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Benevento - Avellino: L'analisi del giorno dopo
lunedì 14 novembre 2011, 09:18Copertina
di Rino Scioscia
per Tuttoavellino.it

Benevento - Avellino: L'analisi del giorno dopo

La migliore partita dei Lupi dall'inizio del campionato, nella prova piu' difficile. La compagine di Bucaro è stata una lietissima sorpresa, sia per i 200 tifosi al seguito, sia per la critica, non sempre tenera nei confronti dei biancoverdi. Il tecnico di Palermo aveva visto giusto qualche settimana fa, precisamente nel dopo partita della sconfitta interna con la capolista Ternana, Alla vigilia di un trittico da far tremare i polsi alla giovanissima truppa avellinese, mister Bucaro disse di essere convinto che i suoi ragazzi stavano pian piano crescendo. Nella bolgia dello Zaccheria prima, in casa nel delicato confronto diretto con la Reggiana, poi; e da ultimo nel test-verità contro l'armata giallorossa di Simonelli, l'undici biancoverde ha mostrato tantissima maturità, un'incredibile capacità di sofferenza ed, al contempo, una mentalità ed un approccio da squadra che sa ciò che vuole. Insomma i ragazzini di Bucaro stanno facendo passi da gigante verso il definitivo riconoscimento di "compagine di categoria". Gente come Malaccari, Zappacosta, Ricci, Herrera, ma anche gli stessi Stigliano, Thiam e Falzerano stanno assimilando in fretta le caratteristiche tecniche e stanno "metabolizzando" gli ingredienti temperamentali che occorrono per "districarsi" con risultati positivi  nel complesso e "contorto" calcio di terza serie.
Per i nuovi Lupi non ci poteva essere prova di maturità piu' vera che quella di un derby fuori casa, contro una compagine navigata e forte tecnicamente come il Benevento. L'esame per la sqaudra di Bucaro è stato superato alla grande. L'Avellino visto al Ciro Vigorito, per larghi tratti della gara si è "confuso" con il suo avversario, sino a farsi scambiare addirittura per la compagine giallorossa, vale a dire la favorita della vigilia. I Biancoverdi hanno avuto il giusto approccio alla gara e, praticamente da subito, si sono impossessati del centrocampo, nel quale giganteggiava la coppia D'Angelo- Malaccari, al cospetto di gente del calibro di La Camera e Rajcic. Già dopo pochi minuti si era avuta la netta sensazione che il Benevento in questo confronto avrebbe trovato pane per i suoi denti. E' vero che il primo tempo si era chiuso con il doppio vantaggio dei Giallorossi, ma il parziale era stato il mero frutto di due autentici regali della sbadata retroguardia avellinese, per giunta su due contropiede degli Stregoni. I quali avevano guadagnato la via degli spogliatoi convinti che al successivo rientro in campo non avrebbero avuto soverchie preoccupazioni per la difesa del risultato pieno. Ma evidentemente non si erano resi conto che i Biancoverdi, forti ormai di un carattere niente male e di una lievitata autostima, mai si sarebbero arresi ad un risultato negativo decisamente bugiardo, perchè frutto di errori difensivi ma non di reale superiorità degli avversari.
Il secondo tempo è stato un monologo degli Irpini che hanno dettato l'inerzia della partita ed hanno per certi versi soggiogato i piu' esperti avversari. Padrone incontrastato della zona nevralgica del campo è stato il 19enne Nicola Malaccari (oggi nell'inedito ruolo di metodista, in luogo dell'infortunato Correa) che ha quasi ridicolizzato un signor centrocampista come l'ex barese Rajcic, apparso lento ed impacciato. Il ragazzino di Jesi ha giostrato in maniera eccezionale, dettando i tempi della manovra avellinese, spalleggiato dalla generosità, l'impeto e la cattiveria agonistica (in uno con il suo impareggiaible moto perpetuo)   di un lupo vero, Angelo D'Angelo. L'Avellino ha preso possesso stabilmente della metà campo beneventana, dando anche corpo ad una manovra fluida ed efficace. Senza ombra di dubbio una prova esemplare dell'Avellino, come mai vista in questa stagione; proprio nella gara piu' difficile di questo scorcio di campionato. E l'aspetto che piu' può confortare i tifosi avellinesi è giusto questo veder crescere la propria squadra (appunto, a vista d'occhio) partita dopo partita. Sicuramente, qualche scettico incallito potrà eccepire che la "bella figura" dell'Avellino è stata agevolata da un Benevento in preoccupante fase involutiva, con uomini indolenti, apatici, scarsamente motivati e privi di" vis pugnandi", di vigore agonistico. Un Benevento che deve necessariamente darsi una regolata se non vorrà ritrovarsi a dover lottare seriamente per non retrocedere.
Ma a noi, che preferiamo guardare alle cose dell'Avellino, piace pensare che i Lupi abbiano bloccato e messo in un angolo questo Benevento, grazie ai propri meriti. La squadra sannita era esattamente la stessa (anzi con uno scatenato Pintori in piu') che nell'ultima gara casalinga aveva superato il Taranto, e prima ancora il Sorrento, mica avversari qualsiasi. Questa considerazione dovrebbe dirla tutta su ciò che è stata capace di fare la giovane truppa di Bucaro nella terra delle streghe.
In definitiva (guardando all'impegno ed a ciò che riuscivano ad esprimere i biancoverdi) il bicchiere ci sembrava mezzo pieno già quando essi perdevano malamente in casa con la Ternana, figuriamoci adesso che per i Lupi stanno venendo anche i risultati.

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