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tmw / avellino / Editoriale
Povera Irpinia, ora vogliono far morire anche la gloriosa Scandone.....
lunedì 2 gennaio 2012, 14:40Editoriale
di Rino Scioscia
per Tuttoavellino.it

Povera Irpinia, ora vogliono far morire anche la gloriosa Scandone.....

La crisi che sta attraversando l'Italia è veramente seria e speriamo non irreversibile. Ma quella che da decenni attanaglia, in una spirale sempre piu' negativa, la nostra Irpinia è oltremodo preoccupante. Come tutte le zone depresse dell'entroterra meridionale, la nostra provincia sconta problemi atavici e peccati politici antichi; è "maglia nera" in quasi tutti gli indicatori di ricchezza, e la qualità della vita nella nostra terra conserva gli ultimi posti nell'apposita graduatoria annuale.
Una forma di eccellenza, uno dei pochi motivi di vanto e di fierezza, per l'Irpinia tutta, è costituita dalla presenza della mitica Scandone da  ben undici anni nell'olimpo dello sport italiano. Ma anche la gloriosa società sportiva, fondata nel lontano 1948, già seriamente provata da annose problematiche di natura economica, rischia seriamente di scomparire per l'insipienza, l'insensibilità e l'agnosticismo della classe imprenditoriale e politica nostrana.

La vicenda dell'emendamento che impedisce ad una società di capitali pubblici di sponsorizzare società sportive (costringendo, quindi, l'Air, Azienda di Trasporti pubblici a negare i finanziamenti alla Società sportiva Felice Scandone) è non solo grottesca, ma anche decisamente paradossale.  Non si può lasciar morire uno dei pochi motivi (in questa provincia) di orgoglio ed allegria nel contempo per un malinteso senso di contenimento della spesa pubblica, nel contesto di tali e tante situazioni di spreco (il cui elenco sarebbe infinito!) che, quotidianamente, si perpetrano e/o si alimentano impunemente in Campania. In una provincia che a livello economico è quasi alla “canna del gas”, voltare le spalle ad uno spettacolo sportivo (che ha un rilievo sociale notevole) come il grande basket significa macchiarsi di un crimine ignominioso ed imperdonabile nei confronti dell'inerme e diseredata Comunità irpina.

Ma noi, che non siamo mai stanchi di sognare ad occhi aperti, speriamo ancora che ci sia, in questa “amara terra nostra”, qualcuno che faccia in modo che ciò non accada.
 

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