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Rewind D'Angelo: "Voglio arrivare in alto insieme all'Avellino"TUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
lunedì 21 novembre 2011, 17:43Copertina
di Rino Scioscia
per Tuttoavellino.it

Rewind D'Angelo: "Voglio arrivare in alto insieme all'Avellino"

Negli ultimi 180 minuti disputati dall'Avellino, al cospetto di due avversarie sulla carta superiori (Benevento e Como), i ragazzi di Bucaro hanno saputo compiere due autentiche imprese: sempre sotto a dover rincorrere gli avversari, i Lupi hanno avuto la forza di rimontare la bellezza di cinque gol complessivi, mostrando di  ignorare  del tutto il significato della parola resa. Con questi due preziosi e significativi pareggi, l'Avellino ha fatto vedere e capire che in questo campionato ci vuole e ci sa stare alla grande. L'emblema indiscusso ed indiscutibile di questa grande forza di volontà, di questo carattere  fiero di squadra indomita ed indomabile è lui, Angelo D'Angelo, il guerriero asceota; guarda caso, autore, in entrambe le partite, del gol del pareggio finale dei biancoverdi.

Per aiutare a far inquadrare i connotati identitari del 26enne cilentano, e soprattutto del suo enorme attaccamento alla maglia dell'Avellino (proprio adesso che, in considerazione della circostanza che parecchi “addetti ai lavori” si stanno accorgendo di lui, i tifosi temono che Angelo possa cedere alle lusinghe di qualche club di categoria superiore; o, peggio ancora, la dirigenza avellinese possa essere indotta a pensare di mettere sul mercato uno dei suoi migliori calciatori, attualmente primo nella classifica di rendimento dei singoli biancoverdi) abbiamo pensato di riproporre un'intervista fattagli in esclusiva per Tuttoavellino.it un mese e mezzo fa, vale a dire in tempi non sospetti; in un periodo di “vacche magre” per i Lupi e di contestazioni e critiche all'area tecnica della società avellinese.
Eccovi il testo dell'intervista, comprensiva dell'ampia premessa, ora piu' che mai attualissima!


E' arrivato ad Avellino nel dicembre del 2009, a distanza di appena tre mesi dalla rinascita del calcio biancoverde, che tentava di ripartire dalla serie D. La stessa categoria nella quale, Angelo, per una serie di vicissitudini e coincidenze sfortunate, si ritrovava “impantanato” da alcuni anni. Ma il basso livello tecnico di quella categoria poco si confaceva sia al lignaggio ed alla storia dell'Avellino, sia al valore ed alle potenzialità del guerriero di Ascea. E cosi questo matrimonio tra D'Angelo e la squadra biancoverde (proprio per il reciproco bisogno di risalire la china e dimostrare “urbi et orbi” che non meritavano quella categoria) è cresciuto e si è rafforzato, mettendo insieme lo stesso anelito di “riprendersi le occasioni perdute”.
A distanza di due anni, Angelo e l'Avellino sono approdati in terza serie, in una dimensione tecnica un po' piu' consona a ciò che pretendono le giuste ambizioni e l'autostima del ragazzo cilentano (dalla spiccata personalità) e la non comune storia calcistica della piazza biancoverde, tra le piu' nobili del calcio italiano. Questi due anni trascorsi in Irpinia hanno fatto ritrovare al biondo calciatore asceota (che, lo ripetiamo, per troppi anni era stato colpevolmente “relegato” ai margini del calcio professionistico) la strada maestra verso il calcio che conta. Angelo (che ha certamente “il culto” della gratitudine) è ormai Irpino di adozione, ed oltre ad esserne uno dei leaders, è divenuto anche un grande tifoso della squadra biancoverde. Il 26enne centrocampista cilentano ci ricorda molto un altro calciatore biancoverde di qualche stagione fa: Mimmo Di Cecco. Al pari dell'abruzzese, Angelo possiede dinamismo, grinta e generosità in quantità industriale. Ma in piu' rispetto al grande ex capitano, l'attuale vicecapitano biancoverde è dotato di due piedi puliti, che ne fanno un calciatore completo, anche in grado (e lo ha già dimostrato anche in questa stagione) di saper concludere e finalizzare direttamente l'azione. E se Mimmo ha disputato la serie cadetta, a nostro avviso anche il ragazzo di Ascea è in grado di arrivarci, magari con la maglia biancoverde. Ed in questa intervista, l'attuale numero 8 biancoverde ci confessa, anzi ci partecipa, il suo sogno, forse troppo grande per tenerselo nascosto: approdare in serie B con la maglia dell'Avellino!

Allora Angelo, innanzitutto, partiamo dall'oggi, con un brevissimo bilancio di queste prime 5 partite di campionato: l'Avellino, secondo te, poteva fare di piu', oppure ha ottenuto i punti che meritava?
Io pensavo che questo campionato fosse molto piu' difficile, ma mi sto accorgendo che, invece, è assolutamente alla portata della nostra squadra. Logicamente il nostro obiettivo è la salvezza, ma spero che con un po' di fortuna possiamo ritagliarci un posto tutto nostro in questa prima stagione in terza serie. Comunque, ci tengo a dirtelo, noi calciatori dell'Avellino puntiamo sempre al massimo”
Senti, questo è il tuo primo anno (almeno sul piano della continuità) in un campionato importante. Sei arrivato un po' tardi in questa categoria. Ritieni che questo sia il campionato piu' consono alle tue potenzialità tecniche, oppure speri, a 26 anni compiuti, di poter aspirare anche ad una serie superiore?
Lo sai a me piace combattere, e non mi “rassegno” mai; quindi punto sempre a salire di categoria, anche se sono arrivato tardi a certi livelli. Certo ho avuto anche un po' di situazioni sfortunate che mi hanno impedito, finora, una carriera migliore. Però, come suol dirsi, non è mai troppo tardi. Ecco, io spero di poter continuare il trend positivo, l'escalation insieme all'Avellino, anche perchè non intendo scindere i successi personali da quelli, ancora piu' importanti, della squadra biancoverde.”
Angelo, il calcio dà sempre una seconda possibilità, e tu l'hai avuta quando, due anni orsono, sei passato a giocare (sia pure in serie D) in una delle piu' grandi piazze del calcio meridionale. Ora che sei diventato, insieme a Millesi uno dei leader dell'Avellino, di cui sei il vicecapitano, non potresti accusarne un po' il peso della responsabilità?
Vedi, Rino, al di là del fatto che io possa o meno portare la fascia di capitano, ormai mi sento cucita addosso questa maglia cosi prestigiosa, me la porto addirittura come una seconda pelle. Poi, siccome sono il piu' “anziano” di milizia in questa squadra, avverto un pizzico di responsabilità in piu', anche perchè so di essere un riferimento per i tanti (validissimi) ragazzini che sono arrivati quest'anno ad Avellino.”
Ecco, appunto, a proposito delle potenzialità di questa squadra fatta da tanti giovani, secondo D'Angelo dove può arrivare la compagine biancoverde?
Non lo so, ma posso dirti quello che mi suggerisce il mio amore per questa maglia. Io penso che con un po' di fortuna, visto il grande equilibrio che c'è nel nostro girone, la nostra squadra potrebbe “acciuffare” già quest'anno i play off.”


Rino Scioscia

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