Taccone: "Ora più che mai non mollare, lunedì ho visto finalmente il pubblico che volevo..."
“La vittoria contro la Nocerina è il giusto premio ad una squadra che non hai mollato, nel derby di lunedì sera, come nel corso di tutto il campionato. Non abbiamo vinto ancora nulla, la strada resta in salita, però questi tre punti hanno inevitabilmente un peso. Sta alla squadra ora, e sono convinto che non succederà, non perdersi nel superare questi cinque ultimi ostacoli che ci separano dalla fine”. Suona la carica tramite le dichiarazioni rese al quotidiano Il Mattino, il patron biancoverde Walter Taccone che non può esimersi dal manifestare la sua amarezza per la tegola rappresentata dalla squalifica di Giosa, inevitabilmente inficiata dal discutibile arbitraggio del sig. Ivano Pezzuto di Lecce: “Il fallo di Chiosa su Biancolino era nettissimo e aldilà dell’aggravante dell’ultimo uomo, poiché intervento da dietro e a forbice, sarebbe stato sanzionato con il rosso in qualunque altra zona del campo. Legittime dunque le proteste della nostra panchina e credo che anche le telecamere possano confermarlo, a lamentarsi in modo plateale non è stato Giosa bensì Dario Rossi, il secondo di Rastelli ma quel che si vede soprattutto è che nè il nostro difensore nè altri uomini della nostra panchina abbiano alzato un dito o spinto l'assistente di gara nella maniera veemente addotta a motivazione della sentenza. Questo comunque è stato il più palese degli errori commessi durante il match dal signor Pezzuto, sul quale preferirei stendere un velo pietoso, limitandomi soltanto ad asserire che non bastano le dita di due mani per enumerare le insistenti ed erronei attribuzioni di punizioni e rimesse laterali”. Per la prima volta nel corso del campionato, il presidente si dice entusiasta della risposta del pubblico all’appuntamento del derby: “E’ il pubblico che ci attendevamo da quattro anni. Incredibile per calore, commuovente ed emozionante. Quello vero. Quello che Avellino merita, quello che questa squadra merita. Ragazzi fantastici, lottatori dentro e fuori dal campo, lupi veri che speriamo ci portino dove sogniamo ma meritiamo anche di arrivare. Su tutti permettetemi un plauso particolare per Biancolino e Millesi”.


