Avellino - Como, l'analisi del giorno dopo
In sede di presentazione del match di ieri sera avevamo previsto una sfida "complicata" per i Lupi, che affrontavano un avversario non solo di alto rango tecnico, ma anche e soprattutto abituato a pressare ed a privilegiare la fase offensiva. Ed in effetti, il Como di Ramella si è rivelato un osso durissimo per i "teneri" denti dei Lupi avellinesi.
Impostata su un centrocampo molto elastico ed assai mobile, la compagine lariana, dopo un primo quarto d'ora di attesa e di studio ha affondato un colpo micidiale al suo primo attacco. In questo, c'è da rimarcarlo, agevolata da una difesa biancoverde, al solito, scarsamente reattiva ed alquanto disattenta. Insomma ennesima partita in salita per i ragazzi di Bucaro. Il quale ha sorpreso tutti non solo per il rilancio, forse inatteso, di Simone Puleo al centro della difesa in luogo dello squalificato Cardinale, ma soprattutto per l'inopinata riproposizione dei 10/undicesimi del primo tempo di Benevento. Francamente ci saremmo aspettati gli uomini del secondo tempo in terra sannita. Diciamo questo, non per fare inutile polemica con le scelte del tecnico palermitano, ma semplicemente perchè il suo undici iniziale ha mostrato le solite pecche, esponendosi, in fase di non possesso, alle indubbie qualità degli avversari di turno; senza saper contrapporre incisività e pericolosità offensiva in fase di possesso. Diciamola tutta: al di là del reiterato impiego di Zammuto in un ruolo (terzino destro) nel quale il piemontese sta deludendo parecchio, abbiamo avuto sul campo, ancora ieri sera, la palmare dimostrazione dell'inconstenza tecnica, ma anche tattica, di un trio offensivo (Falzerano -De Angelis - Thiam) quasi del tutto spuntato, incapace di portare preoccupazioni alla pur "allegra" e disinvolta (considerato che giocava altissima) difesa lariana. Di piu': l'insistere da parte di Bucaro sull'utilizzo dell'attaccante piu' tecnico della rosa avellinese, vale a dire Gianluca De Angelis, nella posizione di prima punta, è apparso, per l'ennesima volta, scarsamente produttivo, anche attesa la quasi nulla collaborazione da parte di un Thiam, in preoccupante fase involutiva da almeno tre giornate. In altri termini, un colpevole regalo, durato l'intero primo tempo, fatto da Bucaro ad un Como, che dalla cintola in sù è apparso di valore tecnico assoluto per questa categoria.
Ma, ad onor del vero, c'è da dire che lo stesso tecnico palermitano ha la virtu' della resipiscenza tecnica, alla quale sapientemente si è affidato sin dal primo minuto della seconda frazione di gioco. Infatti Bucaro, letta attentamente la situazione tecnico-tattica, è corso ai ripari, inserendo dapprima Zappacosta e Lasagna e, successivamente, sullo 0-2, gettando nella mischia l'unica prima punta di ruolo a disposizione in questo momento nell'Avellino: Gianmarco Zigoni. Ed il ragazzo ex Milan, ha ripagato abbondantemente la fiducia del mister, non solo realizzando il gol del momentaneo due a due, ma, cosa ancora piu' importante, liberando De Angelis dallo "strangolamento" tecnico-tattico cui era andato incontro, giocando spalle alla porta, in mezzo a due difensori centrali. E' bastata quest'elementare opzione tattica di Bucaro a ridare peso e consistenza ad un attacco biancoverde, apparso, per un interminabile ora di gioco, asfittico ed innocuo. Tra l'altro, lo ripetiamo, la difesa ospite era troppo "ballerina" per non tentare di trafiggerla, magari anche con lo sfondamento centrale.
Del resto, il tre a tre finale, pur arrivando in maniera rocambolesca, anche per una sorta di sagra degli errori (specie da parte dei biancoverdi), è sembrato, a nostro avviso, il giusto premio per la squadra avellinese, che ancora una volta ci ha messo cuore e carattere.
Un punto molto prezioso, anche perchè strappato ad una compagine di vaglia, che sicuramente rimane una delle migliori del girone A. Con questo spettacolare pareggio (inseguito e raggiunto dopo una tripla rimonta!), la giovane truppa biancoverde, non solo consolida la propria posizione di perfetto centro classifica, ma conferma (con maggiore convinzione) di volersi disegnare sul campo un posto dignitoso in questa terza serie.


