Logo, giochi fatti ma non al 100%...
La cautela continua a rimanere d’obbligo in quanto la vicenda logo non si è ancora chiusa definitivamente, nonostante il verdetto dell’asta di ieri mattina che non può però andare ad essere interpretato come l’atto finale della “telenovela”, soprattutto se si considerano i roboanti colpi di scena cui la questione ci ha abituato negli ultimi giorni. Ieri, infatti, la curatela fallimentare ha decretato Mario Dell’Anno il vincitore “formale” ma non sostanziale dell’asta che al contrario non può considerarsi per nulla chiusa, in quanto le norme del diritto fallimentare sanciscono l’ammissibilità di offerte tardive. A patto, tuttavia, che quest’ultime siano presentate entro i dieci giorni dalla data di svolgimento dell’asta (dunque entro il 31 marzo) e si fondino su proposte dal valore economico di un quinto maggiore di quella risultata ieri superiore alle altre, quella appunto dello storico capoultrà della Sud, attualmente imprenditore nel settore della ristorazione. Scenari che di conseguenza potrebbero riaprirsi se durante questi nove giorni che preludono alla fine del mese un qualsiasi cittadino si rechi in curatela e presenti un’offerta di acquisizione del logo con importo minimo pari a 192mila euro. Bisogna infatti considerare che in realtà Dell’Anno si è aggiudicato le storiche effigie con un’offerta il cui valore si aggira complessivamente attorno ai 160 mila euro, poiché ai 130mila “ufficiali” devono essere aggiunti i 27mila derivanti dall’applicazione del 21% di IVA sull’importo della proposta. Appare comunque improbabile che qualcuno si faccia avanti a “giochi ormai fatti” portando all'annullamento dell'asta di ieri e alla pubblicazione di un nuovo bando indente a sua volta una nuova gara, ma MAI DIRE MAI, almeno fino al 31 marzo.


