D'Angelo: "E' andata male, ma vogliamo rifarci subito, e lo dimostreremo con il Pisa"
Chissà perchè, dopo le partite andate male, l'Avellino manda sempre in sala stampa, alla ripresa degli allenamenti, uno dei suoi leaders. Oggi è toccato al guerriero Angelo D'Angelo metterci la faccia e spiegare il perchè di una brutta debacle in casa dell'ultima in classifica. Angelo è un ragazzo sanguigno e schietto, uno che non ha peli sulla lingua ed è molto onesto intellettualmente. Quindi non ha difficoltà a commentare una gara brutta ed incolore da parte dei Biancoverdi, di cui dall'inizio della ripresa, con l'uscita dal campo di Millesi, il ragazzo di Ascea è stato indomito capitano; l'ultimo ad arrendersi, nonostante una stanchezza bestiale.
"Nei primi minuti di gioco penso ci sia stato un buon Avellino. Poi, appena preso il gol, ci siamo, improvvisamente smarriti, e non siamo stati capaci di reagire come avremmo voluto. Pazienza, è andata male, ma adesso vogliamo subito reagire e rifarci contro il Pisa. Questo girone di ritorno, èe lo abbiamo già visto, sarà tutta un'altra musica, perchè soprattutto le pericolanti vorranno fare punti per salvarsi e quindi giocheranno alla morte contro chiunque. Ma anche noi dobbiamo lottare per salvarci e quindi pure la nostra squadra non abbasserà mai la guardia e lotterà con il coltello fra i denti. Ora abbiamo voglia di dimostrare che Foligno è stato solo un incidente di percorso ed il Pisa capita a proposito per poterlo dimostrare. Certo, ci vorrà un Avellino diverso, molto piu' deciso e grintoso. Dobbiamo anche cancellare la sconfitta dell'andata. Noi dobbiamo avere in testa solo e soltanto la salvezza, i sogni li lasciamo volentieri agli altri, perchè vogliamo essere realisti. La storia di questo campionato dice che se non si ha fame, se non si ha voglia di sacrificarsi e di lottare non si va da nessuna parte. Specie in questa categoria, dove non serve il talento, ma ci vuole molto cuore e carattere. Per quanto riguarda la scarsa presenza di tifosi sugli spalti, io dico che la vera passione, l'amore sincero per questi colori non può avere bisogno di motivazioni o ambizioni particolari da perseguire per essere vicino alla squadra del cuore. Chi ama deve esserci sempre e comunque. Anzi è nei momenti di difficoltà, proprio quando la squadra ha bisogno, noi calciatori dobbiamo sentire il calore dei nostri tifosi. Perciò spero che tanta gente torni allo stadio ad incitarci: noi abbiamo bisogno di tutti i tifosi".


