D'Agostino categorico: "Non entro in società, la sponsorship basta e avanza"
"Avevano bisogno di un aiuto e mi sono offerto disponibile, non tirandomi indietro nel momento in cui andava risolto il problema della fidejussione ai fini dell'iscrizione. E non è stata la prima volta. Per quanto concerne un possibile mio ingresso in società, non credo sia il momento. A dir il vero ci sono già dentro, in quanto con quello che paghiamo posso già ritenermi proprietario dell’Avellino. Scherzi a parte comunque, Walter Taccone mi ha lanciato quest'invito anche di persona, vorrebbe coinvolgermi ma il mio sostegno ce l’ha già: sono il main sponsor, lo sanno tutti. Accompagneremo, anche per quest’annata sportiva, l’Avellino. Ma ribadisco: per il momento non c’è da parte mia la volontà di entrare in società, un po’ per impegni che non mi consentono di concentrare sforzi ed energie in un’avventura da seguire con costantemente; e un po’ perché mi sembra che, prima, bisognerebbe far chiarezza nella società. Ogni giorno ne succede una nuova". A parlare e ad escludere le possibilità di un suo ingresso in società è l'imprenditore ed onorevole Angelo D'Agostino che intervistato da Ottopagine, commenta anche le ultime vicende del sodalizio e svela anche qualche retroscena: "C’è un po’ di confusione, anche se mi è stato garantito che si tratta solo di chiacchiere di stampa. In ogni caso vigileremo, perché ci interessano le sorti della squadra; e della stessa società, che sostengo attraverso l’investimento come sponsor. Nei contatti che abbiamo avuto finora abbiamo chiarito degli aspetti, ma voglio capire con chi ho a che fare. Proprio per questo, inizialmente, non volevo rinnovare la sponsorizzazione. Sembrava ci fossero altre aziende disponibili. Poi, il presidente mi ha detto che non era così e, allora, ho cambiato idea. Ma un impegno ulteriore è tutto da vedere. Ci sono atteggiamenti che non mi convincono; uscite estemporanee, come la minaccia di consegnare la squadra al sindaco, che non giovano a nessuno. C’è bisogno, invece, di idee chiare e obiettivi da perseguire. I modi per collaborare possono essere tanti e, in questi anni, mi sembra di averlo dimostrato. La mia porta non è mai stata chiusa. Il mio sostegno, l’Avellino, l’ha sempre avuto e lo avrà anche per l’anno prossimo. Ma non mi spingo oltre, perché non so in che mani finisco. Non si tratta di essere stuzzicato, piuttosto non capisco il personaggio; non riesco ad inquadrarlo. Ma, com’è evidente a tutti, non lo abbiamo lasciato solo perché siamo consapevoli dell’importanza che il calcio riveste in città".


