Criscitiello: "Di sabato non rinnego nulla, ma il calcio è fatto anche di rivalità e sfottò"
Dopo i cori di sfottò contro la Salernitana del giornalista irpino Michele Criscitiello che non sono stati ovviamente graditi a Salerno (rileggi qui), TuttoSalernitana.it ha intervistato proprio Criscitiello, per chiedergli di commentare le polemiche seguenti questo episodio.
“La mia fede avellinese non è mai stata segreta e vista la mia età (1983 ndr) la rivalità l’ho sempre sentita con la Salernitana e mai con il Napoli anni ’80. Napoli l’ho sempre considerata al pari delle big italiane. Credo che questo sia anche un merito per i tifosi granata. Per me i gol di Calvaresi e Kutuzov valevano come la vittoria di un campionato, la mazzata di Minala non è mai stata digerita. Io credo nei valori antichi del calcio e una bella rivalità sportiva ci sta. Altrimenti non si vive più di emozioni. Da Salerno mi augurano la morte, mi insultano parenti cari, mi augurano fallimenti professionali. Ho querelato un giornalista di Salerno e un giornale di Salerno che titolava Piscitiello in prima pagina. Questo – continua Criscitiello - va tutto bene e passa in cavalleria poi io salto con i tifosi dell’Avellino e viene giù il mondo. Credo che a Salerno facciano troppo vittimismo e pensino eccessivamente a quello che faccio io nelle vesti di amante dell’Avellino. Dovrebbero godersi maggiormente la serie A e pensare a fare più abbonati di quelli che stanno facendo. Ad Avellino in C sono a 3 mila tessere dopo un’annata fallimentare. La Salernitana è a meno di 6 mila abbonati dopo una salvezza in A miracolosa.
Della serata di sabato non rinnego nulla. E’ stata bellissima per noi avellinesi. In 3 ore di show sono stati fatti solo 3 cori contro i cugini granata. L’unico che non andava fatto e che al momento neanche ci avevo dato retta è “Salerno in fiamme” al quale ovviamente non ho partecipato e quello è l’unico momento che merita le mie scuse per non averlo colto in diretta ma come si vede stavo comunicando a mio figlio che doveva scendere dal palco.
A Salerno città auguro il meglio. La Salernitana spero di vederla nello stesso campionato dell’Avellino, ovviamente il sogno sarebbe la serie A insieme. Sarò sempre un lupo e un lupo non potrà mai tifare Salernitana. Come un salernitano non potrà mai tifare Avellino. Il calcio è fatto di sfottò e non ha bisogno di finti professionisti perbenisti. Il progetto Iervolino mi piace ma soprattutto mi è piaciuta la gestione del Presidente post Sabatini. L’Avellino e la Curva Sud non sono da serie C e io per la mia Terra ci sarò sempre”.


