Il Perugia non va oltre il pari e dice addio alla B...
E’ il Pisa la prima finalista dei play-off promozione del girone B di Prima Divisione. E’ terminata, infatti, sul risultato di 2 a 2, la partita al cardiopalma disputatasi al Curi con il Perugia che non è riuscito a conquistare quella vittoria indispensabile per poter continuare a cullare il traguardo della cadetteria, dopo il k.o. accusato nel match d’andata. Eppure i grifoni erano riusciti a ribaltare lo svantaggio rimediato durante i primi quarantacinque minuti, con il Pisa passato in vantaggio al 3’ con Rizzo lesto a ribadire in rete la corta respinta di Koprivec sulla precedente conclusione di Perez, inevitabilmente favorita da una grave ingenuità della retroguardia umbra. Il Perugia accusa il colpo e fino a metà ripresa è la squadra ospite a controllare la gara, riuscendo senza grossi patemi ad amministrare il vantaggio. Poi al 30' la svolta con Tulli che viene espulso e il Perugia che conseguentemente cerca di sfruttare la superiorità numerica, iniziando a premere il piede sull’acceleratore. E al 35’ Ciofani sigla il gol che ristabilisce l’equilibrio e riaccende la speranza. La parità, tuttavia, non basta agli umbri ma l’assalto al 39’ produce l’insperato gol di Rantier che segna il compimento della rimonta e mette nelle tasche degli uomini di mister Camplone il pass per la qualificazione. Gioia però effimera perché dopo poco più trenta secondi Favasuli realizza il gol del nuovo pari che stronca sul nascere la festa dei giocatori e dei tifosi umbri, creando inevitabilmente tensioni che portano il direttore di gara a sospendere per diversi minuti l’incontro e a decretare alla ripresa delle ostilità ben nove minuti di recupero, in cui il Perugia invano prova il forcing ma la retroguardia toscana nonostante l'inferiorità è insuperabile. E al 101’, dopo un'ulteriore interruzione, giunge il triplice fischio dell’arbitro che sancisce il “the end” sull’incontro e con esso da un lato la qualificazione del Pisa alla finalissima, dall’altro invece per il Perugia la fine del sogno B e la condanna ad almeno un altro anno negli inferi della Prima Divisione.


