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Iovino: "Scontro diretto con la Nocerina decisivo ma anche il caso Paganese-Latina potrebbe influire..."TUTTOmercatoWEB
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
mercoledì 13 marzo 2013, 09:48Focus
di Angelo De Rogatis
per Tuttoavellino.it

Iovino: "Scontro diretto con la Nocerina decisivo ma anche il caso Paganese-Latina potrebbe influire..."

“Non mi sorprende che l’Avellino abbia dovuto faticare contro una squadra talentuosa come il Viareggio, composta da giovani di prospettiva e allenata da un tecnico autorevole come Cuoghi. Ma nel contempo la vittoria dei lupi va a costituire un’innegabile dimostrazione della forza e del valore di un organico in grado di lottare fino alla fine per prevalere sulle altre concorrenti per la promozione diretta. Su tutte la Nocerina e indubbiamente gli scenari appariranno maggiormente delineati dopo il big match del 25 marzo al Partenio-Lombardi. Una gara che più delle altre sei finali, l’Avellino non potrà permettersi assolutamente di fallire per evitare il ritorno preponderante dei molossi”. Ospite di Contatto Sport, l’ex dg biancoverde Bruno Iovino, irpino doc, ascrive tuttavia, oltre che alla sussistenza di una rosa attrezzata per la promozione diretta anche alle abilità di mister Rastelli i meriti del brillante rendimento di D'Angelo e soci: “A Massimo sono legato da un rapporto di lunga data. Lo conosco infatti dai tempi del Solofra, la squadra di cui ero dirigente nel lontano 1987 e con la quale Rastelli si mise in mostra, venendo lanciato nel calcio che conta con la cessione al Catanzaro che fui io a trattare personalmente da dirigente della società conciaria. Appese le scarpette al chiodo, si è calato in modo altrettanto eccelso nelle vesti di allenatore, cogliendo già una promozione con la Juve Stabia e mi auspico che l’Irpinia, questa volta Avellino, come Solofra per la sua carriera di calciatore, possa costituire il suo trampolino di lancio nei palcoscenici che per le sue doti Massimo indiscutibilmente merita, magari sempre alla guida dei lupi”. Tra i massimi esperti a livello nazionale in materia di regolamenti federali, membro del Collegio Arbitrale della Lega Pro oltre che fondatore e coordinatore nazionale dei corsi ADISE (associazione per la formazione dei direttori sportivi) Iovino prospetta il rischio che la querelle giudiziaria relativa alla gara Paganese-Latina possa seriamente falsare il campionato poiché come da lui dettagliatamente spiegato “la sentenza se non fondata sull’illegittimità del ricorso dei pontini e così rivelarsi definitiva, potrebbe essere nuovamente impugnata dalla società laziale dinanzi al TAR”. Il pericolo, naturalmente, andrebbe ad essere aggirato almeno per i lupi se Castaldo e compagni riuscissero pian piano a portare a quattro i margini di vantaggio sugli uomini di Pecchia, magari con un blitz nello scontro diretto del 14 aprile. E in tal ottica potrebbe risultare determinante l’apporto del pubblico. Da irpino e tifoso, Iovino si auspica la compattezza della piazza attorno alle sorti di Fabbro e compagni, sui modelli Cavese e Salernitana, anche considerando il momento topico con i lupi attualmente primi e in lizza per una promozione che con la riforma della Lega Pro, nei prossimi anni, di sicuro sarà meno agevole da conquistare: “E’ un dato di fatto, ahimè, come il sostegno del pubblico in termini numerici sia decisamente calato, sull’onda comunque di un calo fisiologico che si registra in quasi tutte le piazze. Ma questo alibi non può giustificare la scarsa affluenza di spettatori alle partite interne di una squadra prima in classifica e per la quale 3500 persone sono davvero poche anche perché a mio avviso ad incidere sia soprattutto la spaccatura della tifoseria tra frange US e AS, a seguito del fallimento della gestione Pugliese. Senza voler far polemiche credo che si tratti comunque di una situazione banale, almeno per chi come tifa per l’Avellino calcio, per la squadra che rappresenta una città e non per l’attaccamento ad un marchio. Mi auguro comunque che con l’acquisto del logo, le cose possano cambiare anche se la divisione poteva essere evitata se la società avesse operato per la strategia del fitto d’azienda perseguita da Lotito all’atto del suo arrivo a Salerno. Speriamo che possa essere compattata così da poter costituire un supporto per la squadra e per il recupero di quella B per cui l’Avellino, grazie anche ai sacrifici della dirigenza, ha il privilegio di competere a differenza di molte altre piazze del suo stesso calibro come Cosenza e Messina che non si sono più riprese dal fallimento e che attendono con ansia la riforma dei campionati per poter tornare ad essere protagoniste”.

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