Taccone: "Pronti per la festa, la B è già nostra. Matematica pura formalità"
“Abbiamo dimostrato sul campo di essere i più forti e sono convinto che aldilà dei calcioli che si sentono e che si ascoltano in giro, dimostreremo anche in queste ultime due partite di essere la squadra più forte ma soprattutto quella che merita più delle altre l’agognata promozione in cadetteria. Ci manca un altro piccolo sforzo ma ormai è fatta”. L’obiettivo della promozione diretta è ormai alle porte e il patron Walter Taccone, intervistato dal quotidiano Il Mattino, non può fare a meno di evidenziarlo. Forse non è ancora il tempo di bilanci poiché l’aritmetica certezza della promozione è vicina ma non ancora in cassaforte ma il presidente tiene a ringraziare gli artefici insieme a lui della straordinaria cavalcata che vede i lupi a due giornate dalla fine del campionato sulle soglie della B: “Se siamo riusciti ad arrivare fin qui è merito di tutti: del direttore sportivo Enzo De Vito, di mio figlio Massimiliano e della famiglia Iacovacci che con abnegazione ha sempre supportato, specie nelle difficoltà, un gruppo composto oltre che da ottimi calciatori, esperti e giovani, da veri uomini. Ho sempre creduto nelle loro potenzialità e il loro impegno sta per essere finalmente premiato. Ma il merito è anche e soprattutto di Massimo Rastelli, anche lui un uomo prima che un tecnico caparbio e competente, oltre che animato da professionalità. Un allenatore su cui ho sempre creduto e sono ancora pronto a scommettere. Un ringraziamento anche al pubblico, tornato finalmente quello meraviglioso dei vecchi tempi”. Meno di quattro anni fa, nel luglio 2009, durante la conferenza stampa di presentazione della nuova società, Taccone promise che entro il 2014 l’Avellino sarebbe tornato in B. Un obiettivo raggiunto con largo anticipo e per il quale la società non ha lesinato sacrifici e investimenti. Abituato a mantenere la parola, dall’alto della sua lungimiranza, sul futuro in cadetteria il patron tuttavia non intende ancora sbilanciarsi: “Godiamoci questi momenti, aspettiamo la matematica e subito dopo inizieremo a costruire l’avvenire. Quel che è certo, in ogni caso, è che faremo di tutto per cercare di regalare nuove soddisfazioni al nostro splendido pubblico. Durante questi anni abbiamo commesso certamente qualche errore, è umano, ma sempre figlio della voglia di far bene e della generosità. Certamente ne faremo tesoro perché siamo consapevoli che nella prossima stagione il livello di competitività sarà più alto e conseguentemente il margine di errore, specie per neofiti come noi, andrà ad assottigliarsi sensibilmente. Ma lavoreremo intensamente per non vanificare i successi conseguiti durante questo campionato e per andare lontano”. Quella di domenica al Partenio-Lombardi è stata una giornata foriera di emozioni indimenticabili per il patron che al novantesimo minuto si è lasciato decisamente andare, abbandonando il suo aplomb e rispolverando le vesti giovanili del tifoso. Sensazioni che il presidente si augura di poter rivivere domenica al Ceravolo di Catanzaro: “Durante questa stagione non ho mai voluto seguire la squadra in trasferta, promettendo che l’avrei fatto soltanto nel caso in cui si trattasse di una partita importante per il conseguimento della promozione diretta. Bene, con i tre punti di domenica, è arrivata l’ora di sfatare questo tabù e non vedo l’ora di festeggiare sul rettangolo di gioco dello stadio calabrese la matematica certezza della B, anche a costo di beccarmi gavettoni e docce di champagne che però fanno parte del gioco e tra l’altro sono sempre beneauguranti”.


