L'aut aut della cordata lombarda: "O il 100% o non se ne fa niente". Ma Taccone non ci sta
Si sarebbe concluso nella tarda nottata l'incontro nella Capitale tra i rappresentanti del sodalizio biancoverde e quelli della cordata lombarda interessata a rilevare l'intero pacchetto azionario e non soltanto le quote della famiglia Iacovacci. Stando ad indiscrezioni riferite da Il Mattino, il confronto però non avrebbe sortito gli effetti sperati in quanto sembra che il patron Taccone attraverso il suo commercialista Alfredo Capone avrebbe richiesto ai potenziali acquirenti delle garanzie che dagli stessi non sarebbero state gradite. A non convincere il presidente che più volte ha ribadito di essere disposto a vendere ma non di rinunciare anche a una minima quota del sodalizio nemmeno il valore modico dell'offerta (si parla di due milioni di euro) avanzata dai lombardi per il 100% delle quote e non per il 50% facente capo agli Iacovacci. L'affare comunque non è ancora naufragato ma a questo punto prende sempre più corpo la soluzione più plausibile e forse più auspicabile per porre fine alla querelle societaria, ovvero quella interna con il conseguente concentramento dell'intero pacchetto azionario nelle mani del gruppo Taccone. Il successore degli Iacovacci, insomma, già c'è in casa.


