Taccone: "Convenzione vantaggiosa per lo stadio o emigreremo"
Smaltito l'entusiasmo per la promozione in B, l'Avellino si tuffa con la testa già al prossimo campionato, quando bisognerà risolvere alcuni nodi per partecipare al meglio al campionato cadetto. Prima tra tutte la questione stadio, come vi dicevamo ieri in serie B accedono società il cui impianto possa ospitare almeno 10 mila spettatori e il Partenio, sebbene in serie A abbia visto anche 40 mila spettatori, al momento è omologato solo per poco più di 7 mila spettatori. Occorrono lavori per la messa a norma e Taccone lo sa bene. Già dopo la trasferta di Catanzaro aveva ammonito: "In Calabria gli stadi vengono concessi a uso gratuito alle società che portano in alto il nome della città, non capisco perché da noi debba essere diverso. A chi teme un intervento della Corte dei Conti dico, se in altre città è consentito, perché bisognerebbe sanzionare solo Avellino?" si legge dalle colonne del Mattino.
"Leggo tante belle aprole dei candidati a sindaco - prosegue il presidente - ma quest'anno non mi farò mettere la corda al collo come in passato, ad Avellino da 4 anni riceviamo solo delusioni. Vogliono far quadrare i loro conti facendo pesare su di noi costi ingigantiti ma non voglio correre il rischio di giocare a porte chiuse. Se non ci sarà intesa porterò la squadra a giocare fuori città. Avevo anche presentato il progetto di un nuovo stadio a giugno 2012 che non è neanche stato preso in considerazione. Se ci offrono una convenzione ventennale a condizioni vantaggiose, sono anche disposto a farmi carico dei lavori di restyling. In Alternativa non ci sarà altra strada che l'emigrazione".


