mia famiglia. Avellino mi ha dato tanto, è vero che ho dato anche io tanto ad Avellino, ma il legame resterà inossidabile".
Nuovo stadio: "I tempi sono maturi ma il Partenio ha fatto la storia dell'Avellino, quei 10 anni sono indimenticabili. La famosa legge del Partenio deve rimanere".


