Avellino - Spal: l'analisi del giorno dopo
L'Avellino va come un treno: continua la propria marcia senza "fermate" da sette settimane.
Ormai i Lupi si stanno imponendo anche all'attenzione dei tecnici delle compagini avversarie. Come l'allenatore della Spal, Stefano Vecchi, che ad una nostra precisa domanda in sala stampa, ieri ha risposto tranquillamente che l'Avellino potrà lottare per i play off. E del resto, per tornare a ciò che i numeri incontrovertibilmente sostengono, non si mettono insieme ben 15 punti nelle ultime sette partite, se non si hanno valori tecnici ormai definiti e consolidati. La squadra di Bucaro, partita dopo partita, sta acquisendo la fisionomia di compagine di rango in questa terza serie, dove non ci sono padroni per censo o diritto divino.
L'Avellino si sta impadronendo del ruolo, che forse nessuno poteva sperare alla vigilia, quello dell'outsider, di compagine, cioè, in grado di "scombinare" il quadro precostituito di previsioni e pronostici. D'Altronde, se andiamo ad analizzare le rose delle 18 partecipanti al girone A di 1^ Divisione, ci rendiamo conto che non sono moltissime, tra le concorrenti dell'Avellino, compagini che possano vantare nella propria rosa tanti calciatori superiori a quelli in forza alla compagine biancoverde.
Gente come Millesi, De Angelis, Zigoni, Cardinale, Correa, ma anche grandi sorprese (a questi livelli) come D'Angelo o lo stesso Malaccari (che in questa categoria non solo ci stanno alla grande ma possono addirittura fare la differenza), tutti insieme, nella stessa rosa, è difficile trovarli nelle rivali, anche quelle che sono in testa alla classifica. Con questo non vogliamo dire che l'Avellino, improvvisamente, sia diventata la squadra da battere, ma possiamo tranquillamente affermare che i Lupi, ora come ora, sono in grado tenere testa a chiunque in questo girone. Del resto, se andiamo oltre la serie positiva ed analizziamo le ultime 10 partite disputate dai Lupi, ci accorgiamo che l'Avellino, perdendo una sola gara, quella con la capolista Ternana, ha messo insieme ben 19 punti (che sarebbero idonei per un'ottima media promozione). In pratica, se la squadra biancoverde avesse avuto una partenza meno problematica (figlia di tante situazioni negative, non ultima l'arrivo di Bucaro a dieci giornio dall'inizio del campionato) adesso, quando il torneo deve compiere l'ultima tappa prima del giro di boa, i biancoverdi si sarebbero potuto trovare, non al sesto posto (ad un solo punto dai play off), ma addirittura, probabilmente al terzo posto, magari al pari della Pro Vercelli (e sarebbe bastata, oggettivamente, solo la vittoria in casa con la Tritium ed il pari con il Sorrento, ampiamente alla portata).
Per fare un primo, ancora piu' attendibile bilancio sul piano tecnico, bisognerà aspettare venerdi prossimo, quando i Lupi saranno impegnati nell'anticipo di Taranto (attualmente al secondo posto, ad un solo punto dalla Ternana), che chiuderà il girone di andata.
Ma già si può dire che l'Avellino, con quest'ultima vittoria contro gli Estensi, manda il suo "leggibilissimo" biglietto da visita al campionato, con su scritto: le squadre che vogliono conquistare i play off dovranno superare anche questi Lupi.
Anche ieri, al cospetto di una squadra che era venuta ad Avellino cercando di portare via punti dal Partenio-Lombardi, dopo un primo tempo, nel corso del quale i volenterosi avversari hanno tenuto il campo con dignità tecnica e pregevole palleggio (che faceva pensare ad una classifica ingrata per gli Estensi), i biancoverdi sono saliti in cattedra nella ripresa, specie dopo l'inopinato pareggio per un infortunio di Fumagalli, e per la malcapitata Spal è stata notte fonda. Ad un certo punto della ripresa, vale a dire dopo il secondo e definitivo vantaggio dei Lupi, la differenza di cifra tecnica complessiva tra l'Avellino e la Spal è stata tale e tanta che, a fine partita, ha fatto veramente pensare che la compagine di Bucaro abbia definitivamente salutato la compagnia delle contendenti alla lotta per non retrocedere.
Questa considerazione apre adesso il campo sul futuro di questa squadra: una volta acquisita, come pare, la permanenza nella categoria, l'Avellino quale altro obiettivo dovrà porsi? Cercare di lottare per i play off (attingendo al mercato di gennaio per il rafforzamento della rosa, ma andando incontro ad un ulteriore esborso economico), oppure cercare di monetizzare (per sperare di rientrare, magari anche in maniera cospicua, dei soldi spesi in estate) affrancandosi dal fardello di qualche contratto oneroso, e/o vendendo qualche elemento richiesto anche in cadetteria, per poi prendere prestiti da importanti settori giovanili (Pierpaolo caro, se ci sei, batti un colpo) per impinguare notevolmente il compenso che la Lega Pro darà alle società che piu' avranno osservato la regola del minutaggio degli under. Ma questo dilemma, che dovrà essere sciolto dalla società biancoverde, sarà protagonista delle nostre pagine durante la lunga sosta del campionato, e probabilmente anche fino all'ultima settimana di calciomercato, potendo avere nel frattempo, magari, il conforto di una classifica dei Lupi, perchè no, anche migliore di questa.


