Rastelli: "La cosa più bella di questa promozione è..."
E' un Rastelli estremamente soddisfatto, quello che si presenta alle telecamere della trasmissione sportiva di PrimaTivvù, Contatto Sport. Ecco le sue parole in merito alla promozione della squadra biancoverde.
"La cosa più importante, è stata fatta nello scorso maggio. Quando il direttore De Vito mi chiamò per venire ad Avellino, la prima cosa che decidemmo fu la scelta degli uomini. Oltre ad alcuni che già c'erano, abbiamo cercato di portare ad Avellino gli elementi giusti, compreso Biancolino, che ha fatto di tutto per tornare. Ad inizio campionato siamo partiti non al meglio, qui il pareggio è visto come una sconfitta, e per i molti under che avevamo in squadra, questa era una cosa nuova, particolare. Con il cambio di modulo c'è stato il miglioramento che volevamo e da lì è cominciata la nostra scalata. Le contestazioni ci possono stare, però alcune volte sono state esagerate. Personalmente non mi sono piaciute soltanto le gare di Pagani, in particolare il secondo tempo, e la trasferta di Latina, dove forse abbiamo giocato la gara più brutta dell'anno. Il segreto di questa squadra è stata la motivazione. In primis, di quelli che erano rimasti, e in seguito di tutti i nuovi arrivati, sin dal primo giorno di ritiro. Qualcuno lo ha definito un miracolo, qualcosa di inspiegabile, ma per me è stato tutto spiegato. La motivazione, la serietà della società, il lavoro di tutti. Forse non ci aspettavamo di vincerlo da primi, ma ce lo siamo comunque meritati. Fortunatamente non sono arrivato due anni fa, quando fui contattato per la prima volta dalla società. I tempi allora non erano ancora maturi, ed è stata la scelta migliore, visto cosa è successo quest'anno. Per me le partite chiave sono state: l'andata con il Gubbio, dove ho capito di avere davvero il comando del gruppo, e la gara di Pisa, dove ho adattato con successo De Angelis, per la prima volta, da trequartista. Senza ovviamente dimenticare le incredibili rimonte di Barletta e Gubbio. Per quanto riguarda i calciatori, Orlandi domenica giocherà, è un ragazzo straordinario e se lo merita. Stessa cosa per Fumagalli, il quale deve ritrovare il campo, dopo l'infortunio che lo ha allontanato dai campi dandogli non pochi problemi. Un allenatore deve essere coerente e credibile, io mi ero promesso di accontentare tutti e l'ho fatto. Le scelte sono venute man mano naturali. Per programmare il futuro c'è tempo, valuteremo bene ogni cosa a tempo debito. Il campionato di B è tutta un'altra storia."
Le ultme parole vanno ai tifosi biancoverdi, veri e propri protagonisti per tutto il campionato: "Sapevo che gran parte della tifoseria si era allontanata, ed io volevo far tornare l'entusiasmo di una volta. Alla fine ci sono riuscito, grazie anche a una società seria con un progetto serio. La tifoseria biancoverde ti dà qualcosa in più, perchè quando decidono di tifare sono incredibili. AS o US fa poca differenza, Avellino è questa, la città è questa, la tifoseria è questa. Per chi fa questo mestiere, la cosa più bella di questa promozione è stata vedere le lacrime dei tifosi per l'immensa gioia che gli abbiamo dato."


