Quattro anni fa il fallimento: postumi sportivi superati, quelli ideali ancora lontani da smaltire
In realtà la parola fine ai 97 anni di storia era già stata virtualmente sancita dal k.o. di Modena che alla penultima giornata il 24 maggio 2009 consegnò la matematica certezza dell’ennesima retrocessione, la più dolorosa. Lo spettro del fallimento, già da tempo alle porte e già nella precedente stagione scongiurato grazie al ripescaggio, con il passare dei giorni, iniziò a materializzarsi in modo sempre più incisivo. Durante la lenta ma inesorabile agonia, tuttavia, non mancarono anche false speranze ed illusioni alle quali affannosamente aggrapparsi, alimentate per lo più o dalla prospettiva di presunti coraggiosi investitori disposti a compiere l’impossibile opera di salvataggio o dalle “novelle” narrate dagli amministratori di quelle istituzioni che in realtà, ironia del destino, rinnovavano le proprie composizioni proprio in quei giorni. In realtà, il malato era già clinicamente morto da quel 24 maggio 2009. Bisognava soltanto “staccare” la spina che lo teneva ancora in vita insieme a tutte le annesse speranze ed illusioni. “Spina” che fu staccata il 10 luglio 2009, al termine dell’ultimo disperato vertice in Prefettura per tentare un miracolo oggettivamente impossibile, almeno stando ad indiscrezioni che raccontano di debiti accumulati dalla gestione Pugliese ammontanti addirittura al doppio della classica “doppia cifra”, naturalmente di milioni di euro. Quello odierno, dunque, balza agli onori della cronaca come il giorno in cui ricorre il quarto anniversario della scomparsa dell’Us Avellino. Alla storia gloriosa rappresentata da questa società, si è sostituita come noto una nuova associazione promossa inizialmente da un gruppo di imprenditori capitanato dall’attuale presidente ed unico superstite Walter Taccone. Al suo insediarsi, il patron strinse un patto con la piazza, impegnandosi a riportare i colori biancoverdi nuovamente nel calcio che conta, entro cinque anni. Promessa mantenuta con largo anticipo in quanto oggi 10 luglio 2013 come ben sapete il ds De Vito è al lavoro per allestire la compagine che dopo la promozione targata mister Rastelli si presenta ai nastri di partenza del campionato di serie B. Dal punto di vista sportivo, dunque, le conseguenze della scomparsa dell’Us sono state fortunatamente superate. La stessa etichettatura, invece, non la si può adoperare per quanto concerne gli altri aspetti. Sono numerosi infatti coloro che, in virtù dell’amore nei confronti del simbolo e dunque in luogo di una scelta tutt’altro che da condannare ma solo da apprezzare, hanno deciso di non seguire più le sorti del calcio cittadino. Nonostante l’esilio degli uessini, tuttavia, la piazza comunque sembra aver recuperato un certo entusiasmo anche in termini di presenze, visto che come noto sono i risultati la migliore medicina per i risultati. La frattura, però, c’è e non ha esitato di influenzare anche alcune vicende, su tutte quelle pre e post-asta, in quanto al di là di una frangia che si è dichiarata irriducibile, c’è chi ha subordinato la propria disponibilità a ritornare allo stadio alla riacquisizione di logo e denominazione. Tra qualche giorno scade la domanda per le società interessate per il cambio di marchio e intestazione Il sodalizio attuale sembra non esservi intenzionato, almeno per il momento, non tanto per il comunicato della Curva della settimana scorsa su cui sembra essere stata posta finalmente una pietra sopra ma per il contrasto ancora irrisolto con la Onlus Per la Storia presieduta dall’imprenditore ed ex capoultrà Mario Dell’Anno che il 21 marzo ha acquistato il vecchio marchio all’asta ma che si è dichiarato a concederlo in comodato d’uso alla società che invece vuole il Comune come garante. Staremo a vedere anche se come plausibile una soluzione tempestiva appare utopistica. In ogni caso, non ci resta che confidare che tutte queste situazioni possano essere al più presto superate così da consentire magari il 10 luglio del prossimo anno di poter analizzare uno scenario diverso ma soprattutto di raccontarvi della preparazione al prossimo campionato cadetto o magari a quello della massima serie della rinata e resuscitata Us Avellino 1912.


