L'Avellino è tornato! Ora non bisogna perdere la concentrazione
L'Avellino è tornato. Ebbene sì, la vittoria di ieri sera con la Nocerina è stata una vera prova di forza e di carattere, i veri sinonimi di quel magico Avellino che fu, dai tempi della Serie A fino alle vittorie con Napoli e Foggia. Era la gara verità, una di quelle sfide in cui ti giochi un'intera stagione, e l'Avellino non l'ha sbagliata. La Nocerina arrivava al Partenio sicura di poter conquistare punti, ma come dice un antico proverbio, aveva fatto i conti senza l'oste. Una partita sin dall'inizio in grande equilibrio, tra due delle squadre più forti dell'intero girone, che però l'Avellino ha saputo gestire al meglio. Un applauso va a mister Rastelli, il quale, nel corso di questo campionato, ha subito numerose critiche sul suo modo di far giocare la squadra e soprattutto sulla fragile gestione dell'aspetto psicologico della squadra. Ma, così come faceva quando calcava i campi di gioco, non ha mollato un attimo e sta portando a compimento una favola seza eguali. Ha gestito una partita difficilissima in modo praticamente perfetto. E' riuscito a capire alla perfezione quando era il momento di attaccare e quando quello di difendere. Nonostante il vantaggio trovato ad inizio ripresa, ha tenuto in campo una squadra con ben quattro giocatori offensivi, riuscendo così a mantenere alta la squadra, in modo tale da bloccare la feroce spinta degli ospiti in cerca del pareggio. Ma soprattutto ha dato alla propria squadra ciò che più lo distingueva da calciatore, ovvero il cuore. Un gruppo così unito non si vedeva ad Avellino da quel lontano 2002, quando fu la corazzata guidata da Vullo a conquistare una promozione aspettata ben otto anni. E ora, a distanza di dieci anni, la storia sembra ripetersi. Una scalata straordinaria, fatta di sofferenza e gioia. Per i tifosi biancoverdi il regalo di Pasqua è arrivato in anticipo, e a portarlo è stato, quasi come fosse un segno del destino, il giocatore più significativo della squadra irpina. Quel Raffaele Biancolino che, arrivato tra le critiche per le sue recenti vicende, ha saputo ridare ai suoi tifosi quelle gioie date nel passato, che hanno fatto di lui il calciatore più prolifico della storia biancoverde. Il più sembra essere stato fatto, ora è arrivato il momento di tenere alta la concentrazione. Dopo la sosta natalizia, saranno solo 5 le gare fino al termine della stagione, di cui solo due in casa (con Andria e Pisa) e ben tre trasferte (Gubbio, Latina e Catanzaro), di cui le prime due consecutive. Bisognerà essere concentrati al massimo e non cullarsi sulle recenti vittorie. Il campionato non è stato ancora vinto, ma una buona fetta è stata già conquistata. A questa stupenda favola mancano solo le ultime pagine, e con l'Avellino di ieri sera, non sarà difficile capirne il finale. E poi con una tifoseria così, la quale sembra aver ritrovato l'entusiasmo di un tempo, cosa volere di più? Manca solo la cadetteria, e chissà forse anche qualcosa in più, Taccone e Dell'Anno permettendo...


