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La metamorfosi di Varela nel cambio di modulo: è solo un caso?
domenica 4 febbraio 2024, 15:00Copertina
di Domenico Fabbricini
per Tuttoavellino.it

La metamorfosi di Varela nel cambio di modulo: è solo un caso?

Migliore in campo contro il Sorrento, nonostante la sconfitta, appannato a Monopoli, nonostante la vittoria. E' stata una settimana particolare per Ignacio Lores Varela, straripante lunedì scorso in casa, poco incisivo e poco lucido contro il Monopoli, fino a essere sostituito al 60' da Palmiero. Non è però forse un caso che il miglior Varela si sia visto in posizione di trequartista. Quella che è la sua posizione naturale. Una posizione in cui può essere libero di inventare, di muoversi con libertà, di spingersi in avanti, supportare le punte, inserirsi in area. Tutte cose che ha fatto benissimo contro il Sorrento. Piuttosto che vincolato a compiti più tattici e bloccati, come in posizione di mezzala in cui è stato utilizzato spesso in questo campionato nel 3-5-2.

Analizzando le due partite, quella col Sorrento e quella con Monopoli, nonostante i risultati opposti è indubbio che l'Avellino abbia creato maggiori occasioni in casa, giocando con il 4-2-3-1. Viste anche le difficoltà nell'andare in rete a Monopoli, vista la mancanza di un uomo che potesse effettuare bene l'ultimo passaggio (più di una volta l'Avellino in ripartenza ha sbagliato la scelta, aprendo il gioco sul versante sbagliato o non servendo bene il compagno più libero) non potrebbe essere il caso di provare, già dalla prossima contro il Messina, una variante di modulo, che sfrutti anche le caratteristiche dei calciatori in rosa? Non solo Varela infatti, l'Avellino ha tanti calciatori che possono galleggiare tra centrocampo e attacco: D'Ausilio, Ricciardi, Tito, il rientrante Russo, lo stesso Sgarbi, che potrebbero portare maggiori rifornimenti alle punte o alla punta più avanzata. Partendo più dietro e puntando la porta hanno dimostrato più volte di saper fare male, oltre a poter servire meglio Patierno o Gori. Una variante tattica da non sottovalutare, soprattutto quando si fa più fatica a portare pericoli verso la porta avversaria.