Avellino - Viareggio, l'analisi del giorno dopo
Alla fine, per i Lupi tre punti fondamentali sulla strada della tranquillità. Ma onestamente quanta soverchia fatica! Intendiamoci, l'Avellino ha meirtato la vittoria, soprattutto per una seconda frazione di gara condotta sempre da protagonista del match, senza alcun problema di gestione dell'inerzia tecnico-tattica. La squadra di Bucaro ha disposto dell'avversario (molto modesto, per la verità) come meglio ha creduto e voluto. Ma, tutto ciò lo possiamo dire in questa sede, vale a dire analizzando a freddo. Non avremmo mai immaginato, per esempio, ad inizio match, che la compagine biancoverde dovesse faticare moltissimo (e soprattutto subire tanto) per i primi 25 minuti del primo tempo, nel corso dei quali, il mediocre Viareggio ha tenuto in scacco l'Avellino, impedendo agli Irpini l'articolazione di una manovra fluida ed efficace. La squadra di Bertolucci, pur con una difesa del tutto inventata (pensate su cinque elementi, portiere compreso, il solo Carnesalini era un titolare), aveva mostrato molta vivacità e voglia di fare. Certo, i Lupi hanno dato la netta sensazione di avere approcciato la gara nel modo sbagliato: molli, distratti e scarsamente reattivi. Poi, intorno alla mezzora, la squadra di Bucaro, muovendo spesso e volentieri dalla propria fascia destra (dove si alternavano nelle sgroppatei 19enni Zappacosta ed Herrera) ha cominciato ad affacciarsi dalle parti dell'area avversaria. Ma, onestà intellettuale vuole che noi si riferisca che qualche minuto prima di passare in vantaggio, i Lupi hanno molto seriamente rischiato di subire un gol da parte del Viareggio. Clamoroso assai è stato il gol divorato dall'attaccante bianconero Cristiani, che a tu per tu con Fumagalli ha sparato incredibilmente fuori un pallone che andava soltanto appoggiato in rete, da appena quattro metri, con un sempice piattone destro. Graziati dalla scarsezza del peggiore attacco del campionato (il Viareggio ha siglato soltanto 13 reti su 21 gare) la premiata ditta Herrera-Zigoni, sul finire del primo tempo, ha confezionato il gol, che avrebbe poi incanalato irreversibilmente il match a favore dei Lupi. Il secondo tempo, anche approfittando dell'inconcludente e farraginoso gioco degli ospiti (pure calati fisicamente per il notevole dispendio di energie nel primo tempo) i Lupi, potendo fare leva sul superiore tasso tecnico del trio di centrocampo (Malaccari, Massimo ed Arcuri), hanno gestito con assoluta tranquillità il pallino del gioco ed il raddoppio di Zigoni, ad un quarto d'ora dalla fine, è giunto certamente non inatteso. Insomma una vittoria che si può mandare in archivio con la considerazione che i Lupi quasi piu' niente avranno a che fare, d'ora in avanti, con la bassa classifica. E se la matematica non conforta ancora questa tesi è soltanto perchè mancano ben 13 gare alla conclusione del campionato. Un campionato che potrebbe anche inserire il nominativo dell'Avellino tra le proprie portagoniste, specie se le prossime due gare (trasferta di Sorrento e gara casalinga con la Pro Vercelli) dovessero arridere ai Lupi.


