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tmw / avellino / Editoriale
Un braccio di ferro che ha origini lontane e rischia di rompere il giocattoloTUTTOmercatoWEB
© foto di Ninni Cannella/TuttoLegaPro.com
giovedì 4 luglio 2013, 12:15Editoriale
di Angelo De Rogatis
per Tuttoavellino.it

Un braccio di ferro che ha origini lontane e rischia di rompere il giocattolo

Uno strappo che ci consuma nel momento forse meno opportuno. Proprio mentre Walter Taccone per il bene della società è in un noto studio notarile cittadino per formalizzare l’acquisizione delle quote Iacovacci e porre fine all’estenuante telenovela societaria, giunge come un fulmine a ciel sereno il comunicato della Curva Sud in cui si addebita la decisione di non sottoscrivere l’abbonamento all’atteggiamento da “padre padrone” del patron. Davvero parole che lasciano l’amaro in bocca quelle addotte a motivazioni di un atteggiamento che risulta inspiegabile anche perché in mattinata il noto portavoce e rappresentante Franco Iannuzzi a un noto quotidiano, in dichiarazioni riprese anche da noi di tuttoAvellino.it, aveva evidenziato come la Curva avrebbe continuato a fare tranquillamente la propria parte, plaudendo l’operato della dirigenza e la sensibilità del patron riguardo alla questione del logo. Dopo nemmeno 12 ore opinione rivoltata come un calzino.

Dai ringraziamenti per gli sforzi sostenuti per ripotare i lupi nel calcio che conta si passa repentinamente ad accusare ingenerosamente il patron, proprio mentre come noto sta firmando cambiali e assegni per diventare il proprietario del 98,7% delle quote. “Reo di poca riconoscenza, bisognoso di un bel bagno d’umiltà ed educazione. Un padre padrone non ci interessa, non vogliamo uno che ignora le volontà di una piazza e poi chiede abbonamenti: va solo preso a calci in…. non dalla curva ma da tutti. Millanterà investimenti e sacrifici, quando tutti sanno che quest’anno avrà grandi introiti e lucrerà sulle nostre spalle e col nome dell’Avellino”. Accuse gravi, gravissime che il presidente non merita, proprio lui che è stato il pioniere dalla rinascita dalle ceneri. Peccato che questo comunicato sia giunto in un momento in cui tutto sembrava filasse per il verso giusto. Dirigenza scatenata sul mercato, ottimi acquisti come Togni e Schiavon, stadio nuovo. Come ribadito anche dai tifosi dell’Altirpinia, ci mancava solo questa benedetta ciliegina sulla torta: il logo. Eppure il presidente qualche settimana fa aveva manifestato la sua disponibilità a discutere. Sensibilità da apprezzare e discutere, considerate le vicende antecedenti all’asta del logo del 21 marzo scorso. E’ lì che risiede l’origine di questa frattura.

Nelle settimane che precedettero l’asta, il patron annunciò con soddisfazione il raggiungimento di un accordo con Dell’Anno. Ora da signore qual è, conoscendo la sua incommensurabile onestà intellettuale, il presidente si decida a spiegarne i retroscena, magari con documenti alla mano. La città, la provincia (il vero zoccolo duro del tifo) e la piazza meritano di sapere. In ogni caso, comunque, presidente vada avanti. Da quel che registriamo gran parte della tifoseria è dalla sua parte. Non molli, non ceda a questi infamanti attacchi. Lo faccia per i tanti che la stimano proprio perché ad Avellino, senza volerla assolutamente adulare, mancava da tempo uno che come lei incarnasse così magistralmente l’”aplomb” del presidente. Autoritario, signorile, disponibile e soprattutto “educato” a differenza di quanto scritto da qualcuno. Non molli, non ceda perché il vero popolo biancoverde non merita un’altra sofferenza. Si sa che sul più bello nascono le difficoltà. Non le scansi ma le combatta e le vinca proprio come ha fatto in questi anni uscendo da vincitore dalla lotta contro l’inerzia e l’indifferenza delle istituzioni. I tifosi e non quelli che inseguono l’ideale ultras, sono dalla sua parte, presidente. Soprattutto i veri tifosi, quelli che sono affezionati ai colori biancoverdi perché spinti dalla passione o dall’amore viscerale nei confronti della città e della provincia, non per attaccamento ad un marchio che sebbene illustre appartiene ormai alla storia.

U.S o A.S., l’anno prossimo in serie B gioca una squadra che al di là della denominazione rappresenta la città e la provincia di Avellino nonché i numerosissimi tifosi che sono emigrati nel resto d’Italia o all’estero. E che dunque merita di essere da tutti sostenuta, affinchè non si vivano le dolorosissime pagine del passato anche se purtroppo tocca registrare come almeno dal punto di vista del rapporto società-tifosi i fantasmi della gestione Pugliese sono alle porte. Non ci resta che aspettare l’inizio del campionato e con esso i primi risultati che, come detto, costituiscono sempre la miglior medicina.

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