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Pavia - Avellino, l'analisi del giorno dopo
lunedì 5 dicembre 2011, 08:05Copertina
di Rino Scioscia
per Tuttoavellino.it

Pavia - Avellino, l'analisi del giorno dopo

Dopo il trittico di gare difficili (Benevento fuori, Como e Lumezzane in casa) superato indenne, l'Avellino era attesa dalla classica "prova del nove", il match in casa del Pavia. Paradossalmente, la gara in riva al Ticino (al cospetto di una compagine ampiamente alla portata dei Lupi) poteva costituire, specie sul piano psicologico, una prova per i biancoverdi ben piu' impegnativa rispetto alle tre precedenti partite, brillantemente messe in archivio dai ragazzi di Bucaro. I motivi di preoccupazione erano, come è facile immaginare, molteplici e di non semplice soluzione. Ma l'Avellino, dando ampia dimostrazione di sapere il fatto suo, ha impostato il match in maniera impeccabile sul piano tecnico-tattico. Il merito di questo produttivo approccio dei biancoverdi alla delicatissima sfida di Pavia, non può non andare al tecnico dei Lupi, Giovanni Bucaro, che sta facendo vedere, domenica dopo domenica, di saper insegnare e trasmettere alla sua giovane truppa un credo tecnico-tattico, che comincia a pagare con moneta sonante. L'ex difensore centrale di Foggia ed Avellino, sta inculcando nei suoi ragazzi la giusta mentalità, quella vincente. Ed i suoi ragazzi lo stanno seguendo con innegabile profitto.
Non era per niente facile passare da un tipo di partita (quella condotta dai Lupi sette giorni prima contro il forte Lumezzane) ad un altro di segno quasi opposto. Stavolta si trattava di contenere e controllare le sfuriate, magari disordinate, ma impetuose ed arrembanti, di una compagine con l'acqua alla gola, che voleva vincere ad ogni costo. L'Avellino ha saputo farlo, rubando il "mestiere" e l'atteggiamento tattico alla capolista attuale del girone, la Ternana, che ad Avellino si comportò proprio come hanno fatto i Lupi a Pavia. Millesi e compagni hanno saputo giocare come il gatto fa con il topo: al momento opportuno hanno messo la zampata giusta. Il Pavia ha cercato di fare la partita (e su questo non c'erano dubbi!), ma l'Avellino l'ha castigato, proprio come fa la squadra di rango, che mette a nudo e colpisce l'avversario nei suoi punti deboli.
Certo, anche contro i Longobardi, la squadra di Bucaro ha palesato talune incertezze difensive che proprio non ne vogliono sapere di abbandonare il team biancoverde, che negli istanti finali, per qualche "amnesia" stava per vanificare quanto di buono fatto nel corso della partita. Ma con questa fase offensiva ormai tanto produttiva ed efficace (a tal proposito, pare proprio che il binomio De Angelis-Zigoni,  ora anche con il supporto di un Lasagna in splendide condizioni, ciascuno impiegato al meglio delle proprie attitudini tecnico-tattiche, stia garantendo continuità di alte percentuali realizzative) i correttivi in seno al sistema difensivo possono pure "tardare" ad arrivare.

Ma se un bel giorno (ci auguiamo non molto lontano) questi tanto agognati rimedi difensivi dovessero fare capolino in termini concreti nella fase di non possesso dei biancoverdi, veramente si potrebbe pensare ad un Avellino in grado di recitare un ruolo non di secondo piano in questo campionato.

Intanto, questa vittoria in terra longobarda ci restituisce un Avellino che potrebbe vedere schiudersi dinanzi a sè scenari fino ad un mese e mezzo fa davvero "insospettabili". Ma per stare al primario obiettivo prefissato dalla società biancoverde ad inizio stagione (salvezza senza patemi d'animo), c'è da dire che piu' della metà del cammino è stato già brillantemente compiuto.

Tutto questo a noi, (cui i tantissimi anni passati a vedere calcio ci hanno insegnato ad avere sempre a portata di mano una dose adeguata di realismo, da assumere nei momenti in cui il sogno del tifoso dovesse pericolosamente avere il sopravvento) francamente non ci pare, ad oggi, cosa di poco conto, E se ciò, per qualche incontentabile, dovesse essere ancora poco, noi  non sapremmo proprio cosa farci!

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